A cura della Redazione F&T
Il giudice monocratico del Tribunale di Chieti, Giulia Colangeli ha assolto con formula piena per insussistenza del fatto la De Cecco di Fara San Martino e il suo Presidente, Filippo Antonio De Cecco, il direttore degli acquisti e l’allora direttore della qualità, accusati di frode in commercio sull’origine del grano utilizzato per la pasta, nell’ambito di una vicenda giudiziaria iniziata cinque anni fa scaturita dalla denuncia di un ex dirigente.
Secondo le ipotesi dell'accusa, gli imputati a vario titolo avrebbero posto in commercio nel febbraio 2022 alcuni lotti di pasta, per la maggior parte in formato lunga, alimento diverso per qualità in quanto sulle confezioni, recita l'imputazione, era riportato falsamente che la materia prima utilizzata era costituita da grano proveniente da California, Arizona e dall'Italia, mentre per il 7% circa, pari a 4.475 tonnellate, era stato impiegato grano proveniente dalla Francia.
Il PM Giuseppe Falasca aveva chiesto l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato.
I difensori, avvocati Augusto La Morgia, Marco Femminella, Marco Spagnuolo, Antonio Marino, tutti presenti quando è stato letto il dispositivo della sentenza, hanno affermato: "La vicenda nasce da un dipendente fuoriuscito dall'azienda. Ci siamo trovati a dover fronteggiare un'accusa, che poi si è rivelata completamente inesistente, adesso non conosciamo ancora le motivazioni, ma la sensazione è che il giudice entrerà profondamente nel merito escludendo qualsiasi profilo di fraudolenza e di natura ingannatoria dal punto di vista del prodotto messo in commercio. C'è soddisfazione, ovviamente, perché, sebbene non si conoscano le motivazioni, immaginiamo che il giudice possa aver compreso appieno che sia l'azienda sia i singoli manager che erano imputati non avessero in alcun modo messo in atto un disegno per frodare il consumatore. Quello che è emerso, e che è un po' curioso, è che questa famosa partita di grano francese aveva un livello qualitativo di gran lunga superiore, e quindi di livello eccellente, rispetto alla media del grano acquistato".
"La sentenza, che era attesa e non ci stupisce, conferma la correttezza del nostro operato", fa sapere in una nota la F.lli De Cecco alla notizia dell’assoluzione con formula piena. "Dopo cinque anni si chiude un capitolo doloroso che ha rischiato di mettere in discussione, senza fondamento, la serietà e l’integrità del nostro lavoro. La trasparenza aziendale, che si rispecchia nei nostri processi produttivi, è stata evidenziata già dalla requisitoria del pubblico ministero che aveva chiesto l’assoluzione per il presidente del cda Filippo Antonio De Cecco, il direttore degli acquisti Mario Aruffo, l’ex direttore della qualità Vincenzo Villani e la Fratelli De Cecco Spa".
"La prova dell’insussistenza del reato - prosegue la nota - era presente nelle carte dell’indagini, che mettevano in rilievo come la nostra azienda abbia acquistato il grano guardando non i costi, ma l’alta qualità costante nel tempo".
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