Desertificazione, ONU: «Entro il 2030 dovranno essere recuperati 1 MLD di ettari di aree degradate»

Desertificazione, ONU: «Entro il 2030 dovranno essere recuperati 1 MLD di ettari di aree degradate»

ISPRA: «In Italia è in degrado il 17,4% del territorio. Nel 2022 il minimo storico di disponibilità annua di risorsa idrica»

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17

Giugno
2024

A cura della Redazione F&T

La desertificazione, il degrado del territorio e la siccità sono tra i problemi ambientali più urgenti da afforntare: oltre il 40% di tutta la superficie terrestre nel mondo è già considerata degradata. Una terra sana fornisce quasi il 95% del nostro cibo, offre lavoro e mezzi di sussistenza e protegge dal peggioramento di siccità, inondazioni e incendi. Eppure, ogni secondo, un equivalente di quattro campi da calcio di terreni sani subiscono un degrado, per un totale di 100 milioni di ettari l'anno.
La Giornata contro la desertificazione e la siccità si celebra ogni anno il 17 giugno, Uniti per la terra. La nostra eredità. Il nostro futuro è il tema scelto per il 2024.
Il 17 giugno 2024 segna anche il 30° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD), l'unico trattato internazionale giuridicamente vincolante sulla gestione del territorio e sulla siccità; una delle tre Convenzioni di Rio insieme al cambiamento climatico e alla biodiversità. Gli obiettivi della Giornata della Desertificazione e della Siccità sono:  

  • Promuovere la consapevolezza pubblica sui problemi legati alla desertificazione, al degrado del territorio e alla siccità;
  • Presentare soluzioni guidate dall’uomo per prevenire la desertificazione e invertire l’intensificarsi della siccità;
  • Rafforzare l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione.

In Italia, il territorio presenta evidenti segni di degrado, che si manifesta in forma diverse, dall’erosione alla salinizzazione, dalla compattazione alla contaminazione e all’impermeabilizzazione.

Calcolando i principali indicatori adottati dalle Nazioni Unite per il calcolo delle aree degradate, ovvero lo stato e il trend di copertura del suolo, di produttività e di contenuto di carbonio organico, al 2019 risulta in stato di degrado il 17,4% della superficie nazionale. Le aree si distribuiscono lungo tutto il territorio.
A livello globale sono già stati promossi impegni per il recupero di 1 miliardo di ettari di aree degradate entro il 2030. Tra le iniziative politiche più rilevanti, i Paesi del G20 hanno dichiarato la volontà di arrivare a dimezzare le aree degradate entro il 2040.

Il degrado del territorio e la desertificazione stanno avanzando in tutto il mondo, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici su suoli già fortemente compromessi da un utilizzo non sostenibile. Vengono messi a rischio i servizi essenziali per la vita umana che il suolo offre: la produzione agricola, la capacità di contenere i corsi d’acqua, la gestione delle risorse idriche, la conservazione in maniera permanente della CO2 in eccesso.

L'impegno dell'ISPRA

L’ISPRA è impegnato nell’analisi dei dati relativi al degrado e della desertificazione del territorio e negli ultimi anni, ha avviato specifici progetti volti alla definizione dei modelli per la valutazione delle capacità di risposta al degrado e di ripristino dei suoli degradati, ad esempio attraverso la partecipazione al progetto NewLife4Drylands, nel cui ambito sono stati applicati e valutati gli effetti dell’adozione di Nature- based Solutions in sei casi studio e in altrettante aree.
È in fase di avvio la partecipazione come partner al progetto Horizon Europe MONALISA, tra i cui obiettivi è prevista l’identificazione di un indice di rischio di desertificazione per le aree maggiormente problematiche nel bacino del Mediterraneo e in altri Paesi europei, oltre alla realizzazione di casi studio di azioni per la protezione e lo sviluppo sostenibile del territorio.

Dati e servizi sul degrado del territorio e siccità

Il Rapporto Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo e permette di valutare il degrado del territorio e l’impatto del consumo di suolo sul paesaggio e sui servizi ecosistemici.

EcoAtlante - Le trasformazioni del territorio

Banca dati indicatori ambientali - Degrado del suolo
L'indicatore analizza lo stato e l'aumento del degrado del suolo e del territorio attraverso una serie di indicatori descrittivi e di indicatori proxy del fenomeno

Bollettino siccità
Strumento per quantificare e monitorare le condizioni di siccità in Italia e in Europa a grande scala, con rimandi ai bollettini delle regioni a più alto dettaglio informativo

Stato di severità idrica a scala nazionale
Portale contenente lo stato di severità idrica a scala nazionale sulla base delle risultanze degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici e degli aggiornamenti comunicati dalle Autorità di Bacino Distrettuale.

BIGBANG
Modello realizzato dall’ISPRA che analizza, allo stato attuale, la situazione idrologica nazionale dal 1951 al 2023 fornendo un quadro di dettaglio delle componenti del bilancio idrologico e della risorsa idrica rinnovabile.

Bilancio idrologico nazionale: focus su siccità e disponibilità naturale della risorsa idrica rinnovabile. Aggiornamento al 2022
Il Paese ha toccato nel 2022 il minimo storico, dal 1951 a oggi, di disponibilità annua di risorsa idrica (-50% rispetto alla media annua riferita al trentennio climatologico 1991-2020), situazione aggravata anche da valori di temperature sopra la media, che hanno aumentato la quota di evapotraspirazione. È analizzata nel rapporto anche la grave e persistente siccità che ha interessato l’Italia nel 2022 e che in, alcune aree del territorio, si è manifestata già a fine 2021 ed è perdurata fino ai primi mesi del 2023. Le analisi mostrano che, ove si consideri come indicatore di gravità della siccità la percentuale di territorio nazionale che è stata soggetto durante lo stesso anno a siccità estrema, il 2022 è stato il sesto anno più siccitoso in Italia dal 1952.

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