Economia circolare, aumenta la consapevolezza degli italiani

Economia circolare, aumenta la consapevolezza degli italiani

Ecoforum 2023: abbiamo le idee chiare sulla crisi climatica e siamo più informati, rispetto al 2018, di cosa sia l’economia circolare

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05

Luglio
2023

A cura della Redazione F&T

Gli italiani hanno le idee chiare sulla crisi climatica e conoscono più di qualche anno fa l’economia circolare: nel 2023 sale al 45% (+5% rispetto al 2018) la quota di chi dice di conoscerla. Il 60% crede nei green jobs. Più sfumata la percezione sulle azioni di protesta attuate dagli attivisti climatici.
Economia circolare, green jobs, crisi climatica e ambiente sono al centro della ricerca e delle riflessioni lanciate in occasione della X edizione dell’Ecoforum 2023, la conferenza nazionale sull’economia circolare organizzata dal 4 al 6 luglio a Roma da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e della Regione Lazio. La conferenza si è aperta con la presentazione del sondaggio Ipsos L’Italia e l’economia circolare.

Economia circolare, green jobs, crisi climatica

In Italia l’economia circolare e i green jobs rappresentano la strada del futuro. Ne è convinta, spiega una nota, la gran parte dei cittadini sempre più informata sul tema e attenta alle questioni ambientali.
I dati: nel 2023 cresce la quota dei conoscitori dell’economia circolare che arriva al 45% (segnando un incremento del +5% rispetto a cinque anni fa). E aumenta anche il numero dei cittadini, il 60%, secondo i quali i green jobs aumenteranno in futuro (+12% rispetto al 2022).

"È fondamentale però una maggiore consapevolezza della leadership italiana nel settore - precisa Legambiente - visto che il 43% dei cittadini non sa e non ritiene credibile che l’Italia abbia la percentuale più alta in Europa sul riciclo dei rifiuti".

Gli italiani hanno invece consapevolezza e idee chiare sulla crisi climatica: il 63% dei cittadini ritiene i disastri quali siccità, alluvioni e trombe d’aria la prima conseguenza dei cambiamenti climatici che generano a cascata conseguenze economiche per gli individui come l'aumento del costo dei prodotti alimentari e della vita più in generale.
Ma come protestare? Si è imposta all’attenzione della pubblica opinione la forma di protesta seguita dagli attivisti climatici, che imbrattano simbolicamente le opere d’arte per richiamare l’attenzione sulla crisi climatica e sulle sue devastanti conseguenze. Secondo il sondaggio realizzato per Ecoforum, "le azioni di protesta come imbrattare monumenti e opere d’arte sono ritenute necessarie e comprensibili dal 20% degli intervistati, mentre sono bocciate dal 49%, che le considera gesti irresponsabili e incomprensibili".

Che fare

Bisogna dunque accelerare il passo sull’economia circolare, puntare sulle esperienze virtuose, attuare una visione politica che guardi al futuro, rafforzare il Green Deal. "Nonostante in Italia l’economia circolare abbia trovato da molti anni un terreno fertile - dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - come dimostrano le tante esperienze virtuose di comuni, consorzi, aziende pubbliche e private, sono ancora diversi gli ostacoli da rimuovere e i ritardi da colmare. Norme farraginose, autorizzazioni lente, controlli pubblici a macchia di leopardo, progetti calati dall’alto non aiutano a far decollare l’economia circolare in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Servono mille nuovi impianti di economia circolare e progetti innovativi che vadano nella giusta direzione, come quelli che stiamo raccontando e visitando dal Nord al Sud della Penisola con la nostra campagna nazionale sui cantieri della transizione ecologica".

"L’Italia vanta molti record sull’economia circolare - dichiara Francesco Ferrante, Vicepresidente del Kyoto Club - ci sono però due problemi. Il primo è che spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto e non li valorizziamo abbastanza. Il secondo è che sono record ottenuti dal vitale sistema economico italiano senza essere appoggiati da una visione politica generale lungimirante. Ciò mette a rischio quegli stessi record: dobbiamo avere più coraggio nello spingere su innovazione e sostenibilità a partire dalle risorse messe a disposizione dall’Europa sul Green Deal e invece troppo spesso assistiamo a frenate incomprensibili su questi temi da parte della politica e delle classi dirigenti".

Fonte: helpconsumatori.it
Foto @Legambiente


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