Progetto BIOTECH: i primi risultati

Progetto BIOTECH: i primi risultati

Il CREA ha presentato i risultati dei lavori in laboratorio su piante "non OGM" da biotecnologie evolute

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06

Giugno
2022

Il CREA ha presentato alla stampa i primi risultati di BIOTECH, il progetto di ricerca pubblica dedicato alle biotecnologie in agricoltura, in occasione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino che si è svolto il 1° giugno: "BIOTECH - afferma Luigi Cattivelli, direttore CREA Genomica e Bioinformatica e coordinatore del progetto - ha dimostrato nei fatti che le nuove biotecnologie sono uno strumento potente per rendere l'agricoltura più sostenibile, limitando l'uso di fitofarmaci, migliorando il valore nutrizionale degli alimenti e assicurando la produzione agricola, anche in un contesto di cambiamento climatico".

I primi risultati

In quattro anni di lavoro, BIOTECH ha affrontato numerosi problemi che impegnano l'agricoltura italiana, dalla resistenza alle malattie più diffuse e allo stress idrico, a una resa più elevata fino a una migliore qualità nutrizionale, e ha cercato le soluzioni, sfruttando conoscenze sui geni e sui genomi delle piante coltivate.

Pomodoro

Il CREA ha ottenuto piante capaci di bloccare lo sviluppo di alcune infestanti oppure con migliore resistenza alla salinità. Il progetto inoltre, ha contribuito alla selezione di linee con elevato contenuto di vitamina D.

Melanzane

Sono state sviluppate piante resistenti alla fusariosi o senza semi che consentono di ampliare il periodo di raccolta del frutto.

Cereali

Per i cereali sono state messe a punto piante con semi più grandi oppure con nuovi geni di resistenza alle ruggini.

Mele

Il CREA ha selezionato meli resistenti alle malattie, in particolare la ticchiolatura, che rappresenta la principale patologia del melo.

Approccio e prospettive

Il progetto Finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel 2018, e coordinato dal CREA con la partecipazione anche di università ed enti di ricerca pubblici, è giunto quasi alla sua scadenza.
Le biotecnologie sostenibili sono le nuove tecniche per la mutagenesi mirata (Genome Editing) e il trasferimento di geni tra piante della stessa specie (Cisgenesi). "In entrambi i casi - afferma il CREA in una nota - non si verifica l'inserimento di tratti DNA provenienti da organismi distanti, per cui, in realtà, queste piante sono sostanzialmente diverse dai tradizionali OGM. Al contrario, esse sono molto più simili a quelle ottenibili, con maggiore difficoltà, minore efficienza e tempi assai più lunghi con i metodi convenzionali".
Molti altri prodotti sono in fase di completamento a cominciare da vite, pero, kiwi e basilico resistenti a particolari malattie, pomodori e agrumi arricchiti in antiossidanti, agrumi con semi più piccoli, uva da tavola senza seme.

Lontano dai campi

Allo stato attuale, queste piante, anche se sostanzialmente diverse dagli OGM, sono oggetto della stessa norma che regola le piante transgeniche, che non consente la loro sperimentazione in campo. Per questo i risultati disponibili derivano tutti da prove realizzate in laboratorio. Il CREA ricorda che "per passare dal laboratorio alla realtà dei campi serve una nuova normativa".


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