"Non abbiamo ancora autorizzato il Prošek"

Al margine del G20 Agricoltura parla il Commissario Wojciechowski: "Fondamentale proteggere le IG"

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18

Settembre
2021

Continua la querelle Prošek vs Prosecco tanto che è intervenuto il Commissario all'Agricoltura Janusz Wojciechowski: "Non abbiamo ancora autorizzato il Prošek. Aspetteremo le vostre osservazioni. Per noi è fondamentale proteggere le indicazioni geografiche" è stata la sua affermazione nel corso di un incontro preliminare al G20 Agricoltura, con gli Assessori delle regioni italiane, rispondendo alle sollecitazioni del Ministro Stefano Patuanelli. Il G20 si svolge a Firenze il 17 e 18 settembre, ma è anticipato da una serie di appuntamenti alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Alimentari Stefano Patuanelli e del commissario europeo all'agricoltura Janusz Wojciechowski e dall'Open Forum sull'Agricoltura sostenibile.
"La Commissione europea ha svolto molte analisi giuridiche dalle quali è emerso che non ci sono motivi per rifiutare la richiesta croata, perché il Prosecco e il Prošek sono stati riconosciuti come prodotti differenti. Tuttavia - ha puntualizzato Wojciechowski - oggi ho ascoltato molte considerazioni da parte dell'Italia, del Ministro Patuanelli e delle Regioni. La questione del Prosecco è molto specifica e seria. Considererò in modo molto serio le obiezioni dell'Italia, e su questo aspetto non c'è ancora la parola fine".

Regioni: strenua difesa dei territori ma pronti a registrare il Tocai

"Per rispondere alla questioni aperte e urgenti sul tappeto, dallo sviluppo demografico, alla sostenibilità in agricoltura, fino ai grandi temi come la fame nel mondo e il riscaldamento globale, è necessaria la massima chiarezza e bisogna fare in modo che le Regioni, che sono tra le istituzioni più vicine al territorio e ai cittadini, vedano confermato il loro ruolo partecipativo e di indirizzo delle politiche di sviluppo rurale". Queste le parole di Federico Caner Coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome intervenuto il 16 settembre all'incontro con il Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, il Commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski e gli assessori della Commissione. Tra i temi anche la difesa del prosecco. "Si spiega così la richiesta degli assessori che, nella nuova politica di sviluppo e nei nuovi regolamenti europei, le Regioni mantengano il loro ruolo di Autorità di gestione del PSR e dunque la loro veste strategica nella definizione delle politiche future. Del resto il trasferimento di innovazione e sviluppo tecnologico a enti e imprese, a difesa dell'ambiente e della crescita - spiega Caner - è possibile solo attraverso il coinvolgimento degli enti territoriali. Il rischio è che, assegnando allo Stato un ruolo di indirizzo a livello centrale, si perda la conoscenza della storia, dell'identità e delle specificità dei territori e si individuino soluzioni che vadano bene per tutti e per nessuno".
Al centro dell'incontro proprio il ruolo delle Regioni nelle politiche di sviluppo rurale, ma anche il fenomeno dell'italian sounding, sollevato di recente dalla richiesta di protezione della menzione tradizionale del vino croato Prošek: "A nome di tutte le Regioni - aggiunge Caner - ho chiesto di affrontare il tema del riconoscimento, che è molto delicato, prima di tutto nei confronti dei consumatori. Non è ammissibile che, richiedendo una menzione tradizionale si conceda l'utilizzo di un nome già registrato ai sensi della normativa comunitaria ai fini dell'individuazione di uno specifico prodotto derivato da una determinata zona di produzione. Questa condotta non fa che creare confusione nel consumatore e minare le basi del sistema che regola la tutela delle indicazioni geografiche. L'unione Europea ha emanato dei regolamenti a difesa delle denominazioni d'origine: vogliamo dunque sapere come si inserisce questa richiesta nel sistema delle denominazioni già registrate, come quella del Prosecco. Al Ministro e al Commissario ho già annunciato che noi faremo opposizione nei tempi e secondo le modalità previste. Infine, se mai questo riconoscimento del Prošek dovesse passare, aprendo così pericolosamente la porta ad altri, siamo pronti a richiedere la menzione tradizionale anche per il Tocai. Questo vino, storicamente prodotto all'interno della denominazione delle terre delle Venezie, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia - conclude il Coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - appartiene storicamente alle nostre Regioni".

"Sbaglia chi critica il sistema Italia"

"Questo è il momento di fare squadra e di presentarci uniti, non di alimentare polemiche o divisioni che non fanno altro che rendere più debole il nostro Paese in Europa". Lo sottolinea il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e forestali, il senatore Gian Marco Centinaio, replicando a chi sostiene che il caso Prošek sarebbe la dimostrazione del fallimento del Sistema Italia nel difendere le proprie eccellenze. "Prima di muovere critiche o accuse consiglierei di informarsi, sia sulle procedure europee, sia su quanto stiamo facendo come istituzioni. Appena è emerso l'orientamento favorevole da parte della Commissione UE ad accogliere la domanda di riconoscimento dell'indicazione geografica protetta Prošek presentata dalla Croazia, al MiPAAF ci siamo immediatamente attivati per avviare un tavolo di lavoro tecnico per contrastare con tutti gli strumenti a disposizione l'avanzamento dell'iter. Da un'eventuale pubblicazione della domanda di registrazione della menzione tradizionale del vino locale croato in Gazzetta UE avremo poi 60 giorni di tempo per sventare questo attacco a uno dei prodotti simbolo del nostro made in Italy".


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