Sodio e salute: come è cambiato il trend in 30 anni

Sodio e salute: come è cambiato il trend in 30 anni

Nel mondo l'elevata assunzione di sodio è in calo. Ma invecchiamento e crescita demografica fanno aumentare i decessi e gli anni di vita persi in disabilità

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15

Settembre
2021

Secondo numerosi studi, l’apporto di sodio eccessivamente elevato con la dieta rientra tra le principali cause di morte su base cardiovascolare connesse all’alimentazione, e si associa anche a un aumento del rischio di altre patologie legate all’invecchiamento, come le malattie renali e alcuni tipi di tumori del tratto gastrointestinale.
Utilizzando i dati del Global Burden of Disease Study 2019, un sistema sviluppato per stimare l’impatto delle diverse malattie e dei vari fattori di rischio sulla base delle informazioni raccolte in diverse aree geografiche del mondo, Chen e colleghi hanno misurato le variazioni percentuali dei livelli di assunzione di sodio nella popolazione mondiale dal 1990 al 2019, valutando le conseguenze sulla salute dei consumi considerati elevati, e cioè superiori a 3 grammi al giorno.
I risultati ottenuti sono di notevole interesse.

L’assunzione media di sodio negli adulti, specialmente in Asia e negli Stati Uniti, è tuttora più elevata dei livelli massimi suggeriti dalle linee guida internazionali per la popolazione generale (non più di 2,0-2,4 g al giorno).
Riduzioni significative, ma non ancora sufficienti per raggiungere le raccomandazioni dell’OMS, sono tuttavia state rilevate in alcune zone ad alto reddito dell’Asia, nell’Asia centrale e nell’Europa centrale.
Meno virtuose invece sono risultate l’America e l’Asia meridionale, dove l’esposizione a un’elevata assunzione di sodio è addirittura aumentata.

In conseguenza di questi cambiamenti, secondo gli autori, il tasso di mortalità standardizzato per età rilevato dal GBD e attribuibile a livelli di assunzione di sodio eccessivamente elevati si è ridotto mediamente a livello globale, negli ultimi trent’anni dell’1,29% nei maschi e fino all’1,88% nelle femmine. Tuttavia, il numero totale di decessi nel 2019 è aumentato complessivamente di oltre il 40% rispetto al 1990: un aumento, spiegano gli autori, attribuibile alla crescita demografica (del 52% circa) e all'invecchiamento della popolazione mondiale.
Il contributo dell'invecchiamento della popolazione è stato più pronunciato in alcuni Paesi a reddito più alto (in Europa centrale, Caraibi, Medio Oriente ma anche Nord Africa e Asia orientale), mentre la crescita della popolazione si è verificata in tutti i 204 Paesi ad eccezione di quelli dell'Europa orientale e centrale.

Da questi dati emerge quindi un quadro moderatamente incoraggiante. Appare tuttavia necessario continuare a implementare le misure di prevenzione per accelerare il ritmo della riduzione dell’apporto di sodio (entro i limiti raccomandati), con benefici effettivi e sostanziali in termini di costi e di qualità della vita.

Chen X, Du J, Wu X, Cao W, Sun S.
Nutr Metab Cardiovasc Dis, 2021, ISSN 0939-4753

BACKGROUND AND AIMS
High sodium intake is associated with a higher risk of disease. We aimed to estimate the pattern and trend of the global disease burden associated with high sodium intake from 1990 and 2019.
METHODS AND RESULTS
We obtained numbers and rates of death and disability-adjusted life year (DALY) attributable to high sodium intake by sex, socio-demographic index, and country from the Global Burden of Disease Study 2019. We calculated the estimated annual percentage change to evaluate the age-standardized rate of the burden attributable to high sodium intake between 1990 and 2019. We further calculated the contribution of population growth, population aging, and age-specific rates of death and DALY to the net change in the total number of deaths and DALYs attributable to high sodium intake. From 1990 to 2019, global age-standardized rates of death and DALY attributable to high sodium intake substantially decreased for both sexes. However, there were significant increases in the total numbers of deaths and DALYs attributable to high sodium intake, which were driven by population growth and population aging. The attribution of population growth and population aging varied widely across countries, with a higher contribution of population growth in most developing countries and a higher contribution of population aging in countries with slow population growth.
CONCLUSIONS: Although the global burden attributable to high sodium intake in terms of age-standardized rate declined from 1990 to 2019, the absolute burden increased significantly, which was driven by population growth and aging.


Fonte: Nutrition Foundation of Italy

Photo by Piret Ilver


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