Mare Monstrum, il documento di Legambiente sulle coste italiane

Mare Monstrum, il documento di Legambiente sulle coste italiane

Cresce l'illegalità ambientale lungo le coste e nei mari del nostro Paese. Ma aumenta l’attività di controllo delle Capitanerie di porto e delle forze dell’ordine

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

06

Settembre
2023

A cura della Redazione di F&T

Cemento illegale, inquinamento e maladepurazione, pesca di frodo: sono stati 19.530 i reati ambientali accertati nel 2022 lungo le coste italiane con un incremento del +3,2% rispetto al 2021. Gli illeciti amministrativi (44.444) sono cresciuti del 13,1%.

Sommando reati e illeciti amministrativi in Italia è stata accertata, grazie a oltre un milione di controlli e agli appalti illegali nelle opere pubbliche (esattamente 1.087.802, +31% rispetto al 2021), una media di 8,7 infrazioni per ogni km di costa (erano state 7,5 nel 2021), una ogni 115 metri.

Diminuisce, anche se di poco (-4%), il numero delle persone arrestate e denunciate (19.658) e in maniera più significativa quello dei sequestri (3.590, con una riduzione del -43,3%). L’impatto economico dell’attività svolta dalle Capitanerie di porto e dalle forze dell’ordine, tra valore dei sequestri e sanzioni amministrative, è stato di oltre 486 milioni di euro (-22,3% rispetto al 2021).

ll ciclo illegale del cemento (dalle occupazioni di demanio marittimo alle cave illegali, dagli illeciti negli appalti per opere pubbliche fino all’abusivismo edilizio) rappresenta da solo il 52,9% dei reati (10.337), seguito dai diversi fenomeni d’illegalità (dalla mala-depurazione allo smaltimento dei rifiuti) che Legambiente classifica alla voce del “mare inquinato” con 4.730 illeciti penali e dalla pesca di frodo, con 3.839 reati che rappresenta il 19,7% delle violazioni.

Il 48,7% dei reati è stato accertato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania che guida la classifica nazionale con 3.345 reati, pari al 17,1% del totale nazionale, seguita da Puglia (2.492 reati), Sicilia (2.184),
Lazio (1.741) e Calabria (1.490 reati). La Toscana è in sesta posizione come illeciti penali (1.442) ma è al secondo posto dopo la Campania come illeciti amministrativi (4.392), seguita dalla Sicilia (4.192 illeciti e ben 8.712 sanzioni).
La Basilicata si conferma come prima regione come numero di reati e illeciti amministrativi accertati per km di costa (32,7) seguita quest’anno dall’Emilia Romagna, con 29,1 infrazioni (era al quarto posto nel 2021), dal Molise (28), dall’Abruzzo (27,8) e dal Veneto, con 24 reati e illeciti amministrativi per ogni chilometro.

È questa la fotografia scattata dal dossier “Mare Monstrum” prodotto da Legambiente, edizione 2023.

Pesca di Frodo

Il 26 giugno scorso il Consiglio agricoltura e pesca dell’Unione europea ha adottato le conclusioni della presidenza sul pacchetto pesca, per garantire al settore un futuro sostenibile, resiliente e competitivo. Tra le altre misure il Piano d’Azione Ue sulla pesca prevede il graduale stop alla pesca a strascico (entro il 2030), considerato che gli studi scientifici dimostrano la sua azione distruttiva per fondali e habitat naturali, nonché dannosa per molte specie in via di estinzione.

Sono 26 i Paesi che appoggiano la proposta: il Consiglio ha adottato le conclusioni con il sostegno di tutti gli Stati membri, eccetto l’Italia dove Capitaneria di Porto e le forze dell’ordine hanno accertato 3.839 reati e ben 9.933 illeciti amministrativi, per un totale di 13.172 infrazioni, 36 al giorno, 1,9 per ogni chilometro di costa.

Sempre nel 2022 sono state oltre 400 le tonnellate complessive di prodotti ittici sequestrate: la Sicilia primeggia, con oltre 129 tonnellate, mentre le prime cinque regioni (Sicilia, Puglia, Liguria, Veneto e Toscana) coprono oltre il 76,3% dei sequestri effettuati lo scorso anno.

Analizzando tutti gli illeciti, sia penali che amministrativi, la Sicilia guida la classifica con 2.306 infrazioni, seguita da Puglia (1.809), Liguria (1.331 reati) e Toscana (1.151). Nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Sicilia, Puglia, Campania e Calabria) è stato accertato il 45,3% degli illeciti complessivi.

Gli illeciti amministrativi sono in netta prevalenza rispetto ai reati e per Legambiente questo dato, a dispetto della conclamata gravità della situazione per la maggioranza degli stock ittici, rappresenta una grande spia d’allarme su come le attuali armi normative siano palesemente spuntate, nonostante gli sforzi profusi per un’efficace ed efficiente azione di prevenzione e contrasto da parte di Capitanerie di Porto, forze dell’ordine e magistratura.

Nel rapporto integrale sono anche pubblicate le 8 proposte di Legambiente indirazzte al Governo per tutelare in maniera più efficace il patrimonio ambientale di mari e coste, dalle demolizioni affidate ai Prefetti delle case abusive agli investimenti sui depuratori fino alla lotta alla pesca illegale.

RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright FOOD&TEC


Condividi su: