Prezzi al consumo 2021, l'ISTAT conferma: +3,9%

Prezzi al consumo 2021, l'ISTAT conferma: +3,9%

L'ascesa dell’inflazione è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni alimentari. Impatto più ampio sulle fasce deboli della popolazione

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

18

Gennaio
2022

L'Istituto Nazionale di Statistica ha appena confermato le proiezioni inflattive circolate nei giorni scorsi, e in proiezione futura la notizia è assai negativa per i consumatori, soprattutto quelli che appartengono alle fasce deboli di una società sempre più diseguale. Nel mese di dicembre 2021 si calcola, infatti, che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, sia aumentato dello 0,4% su base mensile e del 3,9% su base annua, da +3,7% di novembre, confermando la stima preliminare.
In media, nel 2021 i prezzi al consumo registrano una crescita pari a +1,9% (-0,2% nell’anno precedente). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +0,8% (+0,5% nel 2020) e al netto dei soli energetici a +0,7%, come nell’anno precedente.

L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%).

Seguono i beni durevoli (da +0,4% a +0,8%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9% a +2,3%).
I prezzi dei beni energetici continuano a crescere in misura molto sostenuta, pur rallentando da +30,7% a +29,1%, a causa di quelli della componente non regolamentata, da +24,3% a +22,0%, mentre la crescita dei prezzi della componente regolamentata rimane pressoché stabile: da +41,8% a +41,9%.

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +1,5% e a +1,6%.
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, da un lato ai prezzi dagli alimentari non lavorati (+1,1%) e dei beni durevoli (+0,6%), dall’altro alla crescita, a causa di fattori stagionali, dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,9%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona raddoppiano la loro crescita da +1,2% a +2,4%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano da +3,7% a +4,0%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,5% su base mensile e del 4,2% su base annua, da +3,9% di novembre, confermando la stima preliminare. La variazione media annua del 2021 è pari a +1,9% (-0,1% nel 2020).

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e del 3,8% rispetto a dicembre 2020. La variazione media annua del 2021 è pari a +1,9% (era -0,3% nel 2020).

Nel 2021 l’impatto dell’inflazione, misurata dall’IPCA, è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa: +2,4%. +1,6% per quelle con maggiore capacità di spesa.

Foto by thomasswilliams


Condividi su: