Siccità: alle viste obbligo assicurativo e DL agricoltura

Siccità: alle viste obbligo assicurativo e DL agricoltura

In attesa degli annunciatissimi interventi del Governo, ogni anno perdiamo l'89% di acqua piovana

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22

Giugno
2022

Italiani, grandi spreconi di acqua

Ogni anno in Italia "si perde l'89% dell'acqua piovana" e "accanto a misure immediate per garantire l'approvvigionamento alimentare della popolazione, appare evidente l'urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo". Lo dice il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini che rilancia la necessità di una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l'acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all'industria e all' agricoltura, con una ricaduta importante sull'ambiente e sull'occupazione. 

Il progetto invasi proposto da Coldiretti insieme all'ANBI, l'Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, "è immediatamente cantierabile".

Inoltre, nella lettera inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, Prandini chiede "che, a fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati con l'intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico".

Lo stress idrico sulle produzioni agricole, sottolinea Coldiretti, ha cambiato anche le scelte di coltivazione sul territorio con un calo stimato di diecimila ettari delle semine di riso, più bisognose di acqua a favore della soia.

A preoccupare è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come girasole, mais, grano e degli altri cereali ma anche quella dei foraggi per l'alimentazione degli animali e di ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere.

"La tendenza all'innalzamento delle temperature - conclude la Coldiretti - è ormai strutturale in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell'ultimo periodo e comprende nell'ordine il 2018, il 2020, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003".

Patuanelli: "Siccità? Il sistema non ha brillato sul tema"

Sulla siccità che sta mettendo in difficoltà anche il settore agricolo "credo sia necessario un percorso di avvicinamento, scandito nel tempo in modo intelligente, all'obbligo assicurativo", con la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità che devono "viaggiare insieme perché da un lato c'è necessità di garantire che l'attività della Protezione civile possa esplicarsi in modo coordinato in tutte le Regioni anche per l'abbeveraggio del bestiame per quanto riguarda l'agricoltura. In più c'è la possibilità di intervenire per la razionalizzazione degli usi idrici, ma già le Regioni e le Autorità di bacino possono farlo. Lo stato di calamità invece ci consente di superare i limiti della 102, cioè della norma che consente di intervenire soltanto in deroga sui danni assicurabili". Lo ha detto il Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli in audizione alle Commissioni riunite Agricoltura e Senato.
"Il 21 giugno - ha aggiunto Patuanelli - ho convocato una riunione col MiTE e con la Protezione civile per fare il punto della situazione rispetto all'agricoltura. Al momento preoccupano il mondo agricolo soprattutto le colture di mais e soia, ed è in forte sofferenza il riso. Un po' meno preoccupazioni per il grano tenero e duro che anzi ha maggiori possibilità di stoccaggio per la stagione autunno/inverno per l'assenza di umidità".

"In generale - ha concluso Pautanelli - il Sistema Paese non ha brillato sul tema per infrastrutture e per le competenze ripartite in tre ministeri: Infrastrutture e Trasporti, MiTE, e MPAAF. E ciò non agevola il coordinamento degli interventi per una tenuta del sistema idrico nazionale anche in un momento di siccità".

Centinaio: "Io non c'ero, e se c'ero dormivo"

"A fronte di una situazione grave e drammatica per quanto riguarda l'agricoltura, si sta pensando ad un Decreto, con varie ipotesi sul tavolo, per aiutare i settori e le Regioni che sono maggiormente in difficoltà". Lo ha detto il Sottosegretario al MiPAAF Gianmarco Centinaio, intervenuto alla trasmissione L'Italia s'è desta su Radio Cusano Campus.
"Dopo 70 anni anche la Pianura Padana rientra in questi territori in difficoltà, anche perché - ha precisato Centinaio - quest'anno non ha nevicato. Con i grandi fiumi come il Po che non hanno portata, in questo momento i terreni rischiano di diventare inutilizzabili perché il mare, avanzando, impatta anche sull'acqua dolce".
"Purtroppo ci interessiamo dei problemi quando diventano di moda (!) per poi dimenticarcene quando si passa a quella successiva", ha aggiunto il Sottosegretario. Proprio come se Gianmarco Centinaio e il suo partito, che da anni governa molte Regioni del Nord e del Centro, non avessero mai amministrato la cosa pubblica. Centinaio è arrivato a denunciare che "negli anni non sono stati fatti degli invasi in cui trattenere l'acqua quando ne arriva tanta. E poi c'è la mancanza di progettualità da parte di chi dovrebbe costruirli".
Secondo il 
Sottosegretario "in agricoltura avremo delle perdite di produzione importanti rispetto all'anno scorso, siamo preoccupatissimi. La zona Vercelli, Novara, Pavia, rischia di perdere più del 30% di produzione di riso, la speranza è che possa piovere nelle zone pedemontane e montane in modo da poter avere l'acqua nei fiumi in questo momento".

Foto:
unccd.int


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