PFAS, gli USA approvano limiti stringenti nell’acqua potabile per 5 sostanze

PFAS, gli USA approvano limiti stringenti nell’acqua potabile per 5 sostanze

I nuovi standard sono ottenibili con carbone attivo granulare, osmosi inversa e sistemi di scambio ionico. Greenpeace: «Cosa aspetta l'Italia a seguire l’esempio?»

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16

Aprile
2024

A cura della Redazione F&T

Per la prima volta, gli Stati Uniti adotteranno dei limiti all’inquinamento da PFAS nell’acqua potabile fissati per legge.
Questa norma rappresenta il passo più significativo per proteggere la salute pubblica nell’ambito della PFAS Strategic Roadmap dell’Environment protection agency (EPA).
La norma "ridurrà l’esposizione ai PFAS per circa 100 milioni di persone, preverrà migliaia di morti e ridurrà decine di migliaia di malattie gravi", spiega l'EPA in una nota. L’esposizione ai forever chemicals è stata collegata da decine di studi all’insorgere di tumori, a ripercussioni su fegato e cuore, a danni al sistema immunitario, e a problemi nello sviluppo di feti, neonati e bambini.

La presenza dei PFAS nell’acqua potabile è un problema di dimensioni considerevoli negli Stati Uniti. Alcuni studi hanno stimato che l’inquinamento da forever chemicals possa riguardare circa 2.800 siti in tutto il Paese, ma l’area esposta è molto più ampia proprio perché la contaminazione colpisce l’acqua potabile distribuita nell’infrastruttura idrica.

Uno studio che risale al 2020 calcolava che 200 milioni di americani potrebbero essere esposti quotidianamente ai PFAS, quasi 1/3 della popolazione totale. L’EPA, l’Agenzia federale per la protezione ambientale, sostiene che gli acquedotti contaminati da livelli di PFAS pericolosi sono tra il 6 e il 10% del totale nazionale, che conta su 66.000 sistemi idrici distinti.

Cosa ha deciso il Governo americano

La nuova direttiva nazionale introdurrà limiti molto severi sulla presenza di PFAS nell’acqua potabile. In particolare le molecole PFOA e PFOS, che l’OMS di recente aveva dichiarato rispettivamente "cancerogeno per l’uomo" e "possibile cancerogeno per l’uomo", dovranno essere ridotte allo zero tecnico.
I limiti imposti per tagliare l’esposizione ai PFAS coinvolgono sei molecole, nello specifico:

  1. PFOA
  2. PFOS
  3. PFHxS
  4. PFNA
  5. HFPO-DA (comunemente noto come GenX)
  6. Miscele contenenti due o più tra PFHxS, PFNA, GenX e PFBS

L’EPA sta fissando livelli massimi di contaminanti applicabili a 4,0 parti per trilione per PFOA e PFOS, individualmente. Per PFNA, PFHxS e "GenX Chemicals", sta fissando MCLG e MCL a 10 parti per trilione.

Le nuove regole stabiliscono che i gestori del servizio idrico pubblico dovranno monitorare le sei molecole PFAS stabilite dalla legge e avranno tre anni per completare il monitoraggio iniziale (entro il 2027), che sarà seguito da un monitoraggio continuo. A partire dal 2027, i sistemi idrici dovranno inoltre fornire al pubblico informazioni sui livelli di questi PFAS nell’acqua potabile.
Entro il 2029 si dovranno mettere in atto soluzioni che riducano la presenza dei PFAS, nel caso in cui il monitoraggio dovesse mostrare inquinamento dell’acqua potabile oltre i livelli consentiti
Dal 2029, nei casi in cui i valori di PFAS nell’acqua potabile dovessero superare i livelli consentiti i gestori del servizio idrico dovranno agire per ridurli e fornire pubblica notifica della violazione

L’EPA fa presente che "I nuovi limiti di questo regolamento sono ottenibili utilizzando una gamma di tecnologie e approcci disponibili, tra cui carbone attivo granulare, osmosi inversa e sistemi di scambio ionico". Ad esempio, la Cape Fear Public Utility Authority, che fornisce Wilmington in North Carolina del Nord, una delle comunità più pesantemente colpite dalla contaminazione da PFAS, ha già realizzato un sistema di carbone attivo granulare per rimuovere i PFAS.

Nel nuovo regolamento mancano, invece, riferimenti a interventi sulle fonti di PFAS, cioè sui tantissimi settori industriali che li impiegano per gli usi più diversi, dalle pellicole antiaderenti delle padelle agli imballaggi, dalle vernici ai lucidanti, dalla placcatura dei metalli alla produzione e raffinazione di petrolio, ai materiali ignifughi per l’edilizia, alla produzione di cavi.

E in Italia?

Il provvedimento preso dagli Stati Uniti contro i PFAS è un precedente importante che mostra la strada che anche il governo italiano dovrebbe intraprendere.
A tal proposito Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna inquinamento di Greenpeace Italia, ha dichiarato: "Il Veneto è teatro di uno dei più grandi casi di contaminazione da PFAS al mondo e Greenpeace Italia ha dimostrato la presenza di queste sostanze anche nei corsi d’acqua della Toscana e nelle acque potabili di diversi comuni della Lombardia e del Piemonte, a concentrazioni che, da oggi, negli Stati Uniti sono considerate pericolose per la salute umana. In Italia l’inquinamento da PFAS è un’emergenza nazionale fuori controllo, soprattutto per la mancanza di provvedimenti che limitino l’uso e la produzione di queste sostanze a tutela dell’ambiente e della salute. Per quanto tempo ancora si continuerà a ignorare il problema condannando le persone a subire gli effetti dell’inquinamento? Il Governo Meloni segua l’esempio degli Stati Uniti e adotti subito una legge nazionale che vieti l’uso e la produzione di queste pericolose molecole. Non c’è più tempo da perdere: bere acqua pulita e priva di PFAS è un diritto che le istituzioni devono garantire".

Fonti: greenpeace.org, helpconsumatori.it, rinnovabili.it, greenreport.it
Foto: greenpeace.org


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