Surgelati, i consumi crescono: +2,9%

Surgelati, i consumi crescono: +2,9%

Dopo un 2016 stabile, si registra un trend di crescita interessante nei primi 8 mesi dell'anno. A trainare la ripresa vegetali, ittici, pizze e snack. Lo dice il “Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati in Italia" realizzato dall’IIAS

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24

Ottobre
2017

Il comparto dei prodotti surgelati, da gennaio ad agosto di quest’anno, ha registrato nel solo canale retail (unici dati al momento disponibili sul 2017), un incremento dei consumi superiore anche alla crescita del settore alimentare, con un positivo +2,9%, dopo un 2016 sostanzialmente flat (+0,1%). Nel dettaglio, sono state circa 328.149 le tonnellate di alimenti surgelati acquistate nei primi 8 mesi dell’anno, con picchi tra i vegetali (+4,1%), l’ittico (+4,4%), le pizze e gli snack (+4,5%). Sono questi in sintesi i principali dati del Rapporto sui Consumi dei prodotti surgelati, realizzato dall'IIAS - Istituto Italiano Alimenti Surgelati che ha fatto il punto sull’andamento del comparto in Italia nel 2016 e nei primi 8 mesi del 2017.

Lo scorso anno il settore dei prodotti surgelati ha visto arrestarsi il trend di decrescita che aveva caratterizzato gli anni precedenti, con un volume complessivo di 824.500 tonnellate di prodotti venduti. “Già nel 2016 il settore dei surgelati aveva segnato un andamento migliore rispetto a quello dell’alimentare in generale, che si era fermato a un -0,5%. Nei primi mesi di quest’anno le cose stanno andando ancora meglio e la tenuta positiva del comparto - afferma Vittorio Gagliardi, Presidente dell’IIAS - ha fatto di questi prodotti dei veri coprotagonisti della dieta degli italiani. Questo, sicuramente, grazie alla capacità di innovare tipica di questo settore, che ogni anno a contare un 30% in più di nuovi prodotti sul mercato”.

2016: primi segnali di ripresa

Lo scorso anno, il consumo pro-capite di prodotti surgelati in Italia è stato pari a 13,69 kg (contro i 13,55 del 2015, +1%). Sono state circa 24.700.000 le famiglie italiane (95,6% del totale) che hanno acquistato surgelati e lo hanno fatto in media 2 volte al mese (24 acquisti all’anno), per un valore complessivo del mercato di 4,5 miliardi di euro. Un consumo che appare non più appannaggio delle sole regioni del Nord Italia: Nord-est (32,9%), Nord-ovest (20,1%), Centro (26,3%) e Sud (20,7%). “L’interesse dei consumatori verso i prodotti surgelati - continua Gagliardi - è aumentato proporzionalmente al miglioramento della loro qualità”.

Vegetali, ittici, pizze e snack vanno per la maggiore

I dati positivi di consumo del 2016 sono stati ampiamente confermati nei primi 8 mesi del 2017, per un totale di quasi 330 mila tonnellate consumate, nel solo canale Retail.
A trainare la crescita sono stati i prodotti vegetali (136.789 tonnellate), gli ittici (61.958 tonnellate), le pizze e gli snack (49.788 tonnellate). In questo contesto, merita una menzione speciale la crescita delle vendite a domicilio, che nel comparto alimentare in generale hanno chiuso il 2016 con un +3,3%. Nel settore dei surgelati, in particolare, il mercato ha segnato una crescita su base annua di circa l'1,5%: le categorie più performanti rimangono quelle della pizza, del pesce e dei vegetali.

Il segmento dei vegetali resta uno tra i più amati dai consumatori: nel 2016 ne sono state consumate complessivamente, tra retail e food service, 395.500 tonnellate (+0,6% vs. 2015), mentre nei primi 8 mesi del 2017 ha già toccato quota +4,1% (+7,8% per le zuppe e i minestroni ricettati). Non da meno risultano le performance del settore ittico: 108.000 le tonnellate consumate in totale nel 2016 e ben 61.958 quelle acquistate da gennaio ad agosto 2017 nel solo retail, con una crescita del +4,4%. A riprova della sempre più accentuata propensione degli italiani a ridurre il consumo di carne (soprattutto nelle preparazioni surgelate), prediligendo spesso il pesce.
Anche pizze e snack mostrano segnali molto positivi, confermandosi una vera alternativa al pasto principale. Circa 89.600 sono state le tonnellate consumate, tra retail e food service, nel 2016 (+4,2% rispetto al 2015), in crescita anche in questo 2017 (+4,6% nel retail). Un dato positivo che si spiega anche grazie alle importanti innovazioni introdotte: dal gusto (farciture agli impasti, tra cui quello gluten free), al formato (pizze anche rettangolari e calzoni).

Menzione speciale va al settore dei piatti ricettati che, dopo anni di continua decrescita, si è finalmente stabilizzato, iniziando ad avanzare cautamente. Nel 2016, sono state 44.650 le tonnellate acquistate complessivamente in questo segmento; nei primi 8 mesi del 2017, ne sono state consumate già 20.060 nel canale retail, con una lieve crescita del +0,5% e senz’altro le aziende continueranno a spingere sull’innovazione tecnologica, allargando l’offerta e arricchendola anche con gamme ispirate a nuovi sapori, come ad esempio quelli etnici, sempre più richiesti. Infine, nel 2017, a crescere sono anche dessert (+4,5%) e frutta surgelata (+27,1%).

In controtendenza, invece, il settore delle patate (fritte ed elaborate, che rappresentano il 17% del totale dei surgelati), che registra una decrescita del -1,2% rispetto all’anno precedente, così come i prodotti a base di carne (-6% circa per la carne rossa e -6,5% per quella bianca) e le paste semilavorate (-22,2% nei primi 8 mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016).

Meno sprechi e meno tempo in cucina

I dati Nielsen dicono che più della metà degli italiani identifica i surgelati come veri prodotti “freschi”, perché mantengono al meglio il valore nutritivo e le proprietà organolettiche nel tempo. 1 italiano su 3 li predilige per il risparmio di tempo e di sforzi in cucina, mentre circa il 10% ne apprezza l’aspetto più ecologico: il surgelato è visto, insomma, come cibo anti-spreco, perché un consumo frequente di questi prodotti può abbattere del 47% gli sprechi alimentari (che nel 42% dei casi si verificano a livello domestico).


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