Yum! si impegna a utilizzare

Yum! si impegna a utilizzare "uova cage free"

Entro il 2026 KFC, Pizza Hut e Taco Bell non si riforniranno più da allevamenti di galline in gabbia

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03

Settembre
2021

Yum! Brands, l’azienda più grande al mondo nel campo della ristorazione che conta quasi 50mila sedi a livello globale con i suoi brand Kentucky Fried Chicken (KFC), PIzza Hut, Taco Bell e The Habit Burger, pubblica un impegno a diventare 100% cage free entro il 2026 per la maggior parte delle sue sedi, ed entro il 2030 su scala globale. Lo rende noto la ONG animalista Animal Equality.

La policy che sancisce l’impegno a non rifornirsi da allevamenti di galline allevate in gabbia è stata raggiunta in seguito alla grande campagna di sensibilizzazione pubblica guidata dalla Open Wing Alliance. YUM! Brands è l’azienda nel campo della ristorazione con il più alto numero di sedi che sia stata mai coinvolta in una campagna pubblica fino ad ora. "Questa policy - ha affermato Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia - coinvolge alcune delle catene di fast food più importanti al mondo ed è evidente che la transizione a un mondo senza gabbie sta diventando il futuro del settore agroalimentare".

Prima della pubblicazione di quest’impegno globale, Taco Bell, parte del gruppo Yum! Brands, aveva già completato la transizione cage free in Nord America impegnandosi per le uova non provenienti da allevamenti in gabbia anche in Europa. Il 26 agosto di quest’anno Yum! Brands aveva rilasciato una policy cage free per gli Stati Uniti, l'Europa occidentale e altri mercati leader. La nuova policy globale appena rilasciata da Yum! Brands certifica così l’impegno da parte dell'azienda a rifornirsi solo da uova e ovoprodotti al 100% cage free per la maggior parte delle sue sedi in oltre 150 Paesi. La transizione verrà completata entro la fine del 2030. Yum! Brands ha inoltre accettato di fornire aggiornamenti su base annuale per assicurare la propria trasparenza.

Perché diventare 100% cage free?

Gli allevamenti in gabbia, spiega la ONG Animal Equality Italia, confinano le galline in gabbie minuscole e spesso sporche, dove ogni individuo vive in uno spazio vitale pari ad un foglio A4. Queste gabbie sono così piccole e affollate che le galline non possono esprimersi attraverso i loro comportamenti naturali o istintivi. Spesso, parti del loro corpo rimangono impigliate nella gabbia, provocando ferite e fratture, deformità e grave perdita di piumaggio. Alcune galline, troppo esauste o impossibilitate a muoversi, vengono calpestate a morte dalle loro compagne. Eliminando i sistemi basati sulle gabbie, si ridurranno notevolmente le sofferenze delle galline allevate per la produzione di uova. "Anche se è necessario fare di più per apportare cambiamenti a lungo termine alla loro qualità di vita - afferma Animal Equality Italia in una nota - questo è un primo passo significativo per le galline ovaiole".

Poiché la domanda dei consumatori di uova cage free continua a crescere, anche altre aziende globali leader del settore come Yum! Brands stanno abbandonando l’uso delle gabbie. Impegni internazionali sono stati presi da Unilever, Nestlé, Aldi, Restaurant Group International, InterContinental Hotels, Sodexo, Mondelez, Compass Group, Shake Shack, Famous Brands, Costa Coffee e Barilla.

Per ulteriori informazioni sull'Open Wing Alliance, è possibile visitare il sito: OpenWingAlliance.org
oppure la pagina Twitter: @GlobalCageFree


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