DOP, IGP, frutta e verdura nel futuro degli italiani

DOP, IGP, frutta e verdura nel futuro degli italiani

Un'indagine analizza il sentiment dei consumi alimentari per i prossimi 5 anni

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

24

Maggio
2021

Per la maggior parte degli italiani, il 48.4%, il cibo rappresenta un'esperienza di piacere e soddisfazione, mentre solo una parte minoritaria mangia principalmente per la necessità di nutrirsi e per dare un contributo alla salute (26.3%): è quanto emerge da una ricerca condotta da AstraRicerche, presentata il 25 maggio 2021 nell'ambito di Trend Academy/See the Next, della Camera di Commercio di Bari.

L'indagine fotografa la visione in materia di innovazione in ambito alimentare, e registra che per i prossimi cinque anni gli italiani si propongono di aumentare il consumo di verdura (54.0%), di frutta (51.5%), di prodotti made in Italy e con marchi DOC, DOCG, DOP.

Con i risultati dello studio emerge che una buona fetta degli intervistati si mostra aperta alle novità: ben il 23.3% punta su cibi innovativi, fatti con ingredienti nuovi o poco utilizzati in Italia. Più aperti i giovani: fra i 18 e i 24 anni la percentuale sale al 32%. In particolare il 28.8% dei connazionali mostra interesse per prodotti che contengono cannabidiolo (il 43% dei 18-24enni).

Il 18.2% si dichiara interessato a provare prodotti in cui la carne sia sostituita, in tutto o in parte, dagli insetti, magari nella forma di farina; la percentuale sale al 25% tra i 18-24enni.

Resta comunque forte la convinzione che, anche nel futuro, il cibo ideale da trovare in tavola sia quello legato alle tradizioni culinarie del nostro Paese: la pensa così il 47.2% degli intervistati, con percentuali più alte tra gli over 45.

La sostenibilità ambientale e sociale è un argomento di rilievo: più di 3 su 4 si dichiarano disposti a spendere maggiormente per un prodotto con garanzie di sostenibilità certificate da enti autorevoli.

Nell'e-commerce gli italiani mettono al primo posto i gruppi di produttori locali che si riuniscono e consegnano in proprio gli alimenti (37%).


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