Arginare il greenwashing, anche il Parlamento europeo dà il via libera alla nuova legge

Arginare il greenwashing, anche il Parlamento europeo dà il via libera alla nuova legge

C'è l'ok definitivo alla Direttiva che migliorerà l'etichettatura dei prodotti e vieterà l'uso di dichiarazioni ambientali infondate

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Gennaio
2024

A cura della Redazione F&T

La Direttiva del Parlamento e del Consiglio UE che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell'informazione è stata approvata dall'Europarlamento il 17 gennaio 2024 con 593 voti favorevoli, 21 contrari e 14 astensioni:
La nuova legge mira a proteggere i consumatori da pratiche di commercializzazione ingannevoli e aiutarli a compiere scelte di acquisto più informate. A tal fine, saranno aggiunte all'elenco UE delle pratiche commerciali vietate una serie di strategie di marketing problematiche legate al cosiddetto greenwashing (ambientalismo di facciata) e all'obsolescenza precoce dei beni.
La Direttiva dovrà ora ricevere l’approvazione formale del Consiglio per essere poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per recepirla nel diritto nazionale.

Pubblicità chiara e verificabile

Le nuove regole mirano a rendere l'etichettatura dei prodotti più chiara e affidabile, vietando l'uso di indicazioni ambientali generiche come "rispettoso dell'ambiente", "rispettoso degli animali", "verde", "naturale", "biodegradabile", "a impatto climatico zero" o "eco" se non supportate da prove.

Sarà ora regolamentato anche l'uso dei marchi di sostenibilità, data la confusione causata dalla loro proliferazione e dal mancato utilizzo di dati comparativi. In futuro nell'UE saranno autorizzati solo marchi di sostenibilità basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche.

Inoltre, la Direttiva vieterà le dichiarazioni che suggeriscono un impatto sull'ambiente neutro, ridotto o positivo in virtù della partecipazione a sistemi di compensazione delle emissioni.

Un altro importante obiettivo della nuova legge è far sì che produttori e consumatori siano più attenti alla durata dei prodotti. In futuro, le informazioni sulla garanzia dovranno essere più visibili e verrà creato un nuovo marchio armonizzato per dare maggiore risalto ai prodotti con un periodo di garanzia più esteso.
Le nuove norme vietano anche le indicazioni infondate sulla durata (ad esempio, dichiarare che una lavatrice durerà per 5.000 cicli di lavaggio, se ciò non è esatto in condizioni normali), gli inviti a sostituire i beni di consumo prima del necessario (spesso accade, ad esempio, con l'inchiostro delle stampanti) e le false dichiarazioni sulla riparabilità di un prodotto.

La relatrice Biljana Borzan (S&D, HR) della Direttiva, ha dichiarato: "Questa legge cambierà il quotidiano di tutti gli europei: ci allontaneremo dalla cultura dello scarto, renderemo più trasparente il marketing e combatteremo l'obsolescenza prematura dei beni. Le persone potranno scegliere prodotti più durevoli, riparabili e sostenibili grazie a etichette e pubblicità affidabili. Soprattutto, le aziende non potranno più ingannare le persone dicendo che le bottiglie di plastica sono buone perché l'azienda ha piantato alberi da qualche parte, o dire che qualcosa è sostenibile senza spiegare come. Questa è una grande vittoria per tutti noi!"

Contesto normativo

La nuova Direttiva integra la Direttiva sulle asserzioni ambientali, attualmente in fase di discussione a livello di commissione parlamentare. Tale direttiva stabilirà le condizioni specifiche per l’utilizzo delle dichiarazioni ecologiche.

Il testo adottato →  
Registrazione del dibattito in Aula (16.01.2024) → 


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