Valutazione di un pattern nutrizionale basato sulla dieta planetaria: il modello EAT-IT

Valutazione di un pattern nutrizionale basato sulla dieta planetaria: il modello EAT-IT

L’Università di Milano propone un piano alimentare in linea con l’approccio "One Health"

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03

Maggio
2021

di Amina Ciampella

Come è noto, nel 2019 EAT-Lancet Commission ha pubblicato un articolo che ha fatto molto discutere, trovando detrattori e acclamatori: Food in the Anthropocene: the EAT-Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems (1).
Secondo EAT-Lancet Commission, un modello dietetico planetario che preveda di poter nutrire tutti gli esseri umani nel 2050, richiede una grande svolta a livello globale: il 50% in meno di consumo di cibi non salutari, per esempio carne rossa e zuccheri, e un grande incremento superiore al 100% di cibi salutari quali noci, frutta, ortaggi e legumi.

È un modello che necessita anche di essere adattato alle abitudini e alle latitudini delle popolazioni di riferimento.
Per questo, un recente studio pubblicato sulla rivista "Foods", An Italian-Mediterranean Dietary Pattern Developed Based on the EAT-Lancet Reference Diet (2) si è cimentato nella struttura di un pattern dietetico da 2.500 kcal aderente alla dieta planetaria di EAT-Lancet Commission, riadattato a un modello alimentare italiano (EAT-IT). Il piano dietetico a medio/lungo termine sviluppato, è stato poi confrontato con un altro piano alimentare basato sulle italiane Linee guida per una sana alimentazione, pubblicate nel 2018 dal CREA (3).



Che analogie vi sono tra le proposte EAT-IT e il modello basato sulle Linee guida per una sana alimentazione?
Convergenze sulla maggior parte dei nutrienti, ma differenze ad esempio nel più alto apporto energetico da lipidi e proteine vegetali, un maggior apporto di fibra e una più bassa introduzione di calcio nel modello EAT-IT rispetto a quello basato sulle Linee guida per una sana alimentazione.

In generale, infatti, rispetto alle Linee guida italiane, l’EAT-IT prevede un più basso consumo di frutta e verdura e una più alta introduzione di frutta secca e legumi, che rappresentano anche la principale fonte proteica in questo modello. I risultati ottenuti mostrano quindi alcune importanti differenze tra i due modelli con potenziali criticità nutrizionali nell’EAT-IT che necessita approfondimenti sulla sua accettabilità e sul possibile impatto sulla salute dell’uomo.

1) Food in the Anthropocene: the EAT-Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems
2) An Italian-Mediterranean Dietary Pattern Developed Based on the EAT-Lancet Reference Diet
3) Linee guida per una sana alimentazione

Photo by Mati Michael


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