Plastica monouso: slitta l’entrata in vigore della direttiva europea

Plastica monouso: slitta l’entrata in vigore della direttiva europea

In Italia non è stata ancora emanato il decreto di recepimento. Incertezza sul futuro

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06

Luglio
2021

La legge di recepimento della Direttiva SUP (Direttiva UE 2019/904 ndr) da parte del Governo italiano resta una bozza e fa slittare l’entrata in vigore nel nostro Paese delle nuove regole europee, relative alla produzione di una serie di articoli in plastica, tra i quali le palettine per caffè e gli agitatori per bevande (bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, prodotti in polistirene espanso e tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile ndr).
La Commissione europea lo scorso 31 maggio aveva fornito orientamenti e linee-guida specifici per l'applicazione armonizzata delle norme sulla plastica monouso (ndr).

La paventata data del 3 luglio sarà, quindi, sostituita da nuova data, di cui al momento manca l’ufficialità, sebbene si sia diffusa notizia che la bozza diventerà legge il prossimo mese di ottobre.
Non è chiaro se lo slittamento sia stato causato dalla cronica lentezza burocratica del nostro Paese o, piuttosto, dal dialogo che si è aperto con la Commissione europea su due particolari punti critici della Direttiva: la bioplastica e i prodotti in carta con film plastico inferiore al 10%.

È la stessa Commissione a darne nota, sottolineando che per quanto riguarda il recepimento della Direttiva da parte dell’Italia, si è evidenziato il rischio di procedura di infrazione poiché nella bozza di recepimento l’Italia avrebbe aperto una finestra sulle bioplastiche compostabili, inserendo la seguente postilla: "Ove non sia possibile l’uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti elencati nella parte B dell’allegato, è consentita l’immissione nel mercato dei prodotti qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 e con percentuali di materia prima rinnovabile superiori al 50%".

Tale deroga non sarebbe piaciuta alla Commissione europea, pronta ad avviare una procedura d’infrazione contro il nostro Paese, un’azione che per il momento resta in stand by. Di norma le procedure d’infrazione sono precedute da un dialogo tra la Commissione e il Paese che ne è responsabile e, pertanto, al momento si sa solo che il nostro Ministero della Transizione Ecologica sta serratamente discutendo con i referenti europei sui due temi più sensibili: la bioplastica compostabile, che la Direttiva assimila alle plastiche in generale, e al monouso di carta rivestito di film plastico. Su quest’ultimo punto si sta cercando di far passare le linee guida del nostro Paese, secondo le quali i monouso PAP non rientrano nelle plastiche se il contenuto di plastica arriva al massimo del 10%.

È vero che la produzione degli articoli che sarebbero stati banditi dal 3 luglio può continuare, ma è anche vero che il clima d’incertezza che dominerà i prossimi mesi, costringerà i produttori di palette a mantenere il freno, in attesa di comunicazioni chiare e definitive.
Fonte: vendingnews.it

IK critica sul recepimento della Direttiva SUP

L'associazione tedesca dei produttori di imballaggi in plastica IK Industrievereinigung Kunststoffverpackungen ha rilasciato una nota che critica da un lato la poca chiarezza applicativa della Direttiva sugli articoli di plastica monouso, adottata in un modo troppo frettoloso lasciando molte domande senza risposta, e, dall'altro, la disomogeneità nel recepimento da parte degli Stati membri, in particolare in Italia e in Francia.

Secondo l'associazione, alcuni Stati membri, a differenza della Germania, non avrebbero adottato nei propri ordinamenti la direttiva in tempo utile e, in alcuni casi, sono addirittura andati oltre il testo del regolamento.

La critica all'Italia riguarda l'apertura alle bioplastiche e le eccezioni richieste ai bicchieri con rivestimento in plastica, mentre quelle alla Francia si concentrano sull'etichettatura dei prodotti contenenti plastica, prevista dalla normativa. A giustificazione delle decisioni prese nei diversi paesi, IK adduce il ritardo nella pubblicazione delle linee guida e la presenza, in questo documento, di indicazioni talvolta contraddittorie.

"L'attuazione caotica della direttiva UE sulla plastica monouso è un campanello d'allarme per i politici affinché in futuro rinuncino a simili decisioni populiste - commenta Martin Engelmann, direttore dell'associazione - anche in vista dell'imminente revisione della direttiva UE sugli imballaggi".
"Un'ulteriore frammentazione del mercato interno in diversi ambiti normativi per gli imballaggi non solo renderebbe più difficile lo scambio di merci, per lo più confezionate, all'interno della UE, ma fornirebbe anche un pessimo servizio all'obiettivo di economia circolare per gli imballaggi in plastica. Alla fine, sarà il consumatore a pagare il conto, sotto forma di prezzi più alti e una gamma limitata di beni a disposizione".
Fonte: © Polimerica

Photo by Paolo Margari


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