I consumatori europei chiedono con forza nuove leggi sul benessere animale

I consumatori europei chiedono con forza nuove leggi sul benessere animale

BEUC: la fiducia nelle affermazioni circa l'animal welfare da parte delle aziende è scarsa

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

01

Marzo
2024

A cura della Redazione F&T

Le nuove indagini effettuate in otto Paesi europei dal BEUC, l'Organizzazione europea dei consumatori, dimostrano che la maggior parte dei consumatori vuole che sia garantito un migliore benessere agli animali allevati per la produzione di alimenti, e si aspetta che i decisori dell'UE agiscano.
Il BEUC e i suoi membri chiedono alla Commissione europea di considerare le preoccupazioni dei consumatori e di rispettare il proprio impegno sul benessere degli animali, proponendo nuove leggi e aggiornando quelle esistenti.

Cosa chiedono gli europei in tema di benessere animale

  • Quasi 9 consumatori su 10 sostengono nuove leggi per migliorare il benessere degli animali d'allevamento nell'UE, come fornire più spazio vitale, vietare le gabbie e le mutilazioni.

  • I consumatori vogliono saperne di più su come gli animali d'allevamento sono trattati e hanno bisogno di un'etichettatura affidabile.

  • La transizione verso sistemi di maggiore benessere degli animali deve essere equa per gli agricoltori e i consumatori.

Monique Goyens, Direttore generale del BEUC, ha commentato: "Con 9 consumatori su 10 che sostengono nuove leggi per migliorare il benessere degli animali, il nostro sondaggio conferma che è giunto il momento che la Commissione europea riveda le leggi dell'UE sul benessere degli animali da allevamento. 3 consumatori su 4 vorrebbero informazioni su come gli animali per la carne e i latticini sono stati allevati, poiché sentono di non sapere abbastanza. D'altra parte, pochi di loro si fidano delle affermazioni delle aziende su come si prendono cura degli animali".

Per gli intervistati, i costi relativi all'ottenimento di standard più elevati sul benessere degli animali, dovrebbero essere equamente condivisi in tutta la catena del valore e non sostenuti solo dai consumatori. Né gli agricoltori dovrebbero essere quelli che sopportano tutto il peso.
La maggior parte dei consumatori vorrebbe che l'UE finanziasse gli agricoltori per migliorare le pratiche di benessere e concorda sul fatto che le importazioni di prodotti alimentari dovrebbero sottostare alle stesse regole.

Gli obiettivi da raggiungere

  • Etichettatura migliore: il 72% dei consumatori chiede che il metodo di etichettatura di produzione sia esteso ad altri prodotti oltre le uova.

  • Mancanza di conoscenza: oltre 6 consumatori su 10 sentono di avere un basso livello di conoscenza sulle pratiche di benessere degli animali: tendono a sopravvalutare e sottovalutare le condizioni di welfare.

  • Sostegno agli agricoltori: i consumatori concordano (78%) che le importazioni di prodotti di origine animale dovrebbero essere soggette alle stesse norme di benessere di quelle prodotte nell'UE. Una forte maggioranza (74%) vorrebbe che l'UE fornisse fondi agli agricoltori per attuare standard più elevati in materia di benessere degli animali.

  • No al welfare-washing: i consumatori hanno una scarsa fiducia nelle rivendicazioni sul benessere degli animali da parte delle aziende e l'84% reagirebbe negativamente al welfare-washing.

  • Sostegno finanziario: 7 consumatori su 10 sono disposti a pagare di più per standard più elevati di benessere degli animali, ma in misura diversa: fino al 5% in più solo per la metà di coloro che accettano prezzi più alti. Mentre la stragrande maggioranza dei consumatori ritiene importante migliorare gli standard di benessere degli animali, i governi dell'UE e dei cittadini devono garantire che i costi di questa transizione siano equamente condivisi e non sostenuti solo dai consumatori.

Farm animal welfare: what consumers want →

* L'indagine è stata condotta in Belgio, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Il lavoro sul campo si è svolto nel novembre 2023, intervistando 1.000 cittadini per Paese. Il campione era rappresentativo della popolazione nazionale. Si tratta di uno sforzo congiunto tra BEUC, ICRT (International Consumer Research and Testing) e nove organizzazioni di consumatori: Altroconsumo (IT), Consumentenbond (NL), CECU (ES), DECO Proteste (PT), Testachats/Testankoop (BE), Organizacion de Consumidores y Usuarios (ES), Tudatos Vásárlók Egyesülete (Heg), Sveriges Konsumenter (SE) and Verbraucherzentrale Bundesverband (DE).

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