A cura della redazione
Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2026, un cyberattacco ha alterato lo sbrinamento dei frigoriferi in centinaia di supermercati francesi, portando in alcuni casi le temperature fino a 50 gradi. Le scorte di prodotti freschi e surgelati sono state eliminate; la procura di Parigi indaga anche su incendi segnalati nei punti vendita.
Al momento si sa che sono state colpite le infrastrutture di refrigerazione di circa 300 negozi Intermarché e Netto, un centinaio di Coopérative U, 80 Carrefour, una trentina di Monoprix e alcuni punti vendita E.Leclerc.
Il cyberattacco, scrive Le Figaro, ha preso di mira, in particolare, il software danese Danfoss, che gestisce gran parte dei sistemi di refrigerazione della grande distribuzione francese. Il Groupement Mousquetaires stima perdite per "diversi milioni di euro".
Una fonte vicina al premier francese Sebastien Lecornu ha detto che l'agenzia per la cyber security, dopo aver individuato una vulnerabilità nel software fornito da una società danese e avvisato i venditori, "si è messa in contatto con le controparti europee, nel caso venissero colpiti altri Paesi".
L'agenzia, conclude la fonte, sta cercando di "identificare altre società francesi coinvolte per avvisarle" ed "evitare un diffondersi" delle conseguenze dell'attacco informatico.
"Prendere di mira un equipaggiamento essenziale per preservare prodotti freschi e le forniture alimentari dei francesi è estremamente grave e senza precedenti", ha scritto su X il direttore esecutivo di Cooperative U, Dominique Schelcher, confermando che l'attacco ha iniziato a provocare il malfunzionamento dei frigoriferi dalla notte di domenica.
L’azione si è concentrata sulla funzione di sbrinamento, che normalmente serve a eliminare il ghiaccio dalle serpentine per mantenere efficiente il frigorifero. Se viene prolungata o attivata fuori programma, il sistema smette di proteggere la temperatura degli alimenti. Secondo Le Monde, in alcuni negozi il ciclo è stato allungato fino a otto ore e gli allarmi hanno segnalato il problema in ritardo.
La Agence France-Presse ha riferito che l’inchiesta della procura deve anche verificare il collegamento tra l’intrusione e gli incendi segnalati. La perdita non è soltanto il valore dei cibi smaltiti: a seguire ci sono bonifica degli impianti, rifornimento dei negozi, verifiche sanitarie e giornate di vendita compromesse. Ripristinare il software non ricrea la catena del freddo già interrotta.
Fonti: agendadigitale.eu, tg24.sky.it
Foto: @sourceofphotos
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