La transizione MiTE

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Cingolani: 80 miliardi per la rivoluzione verde. L'Italia può essere leader del nuovo modello di sviluppo sostenibile

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12

Marzo
2021

Il Ministero della Transizione Ecologia - MiTE ha tracciato le linee programmatiche in occasione di due recenti uscite del Ministro Roberto Cingolani: durante la presentazione dell'analisi del PNRR svolta da ASVIS, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile, e in occasione di una call con l’Inviato Speciale per il Clima del Presidente degli Stati Uniti, John Kerry.

Italia capofila della rivoluzione green

"L’Italia come Paese leader della transizione. Un Paese più sicuro, con una burocrazia più snella, in salute e prospero". È questa la visione del Ministro Cingolani, la cui realizzazione passa necessariamente per la stesura del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e sulla quale, ha ribadito il ministro intervenendo alla presentazione dell'analisi dell'Alleanza Italia per lo Sviluppo sostenibile Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Legge di Bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile, "stiamo coinvolgendo tutti i ministeri, perché gli sforzi non siano una somma verticale ma un impegno trasversale per arrivare a un cambiamento culturale".

La sfida della transizione

"Siamo chiamati a una operazione piuttosto complessa, passare da un punto A ben definito che è la situazione attuale a un punto B fatto di obiettivi: la difficoltà è stabilire il percorso, che passa per una molteplicità di variabili. Da un lato dobbiamo pensare al futuro come Paese e dall'altro inquadrarlo molto bene in una strategia che riguarda tutto il pianeta", ha spiegato il Ministro della Transizione ecologica. "Ricordiamoci però che le scelte che facciamo oggi per la prima volta possano influenzare non solo il futuro, ma anche il nostro presente perché i bambini di oggi vedranno il nuovo secolo".

La burocrazia

Elemento essenziale perché le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del piano della Transizione ecologica possano essere efficaci è, secondo Cingolani, "quella che io definisco una transizione burocratica, di snellimento e semplificazione. Possiamo definire degli interventi meravigliosi ma abbiamo bisogno di regole che ci permettano di applicarle".

Le nostre eccellenze da proteggere

"In questo momento è fondamentale chiedersi che Italia vogliamo nel 2040 - ha puntualizzato il Ministro - e che ruolo vogliamo che l'Italia giochi in questo futuro non troppo remoto. Io credo che l'Italia possa ambire ad essere una nazione di riferimento. Ha una intrinseca leadership internazionale perché ha delle eccellenze che nessun altro possiede". "Abbiamo ovviamente delle vulnerabilità, delle fragilità, e quindi per diventare un Paese di riferimento a livello mondiale dobbiamo innanzitutto proteggere e migliorare le nostre eccellenze e allo stesso tempo migliorare il nostro territorio. Come sempre la sostenibilità è un compromesso, non esiste una ricetta unica che massimizza il risultato e annulla i problemi. Essere sostenibili e avere una transizione ecologica di successo vuol dire trovare il giusto compromesso tra istanze diverse".
"Il punto di partenza, con la crisi Covid che ha toccato profondamente le corde della nostra società, è molto difficile e delicato - ha ammesso Cingolani -. Il percorso che seguiremo richiederà una logica sostenibile anche nei primi anni, quindi dovremo essere in grado di discutere in maniera non ideologica tutte le scelte da fare cercando di arrivare al punto di arrivo in maniera il più possibile rapida e indolore".

80 miliardi da investire. Bene

Il Ministro Cingolani ha avuto una conversazione telefonica con l’Inviato Speciale per il Clima del Presidente degli Stati Uniti, John Kerry, attualmente in Europa al termine di un tour che lo ha portato a Londra, Bruxelles e Parigi. Cingolani ha anticipato a Kerry che "il piano di ripresa italiano allocherà 80 miliardi di euro in 5 anni in progetti verdi che riguardino una accelerazione della de-carbonizzazione, con riduzioni che potranno arrivare sicuramente al 55% puntando al 60% delle emissioni al 2030 grazie al Recovery Fund, massicci investimenti in nuove tecnologie, una forte spinta all’idrogeno verde e blu, una trasformazione radicale del settore dell’acciaio in senso sostenibile, scommessa su mobilità e trasporti sostenibili, stimolo all’autoproduzione di energia nel settore agricolo e accrescimento del contributo dell’agricoltura al contrasto del cambiamento climatico, rilancio della riforestazione quale strumento nell’ottica di carbon capture, varo di un ambizioso programma di monitoraggio delle criticità del Paese con un sistema innovativo di osservazione integrato tramite satelliti, droni e sensori a terra". Il Ministro ha inoltre sottolineato la radicata tradizione di protezione dell’ambiente in Europa e in Italia, base per sviluppare ulteriormente la collaborazione con gli Stati Uniti al fine di accrescere l’ambizione globale: "L’approccio glocal - ha argomentato - induce a spingere per la presa di coscienza del legame tra azioni e sforzi locali da un lato e benefici globali dall’altro, elevando clima e ambiente a beni comuni riconosciuti universalmente, a beneficio di tutti e soprattutto delle future generazioni".

Cingolani ha poi confermato l’esigenza di puntare all’adozione di raccomandazioni condivise per la ripresa sostenibile con un impegno a una determinata percentuale di spesa verde, sul modello e possibilmente nell’ammontare di EU Next Generation. Ha quindi confermato che l’Italia si è già dotata di una strategia a lungo termine per la neutralità climatica al 2050, dando appuntamento all’Inviato Speciale al G20 di Napoli e alla PRE COP di Milano.


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