A cura della redazione
"È inaccettabile che manchi ancora una normativa europea che vieti la somministrazione di cibi ultraformulati" in particolare nelle mense scolastiche e negli altri luoghi pubblici di cura e assistenza. Così il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, in apertura del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, con la collaborazione di The European House-Ambrosetti, annunciando che è partita l'azione per la verifica di condizioni e tempi di una class action, per poi arrivare alla Corte di giustizia UE a difesa della salute dei cittadini.
Afferma Gesmundo. "Non informare, non regolare e non limitare il consumo di questi cibi è un crimine contro l’umanità e come tale vogliamo perseguirlo".
Secondo una ricerca realizzata da Carlos Augusto Monteiro, medico ed epidemiologo brasiliano presente al Forum, pubblicata su The Lancet nel 2025, un maggiore consumo di cibi ultraformulati, cioè di cibi che subiscono più processi di lavorazione, è associato a un aumento del rischio di diverse patologie: diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), mortalità per tutte le cause (+18%) e malattie cardiovascolari o mortalità cardiovascolare (+18%).
Ma la cattiva alimentazione rappresenta anche un costo rilevante per il sistema sanitario nazionale. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, in Italia le spese per curare le malattie croniche legate a scorretti stili alimentari ammontano a circa 13 miliardi di euro all'anno. Nonostante ciò, evidenzia Coldiretti, nel nuovo regolamento sugli appalti pubblici, "l'Europa dei tecnocrati ha scelto deliberatamente di non inserire alcun divieto per i cibi ultraformulati".
Gesmundo insiste: "Continueremo a chiedere all’Europa l’effettuazione di test clinici e preclinici a garanzia di produttori e consumatori".
Il legame tra cibo e salute passa anche dalle etichette. La Confederazione dei coltivatori diretti invita a leggerle, a conoscere l'origine del prodotto e scegliere consapevolmente cosa mettere nel carrello della spesa. E questo è anche il messaggio dell'allestimento realizzato al Forum che mette a confronto alcuni prodotti come pasta all'olio extravergine di oliva, fino al riso e agli snack. Da una parte gli alimenti 100% italiani, che garantiscono tracciabilità, qualità e controlli lungo la filiera; dall'altra prodotti d'importazione, realizzati secondo regole che possono essere meno rigorose e con l'impiego, così afferma Coldiretti, di sostanze vietate in Italia.
Foto: syda_productions
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