PNRR: le proposte dall'imprenditoria femminile

PNRR: le proposte dall'imprenditoria femminile

Le Donne del Vino illustrano alla Camera le azioni per il Recovey Plan: digitalizzazione, agricoltura di precisione, servizi per la maternità, parità di genere in tutte le filiere

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

02

Febbraio
2021

La XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha ascoltato lo scorso 1° febbraio, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, nell’ambito dello studio delle proposte sul PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La presidente Donatella Cinelli Colombini e la vice Paola Longo, ringraziando la vicepresidente della Commissione Onorevole Susanna Cenni per averle indicate come interlocutrici utili alla Commissione, hanno portato la voce di 900 produttrici, enotecarie, ristoratrici, giornaliste ed esperte.

I punti segnalati come più critici sono quattro a cui si aggiunge un forte appello alle politiche di genere e al settore turistico che ha nell’enogastronomia uno dei punti di forza.

L’appello è che l’agricoltura venga presa in esame per l’impatto ambientale e anche in termini economici e occupazionali all’interno di una filiera produttiva e commerciale che arriva sulla tavola dei consumatori, e coinvolge anche altri comparti nella logica Farm to Fork e di salvaguardia della salute dei consumatori.

Le donne dirigono circa un terzo delle imprese agricole italiane ma sono esempi virtuosi: infatti pur gestendo solo il 21% della superficie agricola utilizzabile, producono il 28% del PIL agricolo. Sono un’enorme risorsa per l’agricoltura italiana perché spesso sono più scolarizzate e più aperte all’innovazione e all’internazionalizzazione dei colleghi uomini. Per questo la richiesta che arriva dalla consultazione delle 900 Donne del Vino italiane ha puntato soprattutto su quattro argomenti, oltre il riequilibrio fra i generi, il sostegno al credito e all’esportazione.

Digitalizzazione delle aree rurali

La mancanza di una buona connettività e di banda larga nelle campagne, fino alle imprese e alle case, la scarsità di strumentazione elettronica, sono considerati il maggiore ostacolo allo sviluppo economico e turistico delle zone rurali. La mancanza di copertura del segnale rende invisibili le imprese ai fini turistici e commerciali, rallenta il lavoro e l’accesso alle informazioni, impedisce il ricambio generazionale e l’introduzione dell’economia verde. 

Agricoltura di precisione

Green deal - Farm to fork - Next generation EU: per Le Donne del Vino, il processo di qualificazione dell’agricoltura e di produzioni eco-sostenibili passa attraverso un processo di formazione e di digitalizzazione che richiede infrastrutture e connettività. Attuarla innesca un processo virtuoso sotto il profilo ambientale, economico e sociale con maggiori prospettive per i giovani.

Trasporti e viabilità

La carenza di collegamenti favorisce la marginalizzazione culturale ed economica delle popolazioni rurali e danneggia particolarmente i giovani in età scolare, le donne e gli anziani. Potenziare trasporti e viabilità nelle zone rurali significa anche favorire il turismo e renderlo più capillare.

Servizi per la maternità

La carenza di asili nido e di scuole materne nelle zone agricole e nei piccoli centri, oltre al loro costo eccessivo in rapporto ai redditi della popolazione rurale, sono di grave impedimento alle possibilità di lavoro e carriera delle donne.

Parità di genere. In tutte le imprese

Cantine, ristoranti, rivendite, agenzie di consulenza: Le Donne del Vino chiedono agevolazioni fiscali e di punteggio nelle graduatorie per le imprese dove si rispettano la parità di salario, di progressione di carriera fra i generi, ed è offerta la flessibilità nell’orario di lavoro.

Politiche per il turismo e la filiera alimentare di eccellenza

Le Donne del Vino, che sono alla guida di aziende agricole caratterizzate da grande diversificazione produttiva, forte internazionalizzazione e maggiore orientamento al BIO-Biodinamico rispetto a quelle maschili, chiedono che fra gli obiettivi del settore turismo sia inserito l’agroalimentare italiano di eccellenza e specificamente il vino. Lenogastronomia costituisce, secondo gli studi più recenti, la prima attrattiva per i turisti stranieri verso il nostro Paese, collocandosi, nell’immaginario mondiale, come un aspetto integrante della civiltà e dello stile di vita italiano.  
Per le Donne del Vino, cantine, laboratori di produzioni alimentari tipiche, ristoranti, enoteche costituiscono una rete produttiva e distributiva da salvaguardare anche in termini di occupazione, di accorciamento della catena alimentare oltre che in una logica di sopravvivenza delle biodiversità, dei mestieri tradizionali e delle produzioni ad alta manualità che trovano nel turismo il primo mercato.
Le Donne del Vino chiedono che venga realizzato un portale nazionale di promo-commercializzazione turistica collegata alla digitalizzazione delle destinazioni, centri espositivi, didattici e di coordinamento turistico in ogni denominazione DOCG o grande distretto produttivo alimentare, un programma nazionale di formazione per gli addetti e un osservatorio in grado di monitorare e indirizzare l’intera offerta italiana.

Le Donne del Vino
Le Donne del Vino sono un’associazione senza scopi di lucro che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi oltre 900 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Le Donne del Vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni.

Photo: Copyright © 2021 Donatella Cinelli Colombini


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