Waste Watcher spiega il rapporto fra cibo e sperpero in 8 Paesi del mondo

Waste Watcher spiega il rapporto fra cibo e sperpero in 8 Paesi del mondo

Le famiglie, al tempo dell’inflazione alimentare, identificano lo spreco degli alimenti come un "crash" per le loro economie

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

28

Settembre
2023

A cura della Redazione F&T

Per il terzo anno, è italiana l’unica indagine globale sul rapporto fra cibo e spreco: uno studio firmato da Waste Watcher, International Observatory on Food & Sustainability, promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il monitoraggio IPSOS, realizzata in 8 Paesi del mondo: Italia, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Olanda e Azerbaijan.
Il 28 settembre 2023 sono stati diffusi proprio i nuovi dati del Cross Country Report su cibo e spreco nel mondo, in occasione della 4° Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle perdite e sprechi alimentari promossa dalle Nazioni Unite.
Segnaliamo alcuni aspetti salienti dell'indagine, strettamente focalizzati sulle criticità del periodo e sull’inflazione, anche e soprattutto alimentare, che si abbatte con gravi rincari sui cittadini di tutto il mondo.

Lo spreco alimentare è identificato innanzitutto come spreco di denaro in famiglia: dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Spagna alla Germania, dal Regno Unito all’Olanda i cittadini del mondo identificano lo sperpero del cibo come un crash per le loro economie.
Nelle settimane dell’inflazione alimentare, quando gli alimenti hanno registrato un aumento medio del 10,7% in Italia e si prospetta un aumento di 205 € fra settembre e dicembre rispetto al 2022 (dati Assoutenti, agosto 2023), prevenire lo spreco alimentare equivale a sostenere concretamente la famiglia, oltre ad essere un presidio per la salute dell’ambiente.

Fra i cittadini più preoccupati a livello internazionale per l’impatto economico dello spreco del cibo ci sono certamente gli statunitensi che legano al fenomeno ben tre impatti negativi legati al denaro: 81% spreco di denaro, 62% conseguenze economiche per la mia famiglia, 59% conseguenze economiche e sociali.  

I dati del terzo Cross Country Report offrono una panoramica globale sulle abitudini di consumo e spreco intorno al pianeta, un monitoraggio certamente essenziale per potenziare la consapevolezza sui comportamenti e le abitudini di fruizione e gestione del cibo, sulla dieta adottata e sugli alimenti realmente consumati, in chiave di prevenzione dello spreco.
All’indagine hanno preso parte 8mila cittadini, con un campione statistico di 1.000 interviste per ciascun Paese.  

Fra i primi dati del Rapporto ci sono quelli dedicati alle misure pubbliche utili a ridurre lo spreco: una domanda che registra la risposta unanime dei cittadini dei Paesi indagati, puntare sull’istruzione nelle scuole, un obiettivo che da sempre è stato indicato come prioritario dalla campagna Spreco Zero.
Una rinnovata attenzione è anche quella per le etichette fronte pacco, di prima rilevanza nel dibattito europeo, considerate un elemento significativo per il contrasto allo spreco alimentare.

Ci sono poi le strategie legate al DNA dei Paesi interrogati: i cittadini di Italia e Spagna scelgono di prevenire lo spreco acquistando con maggiore frequenza i prodotti freschi, assecondando così i principi base della Dieta Mediterranea.
La lista della spesa resta invece riferimento primario per Paesi come la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti.   

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