Etichettatura e composizione alimenti, la «Direttiva Breakfast» va avanti

Etichettatura e composizione alimenti, la «Direttiva Breakfast» va avanti

Accordo tra Parlamento e Consiglio sulle nuove norme per la composizione, denominazione, etichettatura di miele, succhi e marmellate

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02

Febbraio
2024

A cura della Redazione F&T

Il 30 gennaio 2024 i negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla nuova normativa che riguarderà la composizione, la denominazione, l'etichettatura e la presentazione di alcuni prodotti alimentari destinati alla colazione.
L'accordo deve ancora essere adottato dal Parlamento e dal Consiglio, dopodiché la nuova legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.
I Paesi dell’Unione dovranno applicare le nuove norme due anni dopo l’entrata in vigore.
Ma vediamo i dettagli.

Sistema di etichettatura e tracciabilità del Paese di origine del miele

Si sospetta che gran parte del miele importato da Paesi terzi sia adulterato con zucchero e non venga rilevato sul mercato dell’UE (Commissione 2021). Per contrastare tali frodi e informare meglio i consumatori, i negoziatori hanno convenuto di rendere obbligatorio indicare chiaramente, nello stesso campo visivo del nome del prodotto, i Paesi da cui proviene il miele anziché solo se proviene dall'UE o no, come attualmente avviene per le miscele di miele. Dovranno inoltre essere indicate le percentuali di miele proveniente almeno dai primi quattro Paesi di origine. Se questo non rappresenta più della metà del miele totale, occorre indicare le percentuali per tutti i Paesi.

A seguito di studi di fattibilità e per limitare ulteriormente le frodi, la Commissione proporrà un codice identificativo unico per poter risalire al miele fino agli apicoltori.
È stato inoltre concordato che dovrebbe essere istituita una piattaforma di esperti dell’UE per raccogliere dati per migliorare i controlli, individuare l’adulterazione nel miele e fornire raccomandazioni per un sistema di tracciabilità europeo che consenta di risalire al miele fino al produttore o all’importatore che lo raccoglie.

Etichettatura del contenuto di succhi, confetture e marmellate

Per i succhi di frutta, le confetture e le marmellate, la Commissione preparerà una relazione in cui valuterà se rendere obbligatoria l'etichettatura con il Paese di origine della frutta utilizzata entro 36 mesi dall'entrata in vigore della presente Direttiva, accompagnata, se del caso, da una proposta legislativa.

Per le confetture e le marmellate la regola generale sarà che per produrre 1 chilo di confetture e marmellate dovranno essere utilizzati almeno 450 grammi di frutta; per la "confettura extra" di alta qualità i grammi dovranno essere 500).

Sulla base della proposta del Parlamento si è inoltre deciso di autorizzare l’etichetta "contiene solo zuccheri naturali" per i succhi di frutta.
Inoltre, per soddisfare la crescente domanda di prodotti a basso contenuto di zucchero, è stato concordato che i succhi di frutta riformulati possano essere etichettati come "succhi di frutta a ridotto contenuto di zuccheri" se almeno il 30% degli zuccheri presenti in natura sono stati rimossi.
Tuttavia, i produttori non possono utilizzare dolcificanti per compensare l’effetto della riduzione dello zucchero sul gusto, sulla consistenza e sulla qualità del prodotto finale.

Dopo l'accordo, il relatore Alexander Bernhuber (PPE, Austria) ha dichiarato: “Oggi è un buon giorno per un'etichettatura più trasparente. Sono particolarmente felice che abbiamo adottato misure per contrastare le frodi nel settore del miele. In futuro le etichette frontali dovranno indicare chiaramente i Paesi di origine anche delle miscele di miele ed è stata stabilita la necessità di un sistema di tracciabilità UE per il miele. Queste iniziative informeranno meglio i consumatori, e sia gli apicoltori sia i consumatori saranno meglio protetti dal miele adulterato”.

La revisione delle norme di commercializzazione dell'UE per alcune direttive sulla "colazione" è stata proposta dalla Commissione europea il 21 aprile 2023 per aggiornare gli standard attuali che hanno più di 20 anni.

Foto: freepik

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