Copernicus: estate 2023, la più calda di sempre

Copernicus: estate 2023, la più calda di sempre

In agosto registrati 1,5°C sopra la media. ONU, Guterres: «il collasso climatico è iniziato». In Italia 22 eventi estremi al giorno

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07

Settembre
2023

A cura della Redazione F&T

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, dopo che l'Osservatorio europeo Copernicus ha dichiarato che il 2023 sarà probabilmente l'anno più caldo della storia, ha affermato: "Il nostro pianeta ha appena sopportato una stagione bollente: l'estate più calda mai registrata. Il collasso climatico è iniziato".

I dati Copernicus

La stagione giugno-luglio-agosto del 2023 è stata di gran lunga la più calda mai registrata a livello globale, con una temperatura media di 16,77°C, 0,66°C sopra la media. Lo ha comunicato il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus, Copernicus Climate Change Service - C3S, implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con il finanziamento dell'Unione.

La temperatura media europea per l'estate, fa sapere C3S, è stata di 19,63°C, che con 0,83°C sopra la media risulta la quinta più calda per la stagione estiva. Il periodo giugno-luglio-agosto 2023 ha presentato precipitazioni superiori alla media nell'America settentrionale, occidentale e nordorientale, in alcune parti dell'Asia, del Cile e del Brasile, nell'Australia nordoccidentale e in gran parte dell'Europa occidentale e della Turchia, con record locali di precipitazioni che in alcuni casi hanno provocato inondazioni. Al contrario, l'Islanda, l'arco alpino, la Scandinavia settentrionale, l'Europa centrale, gran parte dell'Asia, il Canada, il Nord America meridionale e la maggior parte del Sud America hanno registrato condizioni più secche della media. In alcune regioni, queste condizioni di siccità hanno persino portato a significativi incendi boschivi.

L'estate 2023 ha assistito a ondate di calore marino in diverse zone d'Europa, tra cui l'Irlanda e il Regno Unito a giugno e il Mediterraneo a luglio e agosto. Il 2023 ha registrato anomalie della temperatura superficiale marina da record nell'Atlantico settentrionale e nell'Oceano globale.

Il mese di agosto 2023, rileva Copernicus, è stato il più caldo a livello globale e più caldo di tutti gli altri mesi, ad eccezione solo di luglio 2023. La temperatura superficiale dell'aria in media globale di 16,82°C registrata nell'agosto 2023 è stata di 0,71°C più calda della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 per il mese di agosto e di 0,31°C più calda del precedente agosto più caldo dell'anno 2016. Si stima che il mese di agosto 2023 sia stato più caldo di circa 1,5°C rispetto alla media preindustriale del periodo compreso tra il 1850 e il 1900. Sono state registrate ondate di calore in diverse regioni dell'emisfero settentrionale, tra cui l'Europa meridionale, gli Stati Uniti meridionali e il Giappone. Temperature ben superiori alla media si sono registrate in Australia, in diversi Paesi del Sud America e in gran parte dell'Antartide. Le temperature marine dell'aria sono state molto al di sopra della media in diverse regioni.
L'anomalia della temperatura globale per i primi 8 mesi del 2023 (gennaio-agosto) è al secondo posto tra le più calde mai registrate, solo 0,01°C al di sotto dell'anno 2016, attualmente l'anno più caldo mai registrato.

Commenta Samantha Burgess, vicedirettore del C3S: "Le prove scientifiche sono schiaccianti: continueremo ad assistere a nuovi record climatici e a eventi meteorologici estremi più intensi e frequenti che avranno un impatto sulla società e sugli ecosistemi, fino a quando non smetteremo di emettere gas serra".

Estremismo italiano

L’estate più calda di sempre è stata accompagnato in Italia da una media di 22 eventi estremi al giorno lungo la Penisola, tra grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento. Lo fa notare la Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento ai dati del Copernicus Climate Change Service dell’Unione europea.
Siamo di fronte, sottolinea la Coldiretti, ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, e il rapido passaggio dal caldo al maltempo. Il 2023 è stato infatti segnato prima da una grave siccità che ha compromesso le coltivazioni in campo, e poi per alcuni mesi dal moltiplicarsi di eventi meteo estremi, precipitazioni abbondanti e basse temperature, ed infine dal caldo torrido di luglio che ha inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati.
Per l’agricoltura italiana si stimano danni che, tra coltivazioni e infrastrutture, supereranno i 6 miliardi dello scorso anno, dei quali oltre 1 miliardo solo per l’alluvione in Romagna.
A causa dei cambiamenti climatici quest’anno si registra un taglio del 10% della produzione di grano, del 14% di quella di uva da vino, fino al 63% delle pere mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno. Ssecondo l’analisi Coldiretti, si registra un calo anche per il pomodoro. Ma in difficoltà sono anche le altre produzioni ortofrutticole bruciate dal caldo torrido.

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