COP28, c'è l'accordo: «Transition away» dai combustibili fossili. Emissioni zero al 2050

COP28, c'è l'accordo: «Transition away» dai combustibili fossili. Emissioni zero al 2050

Per la prima volta si mette nero su bianco l'abbandono graduale di carbone, petrolio e gas. Inizia l'era post fossile?

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14

Dicembre
2023

di Valentina Oldani

All'unanimità, e solo così poteva essere, i 198 delegati alla COP28, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, hanno approvato il Global Stocktake, il bilancio degli impegni mondiali che comprende le azioni per ridurre le emissioni di gas serra. L'approvazione è avvenuta subito dopo l'apertura della plenaria ed è stata accolta con un applauso.

Dobbiamo subito far notare che l'accordo non contiene più la locuzione "phase-out", l’eliminazione graduale dei combustibili fossili che i Paesi produttori di petrolio, Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait, Qatar e Russia avevano osteggiato, ma chiede più dolcemente di "transitare" fuori dai combustibili fossili in "modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico".

"Abbiamo le basi per la trasformazione". Lo ha detto il discusso Presidente della COP28, Sultan Al Jaber, aprendo la sessione plenaria dei delegati, dove ha aggiunto: "Per la prima volta in assoluto nella storia delle COP abbiamo scritto combustibili fossili nel testo". Al Jaber ha affermato che l'accordo è "storico" rilevando che è stato il suo obiettivo dall'inizio dei lavori della Conferenza a Dubai. Gli Emirati Arabi Uniti, sono "giustamente orgogliosi" del loro ruolo nella mediazione del primo accordo sul clima che chiede l'abbandono dei combustibili fossili in questo decennio.

Gli impegni nero su bianco

L’accordo chiede ai Paesi di allontanare rapidamente i sistemi energetici dai combustibili fossili in modo giusto e ordinato. Secondo l’accordo, le nazioni sono anche chiamate a contribuire allo sforzo di transizione globale, anziché essere obbligati a compiere tale cambiamento da soli.
Il testo approvato contiene molteplici inviti legati alla transizione energetica: tra questi l’invito a triplicare le capacità di energia rinnovabile e a raddoppiare il ritmo dei miglioramenti dell’efficienza energetica entro il 2030. Previsto anche l’impegno ad accelerare le tecnologie "zero carbon" e "low carbon", tra cui il nucleare, l’idrogeno a basso contenuto di carbonio, cattura e stoccaggio del carbonio.

Il transition away dovrebbe avvenire in modo da portare il globo terracqueo a zero emissioni nette di gas serra nel 2050 e seguire i dettami della scienza climatica. Per raggiungere questa soglia, si prevede che il mondo raggiunga il picco massimo di emissioni di carbonio entro il 2025, ma si lascia un margine di manovra ai singoli Paesi, ad esempio la Cina, per raggiungere il picco più tardi.

Gli entusiasti

La COP28 è "una ragione per essere ottimisti, è uno straordinario risultato considerando quanto fosse complicato mettere insieme tutte le istanze e ottenere il consenso". Lo ha detto l'inviato USA per il clima John Kerry parlando in plenaria alla COP28 a Dubai.
"L'intesa raggiunta a Dubai tiene conto di tutti gli aspetti più rilevanti dell'accordo di Parigi e delle istanze, profondamente diverse tra loro, dei vari Stati, che tuttavia riconoscono un terreno e un obiettivo comune, con la guida della scienza. Per questo, riteniamo il compromesso raggiunto come bilanciato e accettabile per questa fase storica, caratterizzata da forti tensioni internazionali che pesano sul processo di transizione".
"L'Italia, nella cornice dell'impegno europeo, è stata impegnata e determinata fino all'ultimo per il miglior risultato possibile". Così il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, commenta l'accordo.
"Fatto!!! L'accordo dimostra che Parigi offre risultati e che possiamo andare oltre!" Lo ha postato su X Teresa Ribera, Vice presidentessa della Spagna, Paese che ha la presidenza di turno della Unione europea, dopo l'approvazione della COP28 del Global Stocktake alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Nel post il video degli applausi che hanno accolto l'approvazione dell'accordo.
"Congratulazioni COP28! Una parte cruciale di questo storico accordo è davvero made in Europe. Tutto il mondo ha approvato i nostri obiettivi al 2030: triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l'efficienza energetica, entrambi entro il 2030. L'accordo di oggi segna l'inizio dell'era post-fossile". Lo ha scritto su X la Presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
"Penso sia giusto in questa occasione sottolineare il valore storico dell'accordo di Dubai, non prevedibile per come si è configurato e come si è poi determinato. Dunque, credo che dobbiamo esprimere piena e grande soddisfazione per questo risultato; se consideriamo il contesto geopolitico globale, non era scontato", ha commentato l'accordo raggiunto alla COP28 il presidente dell'ASviS, Pierluigi Stefanini, in occasione della presentazione del quarto Rapporto sui Territori, pubblicato dall'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

"L’accordo raggiunto dalla COP28, a Dubai, sull’addio alle fonti fossili è una mano tesa non solo al Pianeta, ma anche a tutta la sua agricoltura che, mai come negli ultimi anni, ha subito gli effetti dei cambiamenti climatici, senza smettere di impegnarsi per la transizione green ed energetica, continuando a produrre cibo di qualità, tutelando biodiversità e territorio". Così CIA-Agricoltori italiani esprimendo soddisfazione per il risultato storico che ha chiesto la "transition away" da petrolio e carbone entro il 2050. "Per CIA, infatti - sottolinea il Presidente nazionale Cristiano Fini - resta cruciale l’obiettivo di emissioni zero e ancora meglio la costruzione di un percorso che metta al centro il ruolo chiave degli agricoltori nel processo di mitigazione climatica. Ed è in questo senso che va, ancora di più, valorizzata la funzione antismog dell’agricoltura che, da sola, sequestra 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno".

La sferzata dall’ONU: "L’era dei combustibili fossili deve finire. Speriamo non sia troppo tardi"

"A coloro che si sono opposti a un chiaro riferimento al phase out dai combustibili fossili durante la Conferenza sul clima COP28, voglio dire una cosa: che vi piaccia o no, l’eliminazione dei combustibili fossili è inevitabile. Speriamo che non arrivi troppo tardi". Così il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres. E aggiunge perentorio: "L’era dei combustibili fossili deve finire e deve finire con giustizia ed equità. La scienza ci dice che limitare il riscaldamento globale a 1,5°C sarà impossibile senza il phase out dai combustibili fossili". Ma, come abbiamo detto, la locuzione phase out nell'accordo non appare, come del resto non c’è la parola petrolio, mentre l’espressione combustibili fossili ricorre solo due volte.

I perplessi

Teresa Anderson, responsabile globale per il clima di Action Aid, ha commentato così l'accordo: "Il testo presenta molte scappatoie menzionando la cattura e lo stoccaggio del carbonio, i cosiddetti combustibili di transizione, l’energia nucleare e i mercati del carbonio", afferma, aggiungendo che il testo "complessivamente traccia una strada irta di ostacoli verso un futuro senza fossili".

L’alleanza delle piccole isole Aosis fa sapere che "da un punto di vista procedurale, il testo rivisto del Global Stocktake rappresenta un miglioramento e riflette una serie di osservazioni presentate dai piccoli Stati insulari in via di sviluppo" alla presidenza della COP28. "Tuttavia, la finestra mondiale per mantenere in vita l’1,5° si sta rapidamente chiudendo e riteniamo che il testo non fornisca l’equilibrio necessario per rafforzare l’azione globale per correggere la rotta del cambiamento climatico".

L'accordo della COP28 "sancisce per la prima volta l'uscita dalle fonti fossili in modo da raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050", e "la scelta di prevedere una transition away graduale per la fuoriuscita da gas, petrolio e carbone - commenta Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - rappresenta un timido passo avanti su cui, però, ora i Paesi devono dimostrare azioni decise, senza più tentennamenti o inspiegabili rinvii, perché il tempo incalza e la crisi climatica avanza ad un ritmo sempre più veloce".
Secondo l'associazione ambientalista sono tre i talloni d'Achille dell'accordo legati "al ricorso alle tecnologie d'abbattimento di emissioni di anidride carbonica e all'utilizzo di fonti fossili come combustibili di transizione per garantire la sicurezza energetica. È inoltre mancato un serio impegno per la finanza climatica indispensabile per aiutare i Paesi più poveri e vulnerabili ad accelerare la fuoriuscita dalle fossili". "Ora l'Europa e l'Italia - aggiunge Mauro Albrizio, Responsabile ufficio europeo di Legambiente - dovranno impegnarsi affinché si acceleri questa uscita dai combustibili fossili raggiungendo almeno il 50% di rinnovabili e almeno il 20% di efficienza energetica per ridurre le emissioni del 65% entro il 2030, e così facendo arrivare alla fuoriuscita del gas fossile entro il 2035 e dal petrolio nel 2040, e quindi raggiungere la neutralità climatica prima del 2050. Solo in questo modo a livello globale potremmo mantenere vivo l'obiettivo del grado e mezzo".

Stephen Cornelius, Vicedirettore del WWF per l'energia globale e il clima, ha affermato che questo testo è "un miglioramento assolutamente necessario rispetto all'ultima versione, che ha giustamente suscitato indignazione. Il linguaggio sui combustibili fossili è molto migliorato, ma non arriva ancora al punto di richiedere la totale eliminazione di carbone, petrolio e gas".

Tom Evans, analista del think tank E3G, esperto di diplomazia climatica e osservatore di questi processi, ha sottolineato che l'adozione di questo testo è la prova del "riconoscimento collettivo della necessità di abbandonare i combustibili fossili e muoversi verso un futuro più pulito. Tuttavia, pur aiutando a evitare il disastro a Dubai, non impedisce il disastro sul Pianeta".

Il Capo Delegazione di Greenpeace International, Kaisa Kosonen, ha affermato che il documento "non è ancora la decisione di cui il mondo ha bisogno: ciò che serve ora è l'eliminazione graduale dei combustibili fossili senza tutte queste pericolose distrazioni e false soluzioni", così come un impegno più forte a sostenere finanziariamente i Paesi del sud del mondo nella transizione, insieme al riconoscimento che i Paesi più ricchi devono agire. Rapidamente.

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