PAC, il Parlamento europeo dà il via libera definitivo

PAC, il Parlamento europeo dà il via libera definitivo

Stanziati 387 miliardi, 50 per l'Italia. 1/4 dei fondi indirizzati agli ecoschemi di rilevanza ambientale. Critici i Verdi: "criteri troppo vaghi"

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24

Novembre
2021

Il Parlamento Europeo ha votato a favore della nuova PAC riconoscendo alla nuova Politica Agricola Comune l’obiettivo di essere "più verde, più equa, più flessibile e trasparente". Dopo l’approvazione formale del Consiglio UE, le nuove regole sulla PAC saranno applicabili dal 1° gennaio 2023. Fino ad allora, è vigente un regime provvisorio varato per il protrarsi dei negoziati.
L’UE con la nuova PAC stanzia 387 miliardi per le politiche agricole fino al 2027; 50 andranno all'Italia. In questo modo si chiude il lungo iter iniziato nel 2018 e la prima critica degli ambientalisti è proprio la vetustà e l'inadeguatezza dell’impianto dei regolamenti che sono chiamati a confrontarsi con i nuovi obiettivi del Green Deal.

La nuova PAC secondo il Parlamento europeo...

In Parlamento, il sostegno alla Politica Agricola Comune 2021-2027 è stato molto ampio: a votarla oltre il 65% dei deputati. Durante i negoziati, i deputati hanno insistito sul fatto che il rafforzamento della biodiversità e il rispetto delle leggi e degli impegni ambientali e climatici dell’UE saranno fondamentali per l’attuazione della nuova PAC. Mentre la Commissione valuterà se i piani strategici nazionali sono in linea con questi impegni, gli agricoltori dovranno conformarsi a pratiche rispettose del clima e dell’ambiente.
I provvedimenti sulla PAC sono tre: il "Regolamento sui piani strategici" è stato approvato con 452 voti favorevoli, 178 contrari e 57 astensioni; il "Regolamento orizzontale" con 485 voti favorevoli, 142 contrari e 61 astensioni e il "Regolamento sull'organizzazione comune dei mercati" con 487 voti favorevoli, 130 contrari e 71 astensioni.

Con le nuove regole, i Paesi membri dovranno garantire che almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale e almeno il 25% dei pagamenti diretti siano destinati a misure ambientali e climatiche.
Almeno il 10% dei pagamenti diretti dovrà essere utilizzato a sostegno delle piccole e medie aziende agricole, almeno il 3% del bilancio della PAC dovrà andare ai giovani agricoltori.
Aumenterà sia il controllo delle norme europee sul lavoro in agricoltura sia le sanzioni per le infrazioni.

I deputati hanno anche votato la creazione di un fondo di riserva per le crisi con una dotazione annua di 450 milioni di euro a disposizione degli agricoltori in caso di instabilità dei prezzi o del mercato.

"È una PAC più sociale - ha affermato Norbert Lins, Presidente della Commissione per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale del Parlamento europeo - e che proteggerà maggiormente l'ambiente e la biodiversità". La relatrice Ulrike Mueller, invece, ha ammesso che "il Green deal avrebbe potuto essere più ambizioso" e chi ha sostenuto la riforma parla di "buon compromesso su sicurezza alimentare ed equità sociale".

Nell'Europarlamento i più contrari alle nuove norme sono i deputati Verdi: "La riforma della PAC - ha affermato l'eurodeputata Rosa D'Amato - è uno schiaffo al pianeta e ai piccoli agricoltori. I suoi sostenitori, dal Pd alla Lega, passando dal M5s, continuano a dichiarare che questa riforma salvaguarda gli interessi degli agricoltori italiani. Quello che non dicono è di quali agricoltori: non certo delle piccole e medie aziende, che continueranno a vedersi rubare le risorse a scapito di coltivazioni e allevamenti intensivi. Anche per questo sostiene il falso chi parla di progressi a favore dell'ambiente: la realtà è che gli ecoschemi previsti dalla riforma hanno maglie troppo larghe, che consentiranno ancora l'uso massiccio di pesticidi e fertilizzanti sintetici, tra le altre cose".
Per il verde Philippe Lambers, "la maggioranza ha votato scientemente per la perpetuazione di un modello di agricoltura che distrugge la Terra e la vita, e uccide i piccoli agricoltori a profitto dell’agro-industria, sette lunghi anni di più, uno spreco".
Criticato anche l'ampio margine di manovra concesso agli Stati membri: il socialista francese Eric Andrieu lo definisce "una rinazionalizzazione di fatto, un equivoco storico".

... e secondo gli ambientalisti

"L'impianto dei regolamenti approvati - ha commentato Legambiente - è rimasto quello voluto dalla Commissione Junker nel 2018. Sostanzialmente fallito, invece, il tentativo della Commissione a guida von der Leyen, e in particolare del commissario Timmermans, di modificarne l’impianto, rafforzando il perseguimento degli obiettivi del Green Deal e riducendo gli aspetti di distribuzione iniqua degli aiuti".
Secondo gli ambientalisti, il voto parlamentare ha garantito il precedente regime di distribuzione dei sussidi, in cambio di contropartite ambientali e sociali giudicate insufficienti da un ampio arco di organizzazioni e movimenti nazionali ed europei.

Inoltre, la PAC che entrerà in vigore dal 2023 definisce un importante trasferimento di responsabilità agli Stati, che già da due anni sono impegnati a definire Piani Strategici Nazionali (PNS) per gestire i finanziamenti della Politica Agricola Comune. "L’Italia - ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente - non perda l’opportunità di sviluppare un Piano Strategico per una PAC all’altezza del Green Deal europeo. Chiediamo ai ministri Patuanelli e Cingolani, coinvolti nella definizione del PSN per l’agricoltura italiana fino al 2027, di raccogliere la sfida epocale di traghettare l’agricoltura italiana verso la transizione ecologica, considerando gli immensi benefici che deriverebbero dal raggiungimento degli obiettivi delle strategie in materia di difesa della biodiversità in agricoltura, alimentazione sostenibile e lotta al cambiamento climatico".


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