Confermato l'EU Nature Restoration Law

Confermato l'EU Nature Restoration Law

La road map è concordata con i Paesi membri: ripristino di almeno il 30% degli habitat deteriorati entro il 2030, del 60% entro il 2040 e del 90% entro il 2050

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

13

Novembre
2023

di Valentina Oldani

Considerando il peso dei gruppi politici e dei Paesi, Italia in prima fila, che remavano decisamente e ostinatamente contro, il risultato è di quelli storici: la nuova Legge sul Ripristino della natura è stata concordata con gli Stati membri, fissando l’obiettivo per l’UE di ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marittime dell’UE entro il 2030, e di tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.
La sera del 9 novembre 2023, infatti, i negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla EU Nature Restoration Law.
Ricordiamo che questa legge si inserisce in un quadro desolante, dove oltre l’80% degli habitat europei sono in cattive condizioni.

Gli obiettivi. Ambiziosi

I colegislatori hanno concordato un obiettivo dell’UE volto a ripristinare almeno il 20% delle terre emerse e il 20% delle zone marine entro il 2030, e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. Per raggiungere questi obiettivi, i Paesi dell’UE devono ripristinare almeno il 30% dei tipi di habitat investiti dalla nuova legge che sono da "cattive condizioni" a "buone condizioni" entro il 2030, aumentando al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050.

"Gli Stati membri - si legge nella nota del Parlamento UE - dovranno adottare, attraverso un processo aperto, trasparente e inclusivo, piani nazionali di ripristino che dettaglino come intendono raggiungere questi obiettivi".
In linea con la posizione del Parlamento, i paesi dell’UE dovrebbero dare priorità alle aree situate nei siti Natura 2000 fino al 2030.
I colegislatori hanno optato per la gradualità: gli Stati membri presenteranno Piani di ripristino nazionali fino al giugno 2032, con una panoramica strategica per il periodo successivo a giugno 2032. Entro giugno 2032, gli Stati membri presenteranno i Piani per i dieci anni successivi fino al 2042 con una panoramica strategica fino al 2050, e entro giugno 2042 presenteranno i piani fino al 2050.
Il testo consente agli Stati membri di tenere conto delle diverse esigenze sociali, economiche e culturali, delle caratteristiche locali e della densità di popolazione.
I colegislatori hanno anche concordato che una volta che un’area ha raggiunto una buona condizione, i Paesi dell’UE dovranno garantire che non si deteriori in modo significativo.

Ecosistemi agricoli

Per ripristinare la natura nei terreni utilizzati dal settore agricolo, i paesi dell’UE dovranno attuare misure che mirino a raggiungere, entro la fine del 2030 e successivamente ogni sei anni, una tendenza positiva in due dei tre seguenti indicatori:

  • l'indice delle farfalle nei campi
  • la quota di terreni agricoli con caratteristiche paesaggistiche ad elevata diversità
  • lo stock di carbonio organico nei suoli minerali coltivati.

Il ripristino delle torbiere drenate è una delle misure più efficaci in termini di costi per ridurre le emissioni nel settore agricolo e migliorare la biodiversità.
I Paesi dell’UE devono pertanto attuare misure di ripristino dei suoli organici ad uso agricolo che costituiscono torbiere drenate su almeno il 30% di tali aree entro il 2030 (almeno un quarto dovrà essere riumidificato), il 40% entro il 2040 (almeno un terzo dovrà essere riumidificato ribagnato) e del 50% entro il 2050 (almeno un terzo dovrà essere ribagnato), ma la ribagnatura rimarrà volontaria per gli agricoltori e i proprietari terrieri privati.
I paesi dell’UE devono inoltre invertire il declino delle popolazioni di impollinatori al più tardi entro il 2030 e raggiungere successivamente una tendenza all’aumento misurata almeno ogni sei anni.

Gli altri ecosistemi

Entro il 2030, i Paesi dell’UE dovranno attuare misure con l’obiettivo di raggiungere un trend positivo in diversi indicatori degli ecosistemi forestali. Allo stesso tempo, nell’UE dovranno essere piantati altri tre miliardi di alberi e almeno 25.000 km di fiumi dovranno essere ripristinati e trasformati in fiumi a corso libero.
Inoltre gli Stati membri dovranno garantire che entro il 2030 non vi sia alcuna perdita netta nell’area nazionale totale di spazi verdi urbani e di copertura arborea urbana nelle aree degli ecosistemi urbani rispetto al 2021. Dopo il 2030 devono aumentare questa percentuale, con progressi misurati ogni sei anni.

I finanziamenti

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento, la Commissione dovrà valutare eventuali divari tra le esigenze finanziarie per il ripristino e i finanziamenti disponibili dell’UE e cercare soluzioni per colmare gli eventuali divari.
I negoziatori hanno inoltre concordato un "freno di emergenza", come richiesto dal Parlamento, in modo che gli obiettivi per gli ecosistemi agricoli possano essere sospesi in circostanze eccezionali se creano gravi conseguenze a livello dell’UE sulla disponibilità di terreni necessari per garantire una produzione agricola sufficiente per il consumo alimentare dell’UE.

I prossimi passi e la situazione attuale

L'accordo deve essere adottato dal Parlamento e dal Consiglio, dopodiché la nuova legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo.

Come detto in apertura, più dell’80% degli habitat europei sono in cattive condizioni. Il 22 giugno 2022 la Commissione ha proposto una Legge sul Ripristino della Natura per contribuire al ripristino a lungo termine degli ecosistemi danneggiati nelle zone terrestri e marine dell'UE, per raggiungere gli obiettivi dell'UE in materia di clima e biodiversità e per rispettare gli impegni internazionali dell'UE, in particolare l'UN Kunming-Montreal Global Biodiversity framework.
Secondo la Commissione, la nuova legge apporterà notevoli benefici economici, poiché ogni euro investito si tradurrebbe in almeno 8 euro di benefici. Questa legislazione risponde alle aspettative dei cittadini riguardo alla protezione e al ripristino della biodiversità, del paesaggio e degli oceani, come espresso nelle proposte 2(1), 2(3), 2(4) e 2(5) delle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa.

Photo by jcomp

RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright FOOD&TEC


Condividi su: