Presunta truffa fondi UE: sequestrati 2 mln a Unione italiana Vini

Presunta truffa fondi UE: sequestrati 2 mln a Unione italiana Vini

La società cooperativa è indagata insieme a Veronafiere Spa. UIV: "Fiducia nella magistratura e nel management coinvolto"

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20

Settembre
2022

I finanzieri del Comando provinciale di Milano, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla sede del capoluogo lombardo della Procura Europea (European public prosecutor’s office), hanno eseguito un Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente di poco più di 2 milioni di euro nei confronti della società cooperativa Unione Italiana Vini (UIV). Il provvedimento è stato disposto dal GIP di Verona, Livia Magri.

L’indagine dei militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, denominata In vino veritas, coinvolge UIV, Veronafiere Spa e tre persone fisiche, ossia l'AD di Unione Italiana Vini, Paolo Castelletti, Alessio Aiani, direttore finanziario di UIV e Pietro Versace, consulente sia di UIV sia di Veronafiere Spa.
Spiegano gli investigatori che vi è "un’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di matrice unionale, connesse alla partecipazione ad un bando europeo per la promozione di prodotti agricoli, nel mercato interno e nei Paesi terzi".

L’operazione è partita nel 2018 quando UIV ha partecipato al bando europeo Native Grapes Academy-Nga per promuovere il vino italiano. L’obiettivo del bando era quello, appunto, di utilizzare i fondi stanziati da Bruxelles per far conoscere il prodotto in giro per il mondo, ma sembra che dall’inchiesta sia emerso un quadro ben diverso. Accanto all’Unione, che riunisce cantine storiche come Frescobaldi, Zonin, Sartor, si è schierata anche la greca Zante Coop che ha permesso di partecipare in quanto se avessero aderito due o più Paesi membri sarebbe stato possibile ricevere i fondi Ue. A promuovere il vino italiano e greco, con tour e degustazioni anche in Nord America e in altri continenti, ci avrebbe dovuto pensare Veronafiere che era stata inserita in qualità di Implementing body, ovvero organo di attuazione del progetto Nga per l’intero ammontare di oltre 5 milioni di euro
In pratica la presunta frode ai danni dell’Unione Europea "riguarda l’ottenimento di un finanziamento diretto, di 5.061.358,20 euro, di cui 2.085.810,96 già erogati, in due tranche, una nel 2018 e una nel 2020, dalla Agenzia esecutiva dell’Unione europea per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA) e incassati dalla cooperativa, in qualità di beneficiario-coordinator del progetto".

I finanzieri precisano che "le indagini hanno evidenziato la presenza di illeciti accordi tra la cooperativa (beneficiario-coordinator) e il soggetto esecutore del progetto europeo (esecutore-implementing body), tesi a consentire al coordinator di vedersi riconosciuto un ingiusto profitto non contemplato dal progetto il quale, invero, prevedeva che il beneficiario avrebbe sostenuto il 20% dei costi dell’attività oggetto dei sussidi, non maturando quindi alcun guadagno".
Sempre secondo l’ipotesi investigativa, il sistema fraudolento consisterebbe infatti "nella pre-individuazione della società che avrebbe svolto il ruolo di implementing body, la quale si sarebbe poi agevolmente aggiudicata la successiva procedura di selezione. Inoltre, "le due società hanno anche stipulato un contratto di servizi denominato "Accordo quadro", apparentemente indipendente dal progetto ma in realtà destinato a dissimulare la retrocessione al coordinator del progetto, di un importo pari al 35% del costo ammissibile".
In tal modo, sempre secondo l’accusa, "le due imprese coinvolte nell’indagine avrebbero indotto in errore la competente Agenzia dell’Unione Europea, circa l’effettiva esistenza di un nesso strutturale e di un conflitto di interessi tra le parti, nonché sulla reale destinazione dei fondi erogati".

Le reazioni di UIV e Veronafiere

"Unione Italiana Vini, informata sugli sviluppi dell’indagine a carico di Unione Italiana Vini Società Cooperativa e dei suoi vertici, anche alla luce del buon operato e della trasparenza da sempre dimostrata, confida in un rapido chiarimento della vicenda ed esprime piena fiducia nella magistratura, così come nell’operato del management coinvolto". È quanto si legge in una nota diffusa da UIV in seguito alla notizia del sequestro preventivo per equivalente, di poco più di due milioni di euro nei confronti della società cooperativa, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla sede del capoluogo lombardo della Procura Europea con l’ipotesi di truffa aggravata in relazione a fondi UE.

Veronafiere, da parte sua, ha pubblicato una nota in cui precisa che "la società non è destinataria di alcun provvedimento di sequestro" e, "per quanto noto, nessun dirigente o dipendente risulta sottoposto ad indagini". Veronafiere "confida pertanto nell'operato della Magistratura e nell'accertamento della propria estraneità ad eventuali ipotesi di illeciti nei confronti dell'Unione Europea".

Foto: unioneitalianavini.it


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