Peste suina africana: il Ministero istituisce la zona infetta

Peste suina africana: il Ministero istituisce la zona infetta

Emanato il dispositivo dirigenziale: sono 146 i comuni interessati

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12

Gennaio
2022

Continua a correre la peste suina: sono 146 i Comuni italiani individuati dal Ministero della Salute come zona infetta da PSA. Il dispositivo dirigenziale emanato l'11 gennaio 2022 dalla Direzione Generale della Sanità Animale mette sotto stretta sorveglianza un’area compresa tra le regioni Piemonte e Liguria, che interessa in particolare le provincie di Alessandria e di Genova.

L’istituzione della zona infetta fa seguito a al provvedimento della Commissione Europea sull’Italia e alle riunioni degli esperti nazionali convocate dal Ministero della Salute.

I casi

Il Centro di Referenza nazionale per le pesti suine (CEREP presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche) il giorno 7 gennaio  ha confermato la presenza del virus di Peste suina africana (PSA) in una carcassa di cinghiale rinvenuta nel Comune di Ovada, in Provincia di Alessandria, e il giorno 11 gennaio ha confermato altri due casi in due carcasse rinvenute rispettivamente una nel comune di Fraconalto (AL) a circa 20 km dal primo ritrovamento, e l’altra nel comune di Isola del Cantone (GE).

La Peste suina africana è un malattia virale infettiva trasmissibile che colpisce i suini domestici detenuti e cinghiali selvatici e che è regolata ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento UE 2016/429 "Normativa in materia di sanità animale" come integrato dal Regolamento di esecuzione UE 2018/1882 della Commissione europea.
Tenuto conto che la peste suina africana può avere gravi ripercussioni sulla salute della popolazione animale interessata e sulla redditività del settore zootecnico suinicolo, incidendo in modo significativo sulla produttività del settore agricolo a causa di perdite sia dirette sia indirette con possibili gravi ripercussioni economiche in relazione al blocco delle movimentazioni delle partite di suini vivi e dei relativi prodotti derivati all’interno dell’Unione e nell’export, e alla luce del resoconto della riunione del 7 gennaio del Gruppo operativo degli esperti che, tra l’altro, ha provveduto ad effettuare una valutazione epidemiologica finalizzata alla definizione della zona infetta sulla base dei criteri di cui all’articolo 63 del Regolamento UE 2020/687 dove attuare tutte le misure di cui agli articoli da 63 a 67 del Regolamento delegato (UE) 2020/687 e quelle di cui al Regolamento di esecuzione (UE) 2021/605;
visto altresì il verbale della riunione l’Unità centrale di crisi come regolamentata dall’articolo 5, del DPR n. 44 del 28.03.2013, convocata in data 10 gennaio che, preso atto e approvate le valutazioni e indicazioni presenti nel resoconto della riunione del Gruppo operativo degli esperti ha collegialmente deliberato la definizione della zona infetta oltre all’attivazione di tutte le misure di cui alla normativa europea per il controllo e la prevenzione della diffusione della malattia, il Ministero dispone che la zona infetta comprende i territori dei Comuni di cui all’allegato 1 individuati sulla base dei luoghi di ritrovamento delle tre carcasse di cinghiali selvatici situati nei Comuni di Ovada (AL), di Isola del Cantone (GE) e di Fraconalto (AL).
L’allegato 1 potrà essere modificato sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica e del ritrovamento di ulteriori casi positivi confermati.

Dispositivo Ministero della Salute PSA →
Zona infetta PSA →

Fonte: sivempveneto.it


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