SHARE.MedWATER, il modello di gestione dell'acqua che fronteggia la scarsità idrica

SHARE.MedWATER, il modello di gestione dell'acqua che fronteggia la scarsità idrica

Al progetto partecipano 21 partner dei Paesi mediterranei. ENEA per l’Italia

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

01

Ottobre
2026

A cura della redazione

Il nuovo clima che affligge l'umanità, la variabilità delle precipitazioni e la scarsità idrica rendono indispensabile, soprattutto nell’area mediterranea, una pianificazione sostenibile della risorsa idrica, basata su una gestione che integri approvvigionamento, distribuzione, depurazione e monitoraggio dell’intero sistema idrico.

Dare risposta alle crescenti pressioni sulla disponibilità idrica e sviluppare una gestione più efficiente, resiliente e sostenibile dell’acqua nel Mediterraneo è quanto si propone il progetto europeo da 4 milioni di euro SHARE.MedWATER, al quale partecipano 10 partner e undici partner associati di 7 Paesi mediterranei, tra cui ENEA per l’Italia.

Il coordinamento delle attività progettuali ENEA è affidato a Silvia Di Fabio, ricercatrice del Laboratorio Tecnologie per la gestione circolare di acqua e reflui. Si occuperà di sviluppare, validare e implementare tecnologie innovative per il recupero, il trattamento e il riutilizzo delle risorse idriche. "SHARE.MedWATER rappresenta un passo strategico verso una gestione dell’acqua più circolare nel Mediterraneo. Integra, infatti, innovazione tecnologica, armonizzazione normativa e coinvolgimento delle comunità locali", osserva Silvia Di Fabio.

Le risorse idriche alternative sono fondamentali

La principale novità del progetto riguarda lo sviluppo di uno strumento di supporto alle decisioni a scala distrettuale per valutare il contributo delle risorse idriche alternative, l'acqua piovana, le acque grigie e quelle reflue trattate, nella riduzione dei prelievi da fonti tradizionali e per orientare le scelte degli stakeholder.
Il progetto rivolge particolare attenzione alle aree rurali e insulari, dove gli impatti della scarsità idrica sono più evidenti. Prevede sette progetti pilota: in Italia, sarà realizzato nel Comune di Cervia, in Emilia-Romagna, per il riutilizzo delle acque meteoriche.
Nel corso del progetto, saranno sviluppati due casi studio a scala distrettuale, modelli replicabili, accompagnati da un programma di capacity building transfrontaliero e da un’analisi comparata dei quadri normativi sul riuso idrico. Lo strumento di supporto alle decisioni sarà implementato e validato attraverso l’applicazione ai casi studio per supportare le amministrazioni locali nella valutazione di scenari economici, ambientali e sociali legati all’integrazione delle risorse idriche alternative in contesti territoriali differenti.
Inoltre, è stato condotto un sondaggio sull’accettabilità sociale del riutilizzo delle acque trattate nelle sette aree pilota, con l’obiettivo di rilevare percezioni, aspettative e preoccupazioni di cittadini e stakeholder. Le informazioni raccolte, in fase di elaborazione, contribuiranno a orientare lo sviluppo di strategie di riuso più efficaci, inclusive e coerenti con i diversi territori.

Foto: un chimprill

RIPRODUZIONE RISERVATA ©Copyright FOOD&TEC


Condividi su: