ONU: il global warming mette a rischio l'umanità

ONU: il global warming mette a rischio l'umanità

Ondate di caldo estremo per 420 milioni di persone e fame per 80 milioni di persone in più nel mondo

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24

Giugno
2021

Carenza d'acqua, malattie più diffuse, calore insopportabile, raccolti scarsi e di bassissima qualità, fame e malnutrizione, esodi dalle città inondate e dai campi aridi, estinzione delle specie: la vita sulla Terra come la conosciamo oggi sarà drasticamente trasformata dal cambiamento climatico già quando i bambini nati nel 2021 avranno 30 anni o anche prima. E se "la vita sulla Terra può evolversi in nuove specie, l'umanità non può fare altrettanto". Le conseguenze derivanti da "decenni di inquinamento sfrenato da carbonio" sono inevitabili a breve termine, questa corsa "sta accelerando e va fermata".

Torna dopo sette anni, aggiornato e più grave, l'allarme sugli impatti irreversibili provocati dal riscaldamento della Terra. Sono indiscrezioni, racchiuse in una bozza di 4mila pagine, anticipate dall'AFP, a cui stanno lavorando gli scienziati delle Nazioni Unite dell'Intergovernmental Panel on Climate Change.

Il documento ufficiale sarà diffuso a febbraio 2022, dopo l'approvazione dei governi dei 195 Paesi dell'ONU, a cui via via viene sottoposto per un esame e una revisione e per orientare le decisioni politiche. Troppo tardi, secondo alcuni scienziati, che ricordano altre occasioni più vicine come i vertici delle Nazioni Unite di quest'anno su clima, biodiversità e sistemi alimentari.

La bozza, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa francese, avverte che "il peggio deve ancora arrivare e colpirà la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti più delle nostre" si legge nel sommario.

L'aumento del riscaldamento globale oltre la soglia di 1,5-2 gradi centigradi, rispetto al periodo preindustriale, fissata dall'accordo di Parigi sul clima ormai nel 2015 avrebbe "impatti irreversibili sui sistemi umani ed ecologici": con +2 gradi circa 420 milioni di persone in più sulla Terra dovranno affrontare ondate di caldo estremo e potenzialmente letali, circa 350 milioni di persone in più che vivono nelle aree urbane saranno esposte alla scarsità d'acqua a causa di gravi siccità, fino a 80 milioni di persone in più nel mondo rispetto ad oggi potrebbero soffrire la fame entro il 2050 e non più entro fine secolo.

Qualunque sia il tasso di riduzione delle emissioni di gas serra, avvertono gli esperti, gli impatti devastanti del global warming sulla natura e sull'umanità accelereranno e diventeranno "dolorosamente palpabili ben prima del 2050". I danni economici provocati dai disastri ambientali sono enormi.

Ci sono almeno quattro conclusioni principali nella bozza in cui si osserva che con +1,1 gradi Celsius di riscaldamento registrato finora, il clima sta già cambiando e che anche un +1,5 prolungato nel tempo ormai può essere letale per tanti organismi, come le barriere coralline.

Gli scienziati ancora una volta sollecitano il contributo di ciascun individuo, comunità, imprese, istituzioni e governi lanciando l'appello a "ridefinire il nostro modo di vivere e di consumare".

Fonte: RAI News
Photo © Copyright ANSA


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