A cura della redazione F&T
Le presentazioni curate dalle aziende presenti al convegno Metodi analitici rapidi: informazioni tempestive a beneficio di sicurezza alimentare e sostenibilità si sono alternate a quelle dei relatori istituzionali completando così un programma ricco e articolato.
Verena Peggion di Merck Life Science ha descritto il metodo validato alternativo di loro proposta per la ricerca e l’identificazione di Escherichia coli produttori di shigatossine, detti STEC, evidenziandone la semplicità d’uso e la confrontabilità con lo standard di riferimento ISO/TS 13132, nonché la migliore possibilità di identificazione di colonie sospette grazie alla tecnica di separazione immunomagnetica inclusa nel kit.
Per Bruker Daltonics, Matteo Viganò ha illustrato l’applicazione della tecnica Maldi-TOF alla microbiologia alimentare, non solo a supporto e conferma della ricerca di microrganismi patogeni, ma anche per altri batteri, quali funghi filamentosi, Pseudomonas e batteri lattici che, a seconda dei contesti, possono essere indesiderati o meno, anche in abbinamento allo spettrometro IR Biotyper. Importante l’indicazione al riconoscimento della tecnica in diversi standard di riferimento internazionali che la qualificano all’accreditabilità.
Enrico Arletti di Generon ha toccato il tema delicato e importante degli allergeni, parlando dell’applicazione di tecnica in PCR Real Time, rispetto a metodi basati sulla quantificazione della proteina, evidenziando in quali casi possa essere ritenuta più affidabile, specifica e in che modo possa essere utilizzata non solo a scopo qualitativo, ma anche quantitativo. In particolare, gli esempi e le osservazioni si sono incentrate sulla frutta a guscio.
Per bioMérieux è intervenuto David Pierattoni che ha illustrato la nuova soluzione proposta dalla sua azienda per l’identificazione dei patogeni abbinata alla RT-PCR, che utilizza lo stesso termociclatore “Gene-up” per due tipologie di analisi; soluzione in corso di sviluppo per nuovi target e di validità elevata, di poco inferiore a tecniche genomiche sofisticate e di non semplice implementazione in laboratori di analisi di routine. L’intervento ha incluso anche un excursus sui diversi applicativi di bioMérieux volti a mappare i dati analitici in modo automatizzato per dare supporto all’attività di controllo qualità.
Francesco Ferrario di Christeyns Italia ha introdotto un metodo rapido, non di analisi come si pensa generalmente in questo contesto, ma di messa in evidenza di biofilm, insidioso fenomeno di aggregazione batterica che può portare problemi alle aziende alimentari, ed essere causa di contaminazione insidiosa e ricorrente nella produzione di alimenti. Nello speech sono stati presentati casi e modalità di funzionamento del kit TBF 300, mostrando le variazioni cromatiche e l’efficacia di azioni mirate con detergenti specifici a base enzimatica.
Per R-Biopharm, Claire Victoria Marchitti ha descritto il nuovo kit disponibile per la ricerca e la quantificazione dell’allergene glutine; sistema pratico, di facile uso, con controllo interno che dà robustezza e affidabilità elevata e che può essere abbinato a un semplice lettore che rende il risultato cromatico quantificabile, oggettivo e confrontabile nel tempo. La relazione ha evidenziato quali e quanti allergeni oggi possono essere oggetto di interesse alimentare, al di là dei 14 inclusi nel Regolamento 1169/2011, sottolineando quante diverse tecniche possono essere utilizzate e l’importanza di scegliere quella più adatta in base alla matrice, all’analita e allo scopo dell’indagine.
Neogen, con Aurora Gallo, ha presentato il nuovo Petrifilm per la quantificazione di Bacillus cereus: partendo dalla descrizione della problematica presenza di questo microrganismo negli alimenti, in quali soprattutto e in che condizioni, è passata a descrivere come funziona il Petrifilm in generale, e la particolarità di questo tipo di recente introduzione e validazione di parte terza, mettendo a fuoco la sua specificità e comodità d’uso, in termini di risultato certo senza conferma, volume occupato, durata di incubazione, e stabilità del prodotto.
Diego Cariolato, di Thermo Fisher Scientific, ha presentato un’applicazione robotizzata alla PCR applicabile ai kit SureTect. Una soluzione versatile, di ingombro modesto, utile a supportare i requisiti di corretta applicazione dei metodi Real Time in laboratori anche con spazi ridotti, ai sensi di ISO 22174, e in grado di ridurre l’errore analitico dell’operatore in termini di dosaggio dei reagenti, di contaminazione dei campioni e, di fatto, aumentare la riproducibilità dei dati ottimizzando le risorse.
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