A cura della redazione
Il 42% dei consumatori italiani acquista olio extravergine di oliva direttamente dall’azienda, dal frantoio o al mercato contadino, e lo fa per la qualità. È quanto emerge dalla consumer survey realizzata da Nomisma per SOL Expo e presentata a Veronafiere durante la manifestazione dedicata alla filiera dell’olio e dell’olivo.
Stando ai risultati dell’indagine, che ha visto realizzare 2.000 interviste, il 70% degli interpellati ritiene che la qualità sia migliore se ci si rivolge direttamente ai produttori, ed è disposto a pagare mediamente 2 euro in più al litro per premiare il prodotto.
Per gli intervistati, l’EVO italiano, presente nel 96% dei carrelli della spesa, è il terzo simbolo della nostra cucina dopo pasta e pizza. Tuttavia, evidenzia l’indagine, 6 consumatori su 10 vorrebbero avere più informazioni circa le proprietà salutistiche del prodotto, e il 74% vorrebbe saperne di più sulla sostenibilità della filiera.
Per la metà degli intervistati le storie e le informazioni sul produttore o sul processo influenzano le scelte di acquisto, mentre sono il 42% quelli che al ristorante prestano attenzione all’olio messo in tavola. Circa 4 italiani su 10 (38%) vorrebbero poter scegliere l’olio dalla carta, e il 77% si aspetta che un locale prestigioso proponga oli di altrettanta qualità.
Il tema della qualità interessa soprattutto un profilo di consumatore over 60, che abita al Sud o nelle Isole, con uno stile di vita urbano. Non si tratta meramente di una questione di prezzo, quanto più di una dimensione culturale che sembra essere ancora poco radicata al Centro-Nord e tra i giovani. Una distanza, quella geografica e anagrafica, che sembra influire anche sulla propensione all’oleoturismo: sul 45% di intervistati aperti a visitare territori vocati per la produzione di olio EVO, i più interessanti provengono dal Sud e dalle Isole, hanno tra i 45 e i 60 anni, sono già frequent user di olio extravergine di oliva e acquistano già direttamente dal produttore.
Insomma dal punto di vista della comunicazione di prodotto, per l'olio EVO c'è ancora molto da fare.
Foto: freepik
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