Nutriscore:

Nutriscore: "a rischio 10 ricette iconiche con formaggi DOP"

AFIDOP lancia una campagna social contro la FOP che danneggia un settore da 4 miliardi

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15

Marzo
2022

#coniFormaggiDOPeIG: una campagna social e un hashtag contro il Nutriscore sono stati lanciati da AFIDOP, l’Associazione dei Formaggi Italiani DOP con i Consorzi di Tutela dei formaggi a denominazione d’origine protetta.
Il 15 marzo 2022, nel corso di una conferenza stampa tenutasi all'Acquario Romano alla presenza delle istituzioni, insieme alla principali DOP casearie italiane, al nutrizionista Luca Piretta e allo chef Davide Oldani, AFIDOP ha presentato le contraddizioni dell’etichetta a semaforo Nutriscore, che potrebbe diventare obbligatoria in tutta Europa entro 12 mesi, e ha elencato i 10 piatti mediterranei che il Nutriscore rischia di "far sparire dalle tavole italiane e di tutto il mondo". Si tratta di ricette dove l'ingrediente distintivo è il formaggio DOP/IGP, settore che, secondo il rapporto Qualivita, conta 55 prodotti caseari e quasi 26mila operatori, che generano un valore di 4,2 miliardi di euro alla produzione, pari al 57% del comparto Cibo DOP IGP.
"Un modello - spiegano gli ideatori della campagna - che rappresenta una tradizione millenaria che nessuno in UE riesce ad uguagliare, una filiera che le decisioni di Bruxelles mettono a rischio a 30 anni esatti dalla nascita delle DOP e IGP".
Fra le ricette simbolicamente colpite ci sono la "Caprese senza mozzarella di bufala, gli Spaghetti al pomodoro senza Parmigiano Reggiano, la Carbonara senza Pecorino, il Risotto al radicchio e Gorgonzola senza Gorgonzola".
A parere degli ideatori della campagna, se approvato a livello europeo, il Nutriscore rischierebbe di mettere in ginocchio il comparto lattiero-caseario, già alle prese con la contrazione dei consumi e con l’emergenza materie prime per l’alimentazione animale innescata dal conflitto in Ucraina.

La campagna AFIDOP spiega che l’etichetta a semaforo, attribuendo un colore "sfavorevole" a prodotti come i formaggi, ne disincentiva il consumo e dà informazioni limitate e fuorvianti ai consumatori.

Secondo un’indagine di IPSOS per l’Osservatorio Waste Watcher International, realizzata su un campione di 7mila cittadini di Stati Uniti, Russia, Canada, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, per 3 consumatori su 4 le informazioni nutrizionali in etichetta possono influenzare significativamente le scelte nel carrello, e 4 su 10 cambierebbero i consumi in ragione dei colori apposti sulle etichette. In particolare, tutti i formaggi portabandiera dell’Italia nel mondo finiscono nel mirino del Nutriscore: Parmigiano Reggiano DOP, Asiago DOP, Gorgonzola DOP, Grana Padano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP e Pecorino Romano DOP, solo per citarne alcuni, classificati con il colore arancione e la lettera D, in una scala colorata, da verde scuro a rosso, e con delle lettere, da A a E, per indicare quanto un alimento sarebbe sano o da evitare.

Catastrofista la posizione di Riccardo Deserti, Presidente di OriGIn, l’Organizzazione internazionale delle Indicazioni Geografiche: "I formaggi DOP sono la spina dorsale dei prodotti di qualità dell’agroalimentare italiano, ma il futuro dell’intero settore è a rischio. Senza il mais e il girasole dell’Ucraina, il mercato globale delle materie prime per la zootecnia è andato in crisi, con ricadute su tutta la filiera lattiero casearia italiana. C’è poi lo spettro della contrazione dei consumi: oggi a renderlo ancora più evidente nel nostro settore sono le conseguenze dirette del conflitto, il caro bollette e petrolio. Ma domani potrebbe arrivare anche il Nutriscore, un sistema di etichettatura nutrizionale fuorviante che va bloccato prima di allontanare ulteriormente il consumatore dai formaggi e da altri simboli della dieta mediterranea."

Patuanelli: il Nutriscore non va limitato, va combattuto

"Accontentarsi di alcune piccole modifiche sugli algoritmi del Nutriscore o della esclusione di alcune categorie di prodotti è un rischio che non voglio correre, perché è il sistema in sè che è assurdo: non si può dare un colore al cibo che non è in assoluto buono e cattivo, ma va valutato rispetto all’equilibrio con cui lo mangiamo o beviamo. Il sistema Nutriscore non va limitato, va combattuto. Oggi credo che stiamo andando verso una vittoria di questa battaglia". Lo ha detto il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, intervenendo proprio alla conferenza organizzata da AFIDOP contro l’etichetta a semaforo.

Il Ministro ha ribadito che il Nutriscore "non è un sistema informativo, è un sistema di condizionamento del mercato studiato in modo scientifico. Ha una genialità nella sua semplicità comunicativa, ma crea una distorsione senza dare informazioni". E ha rivendicato il "grande lavoro di convincimento" fatto insieme alle associazioni di categoria e alla Farnesina nei confronti degli altri Paesi, per fare capire loro "che non stavamo lavorando per noi stessi ma contro un sistema di etichettatura folle. All’inizio eravamo i capofila di un piccolo gruppo di Paesi che non avevano speranze di raggruppare una minoranza di blocco; ora al nostro fianco ci sono Paesi con peso maggiore come gli Sloveni, che stanno dichiarando chiaramente la loro preoccupazione, la Spagna, e gran parte della società civile e dei produttori francesi", ha concluso Patuanelli.


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