Patuanelli:

Patuanelli: "Il clima mina la produzione agricola. Gestione del rischio da cambiare"

Analisi impietosa al Macfrut. Coldiretti: "Nel 2021 perso 1 frutto su 4"

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Settembre
2021

Il riscaldamento globale e le calamità naturali sono sempre più una costante che mina la produzione agricola: per questo vanno riviste le politiche di sostegno agli agricoltori. È il messaggio lanciato dal Ministro per le Politiche Agricole Alimentari Stefano Patuanelli all'inaugurazione della fiera Macfrut a Rimini, il primo evento a livello europeo in presenza dedicato al settore dell'ortofrutta.

Il Ministro ha fatto il punto sul mondo dell'agricoltura dicendo che occorre "passare da un sistema di gestione del rischio come indennizzo ex post a un sistema di sostegno del reddito". "Ormai - ha spiegato Patuanelli - il cambiamento climatico non porta più a ritenere come estremi e intermittenti gli eventi atmosferici e le calamità". E ha fatto l'esempio di fenomeni come parassiti, cimici asiatiche, gelate, siccità, alluvioni e grandinate.
Sempre più spesso in tutta Italia si verificano eventi di grande portata che riducono la produzione agricola. Per questo, ha annunciato il ministro, "va rivisto il sistema di gestione del rischio con soluzioni che vadano a sostenere il reddito degli agricoltori e dei produttori".

Frutta: -27% la produzione italiana

I dati diffusi dalla Coldiretti in apertura della fiera riminese parlano chiaro: in un 2021 segnato in media da sei eventi meteo estremi al giorno, diamo l'addio a quasi 1 frutto su 4 per il crollo di oltre il 27% della produzione nazionale. Questi numeri drammatici emergono dal report 2021, l'anno nero della frutta made in Italy diffuso, appunto, da Coldiretti al Macfrut di Rimini.

Il gelo in primavera e un'estate divisa tra siccità e violenti temporali, sottolinea la Coldirettii, hanno prima danneggiato le fioriture, e poi i frutti con raccolti scesi al minimo da inizio secolo.
A calare, rispetto alla media dei cinque anni precedenti, sono tutti i prodotti: mele (-12%), pere (-69%), susine (-33%), kiwi (-29%), albicocche (-37%), pesche (-48%), ciliegie (-20%). Una situazione difficile per i produttori che, in molti casi, hanno perso un intero anno di lavoro, ma anche per i consumatori che hanno dovuto affrontare l'aumento dei prezzi.

Il settore ortofrutticolo, ricorda la Coldiretti, garantisce all'Italia 440mila posti di lavoro, il 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro l'anno tra fresco e trasformato; questo grazie all'attività di oltre 300mila aziende agricole su più di 1 milione di ettari coltivati.
In questa situazione, gli strumenti di gestione del rischio sono fondamentali: "è imprescindibile sostenere l'adesione delle aziende a questi strumenti - conclude il presidente Coldiretti Ettore Prandini - considerato che, ad oggi, meno del 20% della produzione lorda vendibile agricola risulta assicurata".


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