A cura della redazione
Chi ama il vino e soprattutto chi vuole scoprire i segreti della sua produzione nei minimi dettagli, dalla genetica fino alla cultura millenaria che ne accompagna la storia, può approfondire ogni singolo aspetto del Sangiovese grazie all'opera dell'enologo Paolo Vagaggini che ha affidato ad un libro tutta la sua esperienza vissuta soprattutto nella sua terra d'origine, la Toscana. Questa regione ospita grandi vitigni, dal Brunello fino appunto al Sangiovese di cui Vagaggini è uno dei massimi esperti mondiali. Eccolo allora spiegare i "terpeni", quei costituenti cruciali delle resine che hanno un ruolo chiave nel rendere il Sangiovese un vino unico: ricorda "la ciliegia fresca fino alla marasca matura e all'amarena, con spunti floreali che si esprimono con viola e giaggiolo".
Il libro che si intitola "Si fa presto a dire Sangiovese. Enologia di un vitigno" ed è edito da Ampelos (205 pagine, 25 euro), fornisce i dettagli delle regole di produzione, ma anche gustosi aneddoti per lo più nel rapporto con i fattori della sua regione: dall'esplosione delle botti chiuse a fermentare, fino alla godibile storia del merlo ubriaco.
E i terpeni? Vagaggini spiega che sono "i composti odorosi così marcanti per la tipicità di un vino" e che permettono di riconoscere i vini "internazionali", cioè quelli prodotti dallo stesso vitigno in diverse zone del mondo rispetto a quelli ancorati ad un territorio specifico.
Il Sangiovese, per l'autore, è "un momento di arte liquida, un pennello con cui dipingere straordinari paesaggi, un'arpa che suona le armonie di un territorio unico e magnifico".
Il viaggio di Vagaggini che passa anche per le percezioni (alcuni capitoli sono dedicati ad esempio all'olfatto, alla vista) è intrigante per gli appassionati di un settore ad alta specializzazione ma, di questi tempi, anche ad alto rischio. "Non c'è nessuno che protegge veramente i produttori - dice Vagaggini - non c'è cassa integrazione, non si può chiedere al vigneto di non produrre se i costi di produzione sono superiori alle entrate. C'è solo la passione e il sacrificio".
Ma, conclude l'autore, "la vitivinicoltura toscana e italiana sa resistere da sempre ai venti avversi e continua, fra tutte le difficoltà, a creare vini magnifici per il piacere dei degustatori di tutto il mondo".
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