Sprechi alimentari, italiani sempre più sensibili

Sprechi alimentari, italiani sempre più sensibili

Il 22% utilizza app dove si acquistano, a prezzi inferiori, alimenti invenduti, imperfetti o prossimi alla scadenza

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

12

Maggio
2021

La sensibilità degli italiani verso gli sprechi alimentari è cambiata. Ce lo dicono ricerche e sondaggi ma, soprattutto, i nostri comportamenti quotidiani che non possono mentire. L'aumento esponenziale di fragilità economiche e sociali dovute alla pandemia ha reso ancora più concreta l'attenzione a non sprecare alimenti e, di conseguenza, soldi.
Una conferma ci è arrivata dall'ultima indagine* condotta dall'Osservatorio Reale Mutua dedicata all’agricoltura e alle abitudini d’acquisto, che ha definito quello degli sprechi alimentari un problema moderno: non a caso gli italiani cercano di risolverlo anche con le nuove tecnologie; uno su tre (33%), infatti, si dice interessato ad app che permettono di comprare a prezzi inferiori prodotti agroalimentari invenduti, o imperfetti o prossimi alla scadenza, e un ulteriore 22% ha già avuto esperienza di questi strumenti.

La ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua ci dice anche che gli italiani cercano di limitare gli sprechi con metodi più tradizionali: il 62% dichiara di controllare sempre le scadenze dei prodotti agroalimentari, il 48% investe tempo per fare dettagliate liste della spesa così da comprare solo il necessario e oltre uno su quattro (29%) fa più volte la spesa in settimana per evitare di accumulare troppi prodotti in casa.

Anche per quanto riguarda la conservazione degli alimenti, gli italiani usano strategie semplici ma utili, come conservare con cura e, quando possibile, congelare il cibo che non si consuma subito (34%).

La guerra agli sprechi si combatte anche accettando i prodotti meno belli a vedersi: ben il 47% degli intervistati non trova problemi nell’acquistare di norma prodotti dell’agricoltura con piccole imperfezioni, come frutta e verdura con ammaccature o dimensioni diverse da quelle tradizionali. Anzi: secondo uno su quattro (26%), i consumatori, oggi, sono troppo esigenti nel volere solo prodotti perfetti.

Anche questa indagine ci fa notare che l’attenzione alla sostenibilità è una richiesta fatta dai consumatori alle stesse aziende, tanto che ben uno su due (52%) tende a premiare nei suoi acquisti quelle che si mostrano più sensibili.

Ma in che modo le aziende possono assumersi le proprie responsabilità verso l’ecosistema ambientale e sociale? Secondo il 42% degli intervistati potrebbero trovare canali di vendita dedicati per i prodotti imperfetti per ridurre gli sprechi. Una quota simile (40%) pensa che i produttori debbano ottimizzare l’uso di risorse energetiche e idriche, e uno su tre (33%) vede nelle campagne di sensibilizzazione rivolte al grande pubblico l’attività più importante. Il 22% degli italiani suggerisce iniziative che coinvolgano produttori e associazioni a sostegno dei meno abbienti, mettendo insieme la lotta allo spreco alimentare con l'aiuto dei più deboli.

*Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, genere e area geografica.


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