Agrifuture per Fiorentini: i dati del primo raccolto di mais da agricoltura sperimentale

Agrifuture per Fiorentini: i dati del primo raccolto di mais da agricoltura sperimentale

Registrati un abbattimento del 72% delle emissioni di CO₂ e una riduzione di circa il 50% dell'uso di acqua

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09

Maggio
2024

A cura della Redazione F&T

Fiorentini Alimentari, azienda italiana specializzata nella produzione di sostitutivi del pane e snack a base di cereali, legumi e verdure, ha presentato a Cibus i risultati del primo raccolto di mais a basso impatto ambientale, ottenuto con un abbattimento del 72% delle emissioni di CO2 e una riduzione di circa il 50% di acqua.
I risultati sono stati monitorati sulla coltivazione di 2,5 ettari di mais coltivati per Fiorentini da Agrifuture, l’azienda agricola sperimentale nata nel 2023 su iniziativa di MartinoRossi, produttore e trasformatore di cereali e legumi per alimenti funzionali e tra i fornitori di materie prime per Fiorentini.

Il mais è stato coltivato secondo un metodo innovativo che integra tecnologie di precision farming e tecniche di agricoltura conservativa e consociativa con il nuovo brevetto di irrigazione Underdrip. Il tutto coadiuvato dall’Università degli Studi di Milano e dall’Università Cattolica di Piacenza e monitorato dall’ERSAF (Ente Regionale della Lombardia per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) nell’ambito del progetto regionale Living Lab.

Il frutto di questa prima sperimentazione consiste in un raccolto di circa 20 tonnellate di granella di mais (pari a circa 12 tonnellate di semilavorato di mais) coltivati nei campi situati in provincia di Cremona.
Il dato più interessante da rilevare è senza dubbio la riduzione di emissioni di CO2 conseguente all’ottimizzazione delle risorse idriche e alla riduzione dei fertilizzanti chimici e dei processi di meccanizzazione.

Rispetto a una coltivazione convenzionale di mais, il sistema di irrigazione Underdrip, che prevede l’interramento di manichette su file parallele con memorizzazione GPS dell’impianto, consente una distribuzione più uniforme ed efficace dell’acqua con un risparmio fino al 50% e una consequenziale riduzione di carburante necessario per i sistemi tradizionali di irrigazione.

L’impiego della coltivazione conservativa, che prevede il mantenimento di una copertura organica del suolo permanente o semi-permanente costituita in questo caso da sorgo e piselli, ha permesso l’eliminazione delle lavorazioni pesanti meccanizzate con una riduzione delle emissioni del 14,15%.

Il brevetto Underdrip, inoltre, si è rivelato efficace per la coltivazione consociata, offrendo la possibilità di irrigare e fertilizzare in maniera differenziata fino a tre colture in consociazione, per produrre di più con meno terreno a disposizione. Nel corso del medesimo anno agrario, infatti, nei corridoi solari predisposti tra i filari di mais, sono state alternate leguminose invernali ed estive, particolarmente utili per fornire azoto al terreno e ridurre così l’impiego di fertilizzanti chimici.

Come sono stati calcolati i risultati

Rispetto a una coltivazione convenzionale di monocoltura di mais a pieno campo, che avrebbe prodotto 12 t/ha con un consumo di acqua per l’irrigazione di 4000mc/ha e un consumo di fertilizzanti di 280 kg/ha, con il sistema brevettato Underdrip si è evidenziata una riduzione del consumo di acqua (775 mc/ha) e fertilizzanti (125 kg /ha) che si è tradotta in una riduzione delle emissioni di CO2 del 38,32% circa.
Avendo più colture sullo stesso campo, è stato poi considerato anche il LER (Land Equivalent Ratio), che valuta la produzione di biomassa delle diverse colture. Avendo avuto anche una consociazione (mais/leguminosa estiva) nello stesso anno, oltre alla coltura iniziale a pieno campo (pisello), è stato calcolato anche l’ATER (Area Time Equivalent Ratio) che considera le diverse produzioni nei vari periodi di tempo. Dalla media di LER e ATER è stata ottenuta la LUE (Land Use Efficiency) che consente di valutare l’impatto effettivo dovuto alla consociazione. La riduzione di CO2 conseguente alla consociazione è stata quindi di un ulteriore 19,89%. Alla somma delle due percentuali va aggiunto il 14,15% ottenuto grazie alla tecnica di coltivazione conservativa, arrivando così alla cifra finale di 72,36%.

Sistemi di irrigazione a confronto

Brevetto Underdrip

  1. Interramento manichette ad una profondità variabile tra 30 - 40 cm.
  2. Acqua rilasciata nel terreno lentamente a bassa pressione: distribuzione graduale nel terreno in prossimità dell’apparato radicale
  3. Radici distribuite in modo più uniforme e profondo: utilizzo più efficiente dell’acqua e degli elementi nutritivi in essa disciolti.
  4. Terreni sempre liberi, senza impianti o attrezzature che possano intralciare le operazioni colturali.

Sistema tradizionale

  1. Maggiore dispersione di acqua per l’impossibilità di localizzare l’irrigazione in prossimità delle radici.
  2. Maggiore umidità atmosferica per evaporazione dell’acqua in eccesso;
  3. Possibilità più elevata di sviluppo di patologie fungine.
  4. Maggiore possibilità di germinazione e sviluppo di malerbe per presenza di acqua nell’interfila. Saturazione eccessiva del terreno.
AGRIFUTURE
Il progetto Agrifuture è partito nel 2023 con l’obiettivo di fare ricerca nell’ambito dell’agricoltura sostenibile testando direttamente in campo i risultati degli studi del centro di Ricerca e Sviluppo di MartinoRossi, con il supporto tecnico-scientifico dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università Cattolica di Piacenza e con il monitoraggio dell’ERSAF.
Nei 33 ettari di campi dedicati, si coltivano avena, leguminose e diverse varietà di mais, tutti prodotti a uso alimentare e naturalmente senza glutine, allergeni e Ogm.
La ricerca si concentra sugli ibridi, per capire come selezionare gli stessi per ogni utilizzo alimentare, e sull’applicazione delle tecniche di precisione farming più innovative, basate sul monitoraggio strumentale del campo e sull’esecuzione di interventi calibrati alle esigenze delle colture e del suolo. Un metodo di coltivazione 4.0 che permette di ridurre sia il consumo idrico sia quello di fitofarmaci e fertilizzanti chimici con un conseguente abbattimento delle emissioni di CO2.


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