Persistenza di SARS-CoV-2 negli impianti di macellazione

Persistenza di SARS-CoV-2 negli impianti di macellazione

Studio USA rivela che i virus sopravvivono per lunghi periodi ad alte concentrazioni su carne e pesce

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Giugno
2022

Un lavoro recentemente pubblicato dall’Istituto di Sanità Pubblica del Texas, Persistence of Coronavirus Surrogates on Meat and Fish Products during Long-Term Storage, torna sull’argomento della sopravvivenza di SARS-CoV-2 negli impianti di macellazione, fornendo nuove evidenze sperimentali a quelle epidemiologiche, che hanno rivelato come il contagio sia rilevante in tale settore non sanitario di attività, al pari della logistica.
In particolare lo studio ha voluto approfondire le condizioni e le procedure dei macelli o degli impianti di lavorazione della carne che trasferiscono le particelle virali alla carne, pollame e frutti di mare durante la macellazione, la lavorazione, lo stoccaggio o il trasporto degli delle derrate.
Per fare questo, è stata verificata la sopravvivenza di un batteriofago a RNA con involucro lipidico, phi 6, oltre a due coronavirus animali, il virus dell’epatite murina (MHV) e della gastroenterite trasmissibile (TGEV), come surrogati SARS-CoV-2 per la loro sopravvivenza in varie condizioni di conservazione a freddo in carni e pesce, per 30 giorni. I surrogati virali differivano nella sopravvivenza, a seconda del prodotto alimentare e della temperatura, ma nel complesso i virus sono sopravvissuti per lunghi periodi di tempo ad alte concentrazioni sia a temperatura refrigerata sia congelata.

Le evidenze del lavoro impattano sul dibattito aperto a livello di WTO, riguardo ad alcuni respingimenti da parte della Repubblica Popolare Cinese di partite alimentari importate, per la rilevazione di materiale genetico di SARS-CoV-2 sulla superficie degli alimenti e sui materiali a contatto. Fino ad ora, si era ritenuto che tale materiale genetico potesse non essere associato alla presenza di virioni interi e quindi infettanti. 
Rimane tuttavia da stabilire quale possa essere la carica infettante, anche in considerazione delle nuove varianti.

Questa evidenza sottolinea ancora una volta la necessità di approcci integrati One Health che vengano condivisi dal mondo produttivo per abbattere drasticamente la introduzione e circolazione virale negli impianti di macellazione e sezionamento, attraverso le più opportune misure di prevenzione ed igiene, compresa una adeguata formazione ed informazione degli operatori.
Il Sivemp Veneto si è già fatto promotore di iniziative in tale senso a tutela della sicurezza e accesso alla risorsa alimentare e alla tutela della salute negli ambienti di lavoro.
Persistence of Coronavirus Surrogates on Meat and Fish Products during Long-Term Storage →

Fonte: sivempveneto.it


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