Benessere animale, le associazioni portano al Governo 110mila firme contro le gabbie

Benessere animale, le associazioni portano al Governo 110mila firme contro le gabbie

La coalizione italiana End the Cage Age ha incontrato i rappresentanti dei ministeri di Agricoltura e Salute: riconosciuta l’importanza di aprire un tavolo di confronto

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16

Giugno
2023

A cura della Redazione F&T

Le associazioni italiane della coalizione End the Cage Age hanno consegnato al Governo la petizione contro l’uso delle gabbie negli allevamenti, portando all’attenzione dei Ministeri competenti la voce di 110.233 cittadine e cittadini italiani. Il 12 giugno, infatti, hanno incontrato il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e Angelo Rossi, Consigliere del Ministro dell’Agricoltura, per consegnare le firme raccolte per la petizione #ItaliaControLeGabbie,
L’incontro con i rappresentanti del Governo è stata l’occasione per avviare un confronto sulla principale richiesta della petizione, ovvero quella di sostenere, in tutte le sedi europee, le istanze dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) End the Cage Age, che la Commissione europea ha accolto, inserendole all’interno della proposta di revisione della normativa europea sul benessere animale che verrà presentata entro la fine dell’anno.

Cosa chiede End the Cage Age?

Oltre 40 milioni di animali sono ancora oggi costretti a vivere tutta o parte della loro vita in gabbia negli allevamenti italiani, più di 300 milioni in tutta Europa. La campagna End the Cage Age è stata lanciata nel 2018 per chiedere la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per allevare animali a scopo alimentare e si è conclusa, come da normativa europea, un anno dopo, con il risultato di 1,4 milioni di firme certificate.



A giugno 2021, a seguito della consegna di queste firme, il Parlamento europeo ha votato per chiedere la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti, la Commissione ha raccolto questo voto annunciando la decisione di lavorare per un’eliminazione graduale ma totale delle gabbie entro il 2027.
La Commissione ha anche annunciato che entro il 2023 intende presentare una proposta legislativa che, oltre a vietare l’uso della gabbie per tutte le specie e le categorie di animali allevati, affronterà anche la questione dei prodotti importati da Paesi extra UE.

Entro la fine di quest’anno, quindi la Commissione valuterà i dettagli della proposta legislativa che sarà presentata e che avrà bisogno dell’approvazione del Parlamento e del Consiglio dell’UE.

L’Italia giocherà in questa approvazione un ruolo fondamentale, ed è per questo che le associazioni hanno consegnato alle istituzioni le firme dei cittadini italiani che chiedono che il Governo si schieri a favore del divieto delle gabbie in tutte le sedi europee opportune.

La risposta del Governo italiano

Il Sottosegretario Gemmato ha dichiarato che "di fronte alla richiesta di 110.000 cittadini il Governo deve rispondere", ed entrambi i rappresentanti del Governo, riconoscendo la crescente importanza del benessere animale per i cittadini e per le produzioni del made in Italy, hanno sottolineato l’importanza di un tavolo di confronto sul tema che coinvolga tutte le parti interessate.
Gemmato e Rossi si sono poi impegnati a incontrare nuovamente la coalizione per continuare il confronto.

La coalizione italiana End the Cage Age si è così espressa: "L’incontro di lunedì è stato il primo passo per portare la questione dell’eliminazione delle gabbie negli allevamenti all’attenzione del Governo italiano. Ci auguriamo che questo sia un segnale di apertura del dialogo su questo tema cruciale, sentito da tanti cittadini. Abbiamo espresso al Sottosegretario Gemmato e all’On. Rossi la piena disponibilità e opportunità di fare parte del  tavolo di confronto con le parti, che possa seguire le diverse fasi della proposta di legislazione europea per l’eliminazione progressiva delle gabbie, che hanno entrambi menzionato".

"Per ridurre la sofferenza di milioni di animali, è necessario che le istituzioni prendano posizione contro le gabbie. Ogni giorno, infatti, scrofe, vitelli, galline, quaglie, oche e conigli vivono imprigionati in spazi angusti tra stress, malessere e ferite provocate dalle sbarre. Ma tutto questo - affermano le associazioni in una nota - non è più accettabile. Anche noi però possiamo fare la differenza, ogni giorno possiamo fare la nostra parte dicendo basta allo sfruttamento degli animali in gabbia a partire da un’alimentazione priva di prodotti di origine animale".

Foto: End the Cage Age

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