FAO: cresce la fame nel mondo, ma il 30% del cibo viene sprecato

FAO: cresce la fame nel mondo, ma il 30% del cibo viene sprecato

Il dato scandaloso "celebra" la Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle perdite e gli sprechi alimentari

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

29

Settembre
2023

A cura della Redazione F&T

Sono circa 735 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo eppure la FAO stima che a livello globale, il 13% del cibo viene perso nella catena di distribuzione, dal post-raccolto alla pre-vendita al dettaglio, e un ulteriore 17% del cibo viene sprecato a livello familiare. Inoltre, molti dei sistemi agroalimentari mondiali non sono sostenibili, poiché degradano i terreni agricoli, contribuiscono alle emissioni di gas serra e alla perdita di biodiversità e consumano acque sotterranee.
Sono questi i dati scandalosi che utilizza la FAO in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle perdite e gli sprechi alimentari (IDAFLW) che cade il 29 settembre, ricordandoci, al contempo, che i sistemi agroalimentari sono responsabili di un terzo delle emissioni totali di gas serra: i processi di pre e post-produzione nei sistemi agroalimentari emettono quantità significative di metano, un potente gas serra che deriva principalmente dalla decomposizione dei rifiuti alimentari solidi in discariche a cielo aperto.

Come in un circolo vizioso, i sistemi alimentari sono anche vulnerabili al clima e ad altri shock, in parte a causa dell’impatto sull’ambiente. Per questo la riduzione delle perdite e degli sprechi, oltre a rappresentare un'importante strategia climatica in quanto porta a una riduzione delle emissioni di gas serra, può svolgere un ruolo chiave nella trasformazione dei sistemi agroalimentari, con una maggiore disponibilità di cibo, una robusta sicurezza alimentare, e promuovendo diete sane.

La FAO ricorda che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si propone di dimezzare la quantità di rifiuti alimentari pro capite a livello globale, a livello di distribuzione e consumo, e di ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento. Ma restano solo pochi anni per raggiungere questo obiettivo e dunque l'urgenza di aumentare l'azione per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari non può essere sottovalutata.

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