Sicurezza alimentare: ispezioni nei salumifici e nelle mense

Sicurezza alimentare: ispezioni nei salumifici e nelle mense

Controllate dai NAS 119 mense ospedaliere, sanzionate 43 attività. A Modena sequestrate 20 tonnellate di cosce di suino

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27

Ottobre
2021

A Modena cosce per prosciutti crudi sul pavimento nella ruggine e nel sangue

Il NAS di Parma, nel corso di servizi di controllo svolti nell’ambito della produzione e del commercio di prodotti alimentari (in particolare sulla filiera delle carni), ha individuato in provincia di Modena uno stabilimento di lavorazione e sezionamento di carni suine che effettuava operazioni di cernita e manipolazione dei prodotti in ambienti e con modalità incompatibili con le misure igieniche e di salubrità degli alimenti.
I Carabinieri del nucleo emiliano, durante l'ispezione igienico-sanitaria, sottoponevano a sequestro penale oltre 20,5 tonnellate di cosce suine congelate, destinate alla produzione di prosciutti crudi, che, in violazione ai principi generali di igiene e sicurezza alimentare, venivano detenuti sul pavimento dello stabilimento che si presentava in pessime condizioni, con sporcizia diffusa, tracce di ruggine, sangue animale e residui del lavaggio di attrezzature da officina.
Gli operanti hanno provveduto altresì a deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Modena il titolare dell’azienda per la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e a segnalarlo alla competente Autorità Sanitaria per ulteriori violazioni amministrative accertate pari ad un importo di 3.000 euro.
Sono in corso accertamenti finalizzati ad accertare la sussistenza di eventuali ulteriori irregolarità di carattere amministrativo, sull’origine e le finalità di destinazione dei prodotti sequestrati, il cui valore commerciale ammonta ad oltre 150mila euro.

Mense ospedaliere: il 36% è irregolare

Carabinieri dei NAS del Centro Italia, negli ultimi giorni hanno svolto verifiche e accertamenti sulla ristorazione collettiva presso le mense delle strutture ospedaliere. I controlli dei militari si sono concentrati:

  • sul rispetto dei requisiti igienico-sanitari e strutturali dei locali di preparazione dei pasti, in riferimento a locali di lavorazione e cottura, laboratori, depositi alimenti, celle/armadi frigoriferi, locali di somministrazione, servizi igienici, spogliatoi
  • sulla correttezza della gestione/conservazione degli alimenti e delle procedure di sicurezza alimentare, in relazione anche alla loro tracciabilità e agli aspetti connessi all’etichettatura
  • sulla legittimità dell’affidamento in gestione del servizio alla ditta erogatrice e la relativa rispondenza dei menù alla tipologia degli alimenti somministrati
  • sulla regolare posizione di impiego delle maestranze: possesso della documentazione attestante la frequenza di corsi specifici di formazione e idoneità dell’abbigliamento da lavoro previsto
  • sulle misure di contenimento alla diffusione pandemica da Covid-19.

Sono stati impiegati oltre 300 militari dei 12 Nuclei Antisofisticazioni e Sanità coinvolti e ispezionate 119 mense ospedaliere. Complessivamente, i militari hanno rilevato carenze igienico-sanitarie e strutturali presso 43 siti, riscontrando in particolare:

  • in 2 casi, precisamente a Roma e a Piacenza, gravi non conformità che determinavano l’adozione da parte delle Asl competenti del provvedimento di sospensione temporanea delle attività di confezionamento e sporzionamento dei pasti, successivamente assicurate da altro punto cottura autorizzato
  • in altro presidio romano, l’omessa revisione dei dispositivi antincendio, con il deferimento in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica del rappresentante legale della ditta appaltatrice
  • a Oristano, presso un centro cottura autorizzato alla preparazione e distribuzione dei pasti in favore delle locali strutture ospedaliere, la presenza di 50 kg di prodotti carnei con decorsa data di scadenza, sottoposti a sequestro amministrativo.

Gli operanti hanno contestato 18 sanzioni amministrative per un importo totale di oltre 18.000 euro, dandone notizia alle competenti Autorità amministrative.


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