PFAS: per l'EFSA bisogna abbassare la dose tollerabile

PFAS: per l'EFSA bisogna abbassare la dose tollerabile

Il parere dell'Autorità, in fase di consultazione pubblica, va nella direzione di un limite più stringente ma calcolato su un gruppo di quattro PFAS principali e non sulle singole sostanze

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26

Febbraio
2020

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha proposto di abbassare la dose settimanale tollerabile di un gruppo di quattro sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), le più persistenti nell'ambiente.
PFAS sono sostanze chimiche artificiali comprendente l'acido perfluoroottanoico (PFOA), il perfluoroottano sulfonato (PFOS), l'acido perfluorononanoico (PFNA), l'acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS) e molte altre che vengono prodotti e utilizzati in diversi tipi di applicazioni industriali. Alcuni PFAS come PFOA e PFOS, PFNA e PFHxS non si scompongono nell'ambiente né nell’organismo umano e possono accumularsi nel tempo. L'esposizione ai PFAS può causare effetti nocivi sulla salute.
Le persone possono venire esposte ai PFAS in diversi modi, e uno di questi è il cibo. Gli alimenti possono venire contaminati da:

  • terreno e acqua inquinati utilizzati per coltivarli
  • PFAS concentratisi nell’organismo di animali tramite mangimi e acqua
  • imballaggi alimentari contenenti PFAS
  • attrezzature contenenti PFAS utilizzati durante le lavorazioni alimentari.

Circa gli effetti nocivi, per il PFOS si registra un aumento del colesterolo totale nel siero per gli adulti e la diminuzione della risposta degli anticorpi alla vaccinazione nei bambini. Per il PFOA si registra un aumento del colesterolo totale nel siero e un incremento delle percentuali di soggetti con alti livelli dell’enzima epatico alanina aminotransferasi (ALT) nel siero, con rischio di danni al fegato. Per PFOS e PFOA è stata riscontrata anche una riduzione del peso alla nascita.

Studi su animali esposti dimostrano una tossicità con effetti sul tratto gastrointestinale e sul fegato, effetti irritativi cutanei e oculari, alterazione del livello degli ormoni tiroidei. I dati disponibili sull'uomo sono limitati, ma quelli sugli animali riportano una possibile associazione fra esposizione prolungata ad alte dosi di PFOA e PFOS a forme tumorali.
Nel 2018 EFSA ha indicato per il PFOA una dose settimanale tollerabile pari a 6 nanogrammi per kg di peso, corrispondenti a 0,86 nanogrammi al giorno. Per il PFOS ha indicato una dose settimanale tollerabile pari 13 nanogrammi per kg di peso, corrispondenti a 1,86 nanogrammi al giorno.

L'attuale parere dell'Agenzia aggiorna, per l'appunto, quello del 2018 su sole due sostanze prese individualmente, ed è stato realizzato grazie alla metodologia MixTox che consente di valutare il rischio per la salute di una miscela di chimici, noto anche come effetto cocktail. EFSA propone di fissare una dose settimanale tollerabile di 8 ng/kg di peso corporeo alla settimana per quattro PFAS. Scendiamo nel dettaglio del parere grazie all'intervista rilasciata dalla professoressa Tanja Schwerdtle, Presidente del gruppo di lavoro che ha coadiuvato il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) a redigere il parere sui PFAS, attualmente sottoposto a consultazione pubblica fino al 20 aprile 2020.

Potrebbe descrivere brevemente il lavoro svolto? Quali sono i punti principali?
Abbiamo proposto una dose settimanale tollerabile di gruppo (DST) per quattro PFAS principali che si accumulano nell'organismo, individuato i gruppi di popolazione più esposti e l'effetto critico collegato all'esposizione ai PFAS negli animali e nell’uomo. Abbiamo poi individuato gli alimenti che contribuiscono maggiormente all'esposizione a questi quattro PFAS, ovvero: acqua potabile, pesce, frutta, uova e prodotti a base di uova.

Perché gli esperti hanno creato una DST di gruppo piuttosto che DST singole?
Nel nostro precedente parere, quello del 2018, abbiamo fissato due DST, una per il PFOS e una per il PFOA. In questo nuovo parere, ancora in bozza, abbiamo valutato nuovamente queste due DST tenendo conto delle nuove conoscenze scientifiche che nel frattempo sono emerse, anche quelle sui PFAS diversi da quelli valutati nel 2018. Per fare ciò ci siamo avvalsi delle lineee guida MixTox dell’EFSA pubblicate l'anno scorso, che ci hanno messo a disposizione metodologie e strumenti per valutare l'esposizione congiunta a più sostanze chimiche compresenti. Di conseguenza abbiamo impostato una singola DST di gruppo di 8 ng/kg di peso corporeo alla settimana per PFOA, PFNA, PFHxS e PFOS, sulla base degli effetti osservati nell'uomo.

Per quale motivo gli esperti hanno cambiato l'effetto critico dall'influsso sul colesterolo alla diminuzione della risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni?
Nel suo parere del 2018 l'EFSA ha considerato l'aumento del colesterolo come l'effetto critico per gli adulti a causa del suo nesso con le malattie cardiovascolari, comune problema di salute pubblica. Nel frattempo sono emersi nuovi dati sugli effetti dei PFAS negli animali e nell'uomo e sono stati pubblicati nuovi studi scientifici che mettono in discussione il legame diretto tra esposizione ai PFAS e aumento dei livelli di colesterolo. Ciò non vale per gli effetti sulla diminuzione della risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni, individuata come effetto pertinente anche nella valutazione precedente. La nuova DST proposta è anche protettiva nei confronti di altri eventuali effetti sulla salute, come l'aumento di colesterolo nel sangue.

Quali sono i gruppi più esposti? Questa DST è protettiva anche per i neonati?
Secondo la valutazione dell'esposizione dell'EFSA, i neonati, i bambini piccoli e gli altri bambini sono i più esposti. La gravidanza e l'allattamento al seno sono i principali fattori che contribuiscono all'esposizione dei neonati. La nuova DST è stata impostata in modo tale da proteggere i neonati da un'esposizione elevata.

Quali sono le attuali lacune conoscitive e su quali aspetti vi augurate di ricevere maggiori riscontri durante la consultazione pubblica?
Siamo interessati a ricevere riscontri su tutti gli aspetti del nostro parere scientifico. In particolare sarebbe utile ricevere, per un'ampia serie di gruppi di alimenti, un maggior numero di dati sulla presenza delle sostanze in questione ottenuti con metodi analitici più sensibili, che permettano di rilevare i PFAS a bassi tenori. Sarebbe auspicabile ricevere anche maggiori informazioni sulla potenza relativa dei 4 PFAS che abbiamo valutato, ma anche di altri rinvenuti negli alimenti.

In che modo le diverse parti possono dare un contributo al parere conclusivo?
La bozza di parere scientifico è disponibile a consultazione pubblica fino al 20 aprile 2020. Si tratta di un’ottima occasione per fornire contributi e commenti. Inoltre il 12 marzo l'EFSA organizzerà a Bruxelles una riunione tecnica aperta a tutti. In tale incontro l'EFSA spiegherà l'approccio seguito per redigere il parere e risponderà a tutte le domande dei partecipanti. L’opinione del pubblico per noi è estremamente preziosa.

Public consultation on the draft scientific opinion on the risks to human health related to the presence of perfluoroalkyl substances in food


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