Bellanova chiede cambiamenti epocali alla filiera

Bellanova chiede cambiamenti epocali alla filiera

Retribuzioni eque, efficientamento energetico, modernizzazione degli impianti, adozione degli standard di economia circolare: quando partirà il titanico lavoro delle aziende?

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

01

Ottobre
2020

  • Rigenerazione del sistema agricolo e alimentare nel nostro Paese attraverso il potenziamento delle imprese e delle filiere
  • lotta al dissesto idrogeologico
  • tutela delle risorse non rinnovabili
  • tutela e valorizzazione delle foreste
  • tracciabilità e trasparenza sull'origine dei cibi
  • promozione internazionale
  • sostenibilità integrale e sicurezza nei controlli
  • tutela del lavoro
  • centralità delle aree interne. 

Sono questi i pilastri sui quali si caratterizzerà la Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell'acquacultura, illustrata il 30 settembre 2020 dalla Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, nel corso dell'audizione sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Plan in Commissione Agricoltura al Senato.

Tutti gli operatori della filiera dovranno adottare una visione produttiva, sugli obiettivi aziendali e sul rapporto con i mercati e i consumatori totalmente diversa: a partire dal settore agricolo che deve dare un forte contributo al rilancio economico del Paese e al processo di transizione verde e digitale dell'intera economia.

Agricoltura e suolo

"Non a caso lego agricoltura e tutela delle risorse non rinnovabili, agricoltura e crisi climatica - aveva già sottolineato la Ministra Teresa Bellanova - perché proprio su questi due sensibilissimi terreni l'agricoltura è parte della soluzione. All'appuntamento con la sfida epocale delle trasformazioni climatiche e del futuro verde, quella italiana si presenta con le carte più che in regola".

Possono essere compresi in questa direzione i progetti della Strategia Nazionale Agricola sulla gestione dell'acqua e per scongiurare il dissesto idrogeologico, coordinati con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; la realizzazione di impianti per la produzione di biometano, in condivisione con il Ministero per lo Sviluppo Economico; la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle strutture produttive agricole e zootecniche, sfruttando edifici esistenti (che verrebbero rinnovati) e senza causare consumo di suolo, in sinergia con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

"Gli investimenti del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza - PNRR non devono prevedere ulteriore consumo di suolo - ha sottolineato la Ministra - e non mi accontenterei di un criterio che preveda un basso consumo di suolo, in quanto difficilmente determinabile". 
Proprio per questo, ha proseguito la Ministra, "tra i criteri di scelta, occorre privilegiare progetti che utilizzeranno mezzi e tecnologie italiane, che sono gli unici in grado di incrementare il reddito e l'occupazione in modo duraturo, a vantaggio anche dei settori a monte e a valle di quello direttamente beneficiario dell'intervento".

Energia e fonti rinnovabili

Per quanto riguarda la produzione energetica da fonti rinnovabili, la Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell'acquacultura, punta su progetti tesi allo sviluppo del biometano e alla realizzazione di un Parco AgriSolare. "Il progetto di Parco AgriSolare interviene sui tetti degli edifici produttivi agricoli distribuiti su tutto il territorio nazionale, favorendone parallelamente l'efficientamento energetico, anche nell'ottica del miglioramento del benessere animale", ha spiegato la Ministra.

Sottolineiamo che dal punto di vista economico, la realizzazione del Parco AgriSolare Italia consentirebbe di migliorare la competitività delle aziende agricole, riducendo i costi di approvvigionamento energetico, contribuendo alla decarbonizzazione del Paese e soprattutto evitando l'ulteriore consumo di suolo. L'Agrisolare - ha chiarito Bellanova - consentirebbe di non dover poggiare sul terreno un solo pannello".
Ogni progetto si baserà sul presupposto che "nessuno sviluppo sostenibile si può immaginare senza garantire al settore agricolo la centralità, adeguatamente sostenuta, che merita, e agli agricoltori, allevatori e pescatori la giusta tutela del reddito".

Economia circolare, donne e giovani

"L'agricoltura, attraverso i Programmi regionali di sviluppo rurale, farà sicuramente la sua parte. Penso a nuove possibilità imprenditoriali e di lavoro per giovani e donne, che proprio su questi territori potrebbero valorizzare moderne iniziative di sviluppo, modelli di impresa sostenibile, in particolare nel settore agricolo e zootecnico, rispettosi dell'ambiente e basati sui principi dell'economia circolare e della bioeconomia - ha concluso la Ministra -. Occorre però che questi obiettivi siano condivisi a livello generale: in questo senso mi aspetto un segnale dal Parlamento e dal mondo produttivo, altrimenti non è possibile". 


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