Il Consiglio UE approva le Direttive Salute del suolo, Rifiuti alimentari e Green claim

Il Consiglio UE approva le Direttive Salute del suolo, Rifiuti alimentari e Green claim

I testi ratificati saranno alla base dei negoziati finali con il nuovo Parlamento europeo sulla forma definitiva delle norme

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20

Giugno
2024

A cura della Redazione F&T

Il Consiglio europeo lascia in eredità al prossimo Parlamento non solo l'approvazione del Nature Restoration Law, ma anche di altre Direttive fondamentali per il Green Deal europeo, un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l'UE sulla strada di una transizione verde, con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Vediamole nel dettaglio, ricordando che i lavori della decima legislatura europea prenderanno il via ufficialmente il 16 luglio 2024 con la prima plenaria a Strasburgo.

Monitorare la salute del suolo

Approvata la legge che mira a rendere obbligatorio il monitoraggio della salute del suolo, fornisce principi guida per la gestione sostenibile del suolo e affronta le situazioni in cui la contaminazione del suolo comporta rischi inaccettabili per la salute e l'ambiente. I suoli sani sono alla base del 95% degli alimenti prodotti a livello globale, ospitano oltre il 25% della biodiversità nel mondo e sono il più grande comparto di carbonio terrestre del Pianeta. Tuttavia, il suolo è una risorsa limitata e oltre il 60% dei suoli dell'UE non è in buone condizioni.

Quadro di monitoraggio globale

Gli Stati membri, sostenuti dalla Commissione, dapprima monitoreranno e poi valuteranno la salute di tutti i suoli del loro territorio, in modo tale che le autorità e i proprietari di terreni in tutta l'UE possano attuare pratiche di gestione sostenibile del suolo e altre misure adeguate. Gli Stati membri determineranno i punti di campionamento per il monitoraggio, sulla base di una metodologia comune dell'UE.
L'orientamento generale prevede ulteriori flessibilità per gli Stati membri riguardo alle misurazioni del suolo, compresa la possibilità di utilizzare dati e sistemi di monitoraggio esistenti. Stabilisce inoltre i requisiti minimi di qualità per i laboratori che analizzano i campioni di suolo al fine di garantire la comparabilità delle misurazioni del suolo.

Valutazione della salute del suolo

L'orientamento generale condivide l'ambizione della proposta della Commissione riguardo alla valutazione della salute del suolo, mantenendo il concetto di descrittori del suolo (parametri fisici, chimici e biologici). Al fine di adattarsi alle circostanze locali, in sede di Consiglio è stato convenuto un sistema a doppio valore più flessibile per la valutazione della salute del suolo:

  • valori obiettivo sostenibili non vincolanti a livello dell'UE per riflettere gli obiettivi a lungo termine
  • valori limite operativi, fissati a livello degli Stati membri per ciascun descrittore del suolo, per definire le priorità e attuare gradualmente le misure volte a conseguire la sanità del suolo
Gestione sostenibile del suolo

In base all'orientamento generale, gli Stati membri definiranno pratiche di gestione sostenibile del suolo entro cinque anni dall'entrata in vigore della direttiva, tenendo conto dei principi guida di gestione sostenibile del suolo stabiliti nella direttiva.

Mitigazione del consumo di suolo

Mantenendo l'ambizioso obiettivo a lungo termine di raggiungere un consumo netto di suolo pari a zero entro il 2050, l'orientamento generale si concentra sulla lotta contro l'impermeabilizzazione del suolo e la distruzione del suolo, che rappresentano gli aspetti del consumo di suolo più visibili, incisivi e facili da monitorare. Stabilisce principi di mitigazione da tenere in considerazione nella pianificazione territoriale degli Stati membri, sufficientemente flessibili per rispettare le decisioni di questi ultimi in materia di pianificazione territoriale, comprese le misure in materia di edilizia abitativa e transizione energetica.

Siti contaminati

In base alla proposta di direttiva, gli Stati membri individueranno tutti i siti potenzialmente contaminati e successivamente li mapperanno in un registro pubblico. L'orientamento generale introduce un approccio graduale e basato sul rischio. Ciò consentirà agli Stati membri di stabilire l'ordine di priorità delle misure, tenendo conto dei rischi potenziali, del contesto socioeconomico e dell'uso del suolo attuale e previsto. Per contribuire all'individuazione dei siti potenzialmente contaminati, i ministri hanno concordato la creazione di elenchi delle attività potenzialmente contaminanti.
Una volta individuato un sito contaminato, esso verrà studiato e saranno affrontati gli eventuali rischi inaccettabili per la salute umana e per l'ambiente.

Direttiva Green Claim

Il Consiglio con questo provvedimento mira a contrastare il greenwashing e aiutare i consumatori a fare scelte realmente ecologiche quando acquistano un prodotto o utilizzano un servizio. I consumatori hanno bisogno di dichiarazioni ambientali affidabili, comparabili e verificabili per prendere decisioni informate. Tuttavia, uno studio del 2020 ha rilevato che oltre la metà delle dichiarazioni ambientali offre informazioni vaghe, fuorvianti o infondate.

La rivoluzione della comunicazione green

La direttiva stabilisce requisiti minimi per giustificare, comunicare e verificare le dichiarazioni ambientali esplicite. Questa nuova proposta riguarda specificamente le dichiarazioni ambientali esplicite e le etichette ambientali che le aziende utilizzano volontariamente per commercializzare i loro prodotti sedicenti "sostenibiliti".
Le aziende dovranno utilizzare criteri chiari e le ultime evidenze scientifiche per giustificare le loro dichiarazioni e etichette ambientali. Le dichiarazioni devono essere chiare e facili da capire, con un riferimento specifico alle caratteristiche ambientali intrinseche, come durabilità, riciclabilità o biodiversità. Ogni dichiarazione deve essere verificata da esperti indipendenti prima della pubblicazione.
È stata riconosciuta l’importanza degli schemi di etichettatura pubblica nazionali o regionali esistenti, con la possibilità di esentare dalla verifica di terzi quelli regolati dalla legge dell’UE o del Paese membro, a condizione che rispettino gli standard dell’UE.
La direttiva introduce nuovi requisiti per dimostrare le dichiarazioni relative al clima, comprese quelle che coinvolgono i crediti di carbonio. Le aziende devono fornire informazioni sul tipo e quantità di crediti di carbonio e se sono permanenti o temporanei, devono dimostrare un obiettivo di emissioni nette zero e mostrare progressi verso la decarbonizzazione.

Direttiva quadro sui rifiuti - Settore alimentare

l Consiglio ha adottato la sua posizione sulla revisione mirata della direttiva quadro sui rifiuti, con particolare attenzione ai rifiuti alimentari e tessili.

Riduzione dei rifiuti alimentari entro il 2030

La proposta di direttiva fissa obiettivi vincolanti in materia di riduzione dei rifiuti alimentari entro il 2030:

  • -10 % nella trasformazione e nella fabbricazione
  • -30 % pro capite nel commercio al dettaglio, nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici

L'orientamento generale concorda con gli obiettivi proposti dalla Commissione e prevede la possibilità di fissare obiettivi per gli alimenti commestibili entro il 31 dicembre 2027, quando la Commissione riesaminerà gli obiettivi per il 2030.

Anno di riferimento e fattori di correzione

Gli obiettivi in materia di riduzione dei rifiuti alimentari saranno calcolati rispetto alla quantità prodotta nel 2020, in quanto è stato il primo anno per il quale i dati sui rifiuti alimentari sono stati raccolti secondo un metodo armonizzato. Gli Stati membri sono autorizzati a utilizzare un anno di riferimento precedente al 2020 se a livello nazionale erano in uso metodi adeguati di raccolta dei dati.
L'orientamento generale consente agli Stati membri di utilizzare come anni di riferimento anche il 2021, il 2022 o il 2023, in quanto i dati per il 2020 possono in alcuni casi non essere rappresentativi a causa della pandemia di COVID-19.
I ministri hanno inoltre convenuto sulla necessità di sviluppare fattori di correzione al fine di tenere conto delle fluttuazioni del turismo e dei livelli di produzione nella trasformazione e fabbricazione dei prodotti alimentari in relazione all'anno di riferimento.

Immagine: storyset

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