"Latte": la crescita delle bevande vegetali

Aumenta dell'11% la produzione di proposte plant based. -5% gli acquisti di latte vaccino

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

24

Maggio
2021

Abbondano, nei bar e nei banchi dei supermercati, le bevande alternative al latte vaccino che anche nell'anno della pandemia hanno registrato tendenze di crescita a doppia cifra. Seppur rappresentando ancora una nicchia di mercato, stanno così diventando un modo di bere sempre più diffuso.

Il "latte" di soia (attenzione, non si può chiamare così perché la Corte UE nel 2017 ha deliberato che le bevande vegetali non possono utilizzare la denominazione dell'origine animale e lo stesso principio vale per yogurt e formaggi. E il Parlamento europeo, nel 2020, ha inasprito la nomenclatura), ha fatto da apripista negli ultimi cinque anni in Italia, ma la gamma di proposte vegetali annovera prodotti a base cereali, ma anche noci e ortofrutta.

Nel 2020, secondo dati IRI Infoscan Iper+Super+LSP 2020, il mercato delle bevande vegetali ha raggiunto 204 milioni di euro di fatturato di sell-out, in crescita di 10,7% rispetto al 2019, sviluppando un volume di 95.337 tonnellate, vale a dire +11,1% rispetto all'anno precedente.
Di contro il mercato delle alternative vegetali allo yogurt cala a volume registrando 7.532 tonnellate (-2,4% in un anno).

I produttori non sono solo le grandi multinazionali ma anche realtà italiane, come Granarolo, Centrale del Latte d'Italia e Tre Valli, che intendono presidiare un mercato in crescita. Ovviamente questa sorta di "conflitto di interessi" non passa inosservato nel comparto zootecnico: Agrinsieme, il coordinamento di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, lamenta la crescente disaffezione dei consumatori verso il latte vaccino, causato, a parer suo, dalla promozione del consumo di proteine vegetali.
Il calo degli acquisti è del 5% annuo.
Ricordiamo però che il settore lattiero-caseario vanta un fatturato di circa 16,5 miliardi di euro, vale a dire il 11,5% del totale del fatturato industriale dell'agroalimentare. La spesa annua delle famiglie per i prodotti del settore si aggira sui 20 miliardi di euro.
La produzione di latte del 2020 è stata di circa 12,6 milioni di tonnellate.

Photo by Scott Murdoch


Condividi su: