Pratiche Sleali: pubblicato in Gazzetta il Decreto attuativo

Pratiche Sleali: pubblicato in Gazzetta il Decreto attuativo

Dal 15 dicembre sono applicabili le norme che vietano le pratiche commerciali non sostenibili in filiera

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02

Dicembre
2021

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 198  in attuazione della Direttiva UE 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, nonché dell'articolo 7 della legge 22 aprile 2021, n. 53, in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari.
La direttiva europea vieta le pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare sia tra imprese sia in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli.  

Ricordiamo che a luglio 2021, la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione contro l'Italia per il ritardo nel recepimento della Direttiva UE 2019/633.

"Con la pubblicazione del Decreto - scrive il MiPAAF in una nota - vengono definitivamente riequilibrati i rapporti di forza tra le parti negli scambi commerciali, garantendo così un maggiore equilibrio tra gli agricoltori, i produttori e le aziende danneggiate dalla corsa al ribasso e da pratiche non sostenibili."

Dal 15 dicembre, data in cui entrerà in vigore il provvedimento, proposto dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, di concerto con i Ministri degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, della Giustizia, dell'Economia e delle finanze e dello Sviluppo economico, non sarà più possibile imporre condizioni contrattuali eccessivamente gravose, come ad esempio la vendita di prodotti agricoli e alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione.  
Fra le 27 pratiche sleali, ricordiamo che sono vietate anche:

  • le vendite dei prodotti agricoli e alimentari attraverso il ricorso a gare e aste elettroniche a doppio ribasso
  • i pagamenti tardivi per i prodotti agricoli e alimentari. Per i prodotti deperibili il termine è fissato al superamento del trentesimo giorno dalla consegna; per i prodotti non deperibili, il termine è al sessantesimo giorno dopo la consegna
  • l'imposizione all'acquirente da parte del fornitore di prodotti con date di scadenza troppo brevi
  • la cancellazione degli ordini all'ultimo minuto (con un preavviso inferiore a 30 giorni)
  • le modifiche unilaterali o retroattive ai contratti
  • la richiesta al fornitore di pagamenti non connessi alla vendita
  • l'obbligo imposto al fornitore di pagare per il deterioramento o la perdita dei beni nei locali dell'acquirente senza che vi sia stata colpa del fornitore per l'accaduto
  • il rifiuto di conferma scritta da parte dell'acquirente delle condizioni dell'accordo, salvo che esso riguardi i prodotti consegnati da un socio di un'organizzazione di produttori
  • l'utilizzazione di segreti commerciali del fornitore da parte dell'acquirente
  • la minaccia di ritorsioni commerciali nei confronti del fornitore che voglia esercitare i diritti contrattuali e legali ad esso spettanti
  • la richiesta del costo sostenuto per esaminare i reclami dei clienti in assenza di negligenze da parte del fornitore.

L'ICQRF - Dipartimento dell'Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del MiPAAF è designato autorità nazionale di contrasto deputata all'attività di accertamento delle violazioni delle disposizioni previste e all'irrogazione delle relative sanzioni amministrative.

Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 198

Foto: MiPAAF


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