"Nutriscore? Non passerà"

Patuanelli è certo che l'Italia vincerà la battaglia in Europa. E per tutta la filiera "esistono risorse e condizioni politiche che porteranno una forte crescita"

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

02

Settembre
2021

"Sul Nutriscore la battaglia non è ancora vinta ma sono certo che la vinceremo": questa la chiosa senza appello del Ministro Stefano Patuanelli al termine del convegno L'informazione nutrizionale in Europa fra rischi e opportunità, organizzato da Confagricoltura a Cibus.

Crescita e ancora crescita

Ma partiamo dall'inizio: per il Ministro delle Politiche Agricole e Alimentari la filiera continuerà ad essere in buona salute perché "se è vero che c'è stato un taglio di risorse della PAC, cosa di cui ovviamente non posso essere felice, abbiamo cercato di compensarlo con ampie risorse per il settore agroalimentare sul PNRR: 7 miliardi e 900 milioni diretti, più alcune misure indirette, come i 2 miliardi sull'economia circolare, 25,7 miliardi di transizione 4.0 a cui il settore agroalimentare ha accesso dall'anno scorso". Così si può guardare con ottimismo al futuro, con la certezza "che non perderemo le opportunità che le risorse che abbiamo messo in campo ci daranno. Dobbiamo essere bravi a non parcellizzare gli interventi. Dobbiamo fare le scelte che questo Paese si merita che non sempre sono state fatte". Affermazioni davvero impegnative quelle del Ministro.

Il semaforo maledetto

Allo stesso modo, per riprendere quanto detto in apertura, Patuanelli si è esposto in riferimento all'etichettatura nutrizionale a semaforo contro la quale l'Italia sta conducendo una battaglia ormai storica e che si concluderà nel 2022: "Posso dirvi - ha affermato il Ministro - che nemmeno nelle previsioni più ottimistiche di 6-8 mesi fa avrei pensato oggi di trovarmi con questo sentiment diverso rispetto all'etichettatura fronte-pacco, e, in particolare, alla critica al Nutriscore. Le due cose stanno andando in parallelo: più spieghiamo il nostro sistema a batterie, più questo viene apprezzato, e tanto più viene criticato quel sistema di condizionamento chiamato Nutriscore".

"Quali sono i prodotti che traggono maggiore vantaggio dal Nutriscore? Sono i prodotti più trasformati, con un packaging importante, sempre in plastica - ha puntualizzato il Ministro - che hanno un consumo energetico e un impatto ambientale maggiore. Su questo ragionamento abbiamo cominciato a vedere un cambio di posizione del commissario europeo Timmermans".

"Il Nutriscore è un metodo intelligente di condizionamento del consumatore e dobbiamo riconoscere che non è un sistema di informazione - ha osservato Patuanelli -. Su questo sta il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi tutti insieme: dalle forze politiche, a chi ha avuto incarichi di governo. Con la Ministra Bellanova, con il Ministro Centinaio, il Ministro di Maio, allo sviluppo economico prima di me, tutte le associazioni di categoria e le filiere. E oggi, almeno una parte della GD inizia a remare nella stessa direzione".
"Questo lavoro ai fianchi sta dando i risultati. La Spagna sta cambiando radicalmente la sua posizione. Ci sono altri Paesi che si stanno avvicinando da un lato al nostro sistema di etichettatura, il Nutrinform Battery, e dall'altro alle nostre critiche al Nutriscore", ha concluso Patuanelli battagliero e ottimista.

Cosa pensano i consumatori italiani

Gli italiani sono consumatori sempre più consapevoli e informati, leggono attentamente le etichette dei prodotti alimentari e preferiscono attingere le informazioni nutrizionali attraverso il sistema a batteria proposto dall'Italia rispetto al meno esaustivo sistema a semaforo. È questa la fotografia scattata dalla ricerca demoscopica che Agronetwork, l'associazione di promozione dell'agrindustria costituita da Confagricoltura, Nomisma e Luiss, ha commissionato a Format Research sui sistemi di etichettatura agroalimentari e il loro utilizzo da parte dei consumatori.
I risultati della ricerca sono stati presentati da Confagricoltura a Cibus proprio nel corso del convegno L'informazione nutrizionale in Europa fra rischi e opportunità, che, oltre alla presenza del Ministro Stefano Patuanelli, ha ospitato il Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti e, tra gli altri, Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare e Marco Silano, direttore dell’Unità Alimentazione, Nutrizione Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo l'indagine, per l'81% degli italiani la qualità è un elemento di primaria importanza per l'acquisto dei prodotti agroalimentari; il 62% è molto attento alle informazioni nutrizionali, mentre pesano un poco meno marca e prezzo: vi danno particolare importanza rispettivamente il 48% e il 56,3 % dei consumatori.
Dall'indagine emerge un dato importante: il 63% degli italiani acquisisce i dati nutrizionali attraverso le etichette, mentre il 30,6% si informa tramite i social media e il web.
Tra chi si affida alle etichette, il 34% preferisce il Nutrinform Battery e soltanto il 17% apprezza il Nutriscore.

Foto: stefanopatuanelli


Condividi su: