A cura della redazione
"20 centesimi oggi per avere pane anche domani" è lo slogan della campagna per il Giusto prezzo del pane lanciata da NaturaSì, che chiede ai propri clienti di pagare 20 centesimi in più per ogni chilo di pane. L’obiettivo è pagare meglio gli agricoltori che producono grano.
Per chi mangia un etto di pane al giorno sarebbero circa 2 centesimi quotidiani in più, 60 centesimi in un mese.
Il tema è che il grano viene pagato poco agli agricoltrori, e il rischio è che non venga più coltivato. NaturaSì riferisce che lo scorso agosto alla Borsa di Bologna il grano tenero biologico era quotato 33 centesimi al chilo, il convenzionale appena 22. Queste cifre non permettono di condurre una attività col giusto profitto.
Il frumento duro, che continua a rappresentare una delle principali colture nazionali con una superficie coltivata di oltre 1,1 milioni di ettari, mostra una riduzione della superficie (-15,5%) e della produzione (-9,3%), sebbene con una crescita contenuta della resa (+7,4%).
Il frumento tenero registra una flessione della produzione (-21,4%) superiore a quella delle superfici (-12,3%) con la conseguente diminuzione della resa per ettaro (-10,4%).
La produzione italiana di frumento e mais è sempre meno sufficiente ad alimentare il fabbisogno cerealicolo interno; infatti nel 2025 l’Italia ha importato 97 milioni di quintali di frumento, contro una produzione nazionale di circa 59,5 milioni.
In 20 anni, il numero di aziende agricole è diminuito del 42%. Il rischio è l’abbandono della terra e della produzione da parte degli agricoltori.
Da qui nasce la campagna "20 centesimi oggi per avere pane anche domani" con cui NaturaSì chiede ai propri clienti di riconoscere 20 centesimi in più per ogni chilo di pane. NaturaSì riconosce già ai propri agricoltori un prezzo più alto della quotazione di borsa: dai 7 ai 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro, dai 4 ai 7 centesimi in più per il farro. La campagna dei 20 centesimi in più consentirebbe di aumentare del 60% il prezzo pagato all’agricoltore.
Il contributo, però, si applicherà solo al pane e non gli altri derivati: pasta, farine, pizze e biscotti, che, invece, mantengono lo stesso prezzo.
Qualora la somma raccolta, unitamente a quanto NaturaSì già corrisponde in più agli agricoltori, non consentisse il raggiungimento dell’obiettivo perseguito, NaturaSì coprirà la differenza. Se l’obiettivo venisse superato, l’eccedenza sarà distribuita tra aziende agricole facenti comunque parte della filiera in proporzione ai volumi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026.
Entro il 15 novembre 2027 il totale sarà suddiviso ed erogato agli agricoltori.
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