Nasce il progetto pilota di agricoltura rigenerativa Knorr

Nasce il progetto pilota di agricoltura rigenerativa Knorr

L'obiettivo è produrre riso tagliando del 35% le emissioni di gas serra e del 30% il consumo di acqua

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01

Dicembre
2022

di Valentina Oldani

Knorr, azienda tedesca del gruppo Unilever, ha lanciato un programma di agricoltura rigenerativa portato avanti con la collaborazione di Parboriz, Innova-tech e le Università di Torino, Pavia, Milano, che punta alla riduzione fino al 35% delle emissioni di gas serra, al miglioramento della biodiversità, della salute dei terreni e alla riduzione dell’utilizzo di acqua fino al 30%.
L'iniziativa italiana è parte del programma BuonCibo Knorr che, grazie all'adozione di pratiche innovative, oltre a tagliare fino a un terzo le emissioni nocive, migliora la qualità dell’acqua e del suolo.
Questo approccio è alla base dell'obiettivo di Knorr da qui al 2025: implementare su scala mondiale 50 progetti di agricoltura rigenerativa che coinvolgeranno l’80% degli ingredienti dei suoi prodotti.

Il progetto italiano

Grazie al progetto di agricoltura rigenerativa lanciato da Knorr in Italia, in ogni area di coltivazione del riso sono state adottate specifiche pratiche sviluppate nel rispetto di flora e fauna del territorio.

"Da questo progetto ci aspettiamo importanti risultati in termini qualitativi e quantitativi. Al termine della fase pilota - ha spiegato Aldo Ferrero, professore del dipartimento DISAFA dell’Università degli studi di Torino e coordinatore scientifico del progetto - l’obiettivo è quello di ottenere una riduzione fino a circa il 30% delle emissioni di gas serra rispetto alle condizioni ordinarie di coltivazione. Ci aspettiamo anche di avere un importante aumento della presenza di uccelli acquatici, insetti impollinatori e anfibi. Riteniamo di poter ottenere i primi significativi risultati e la conferma del raggiungimento dei nostri obiettivi già tra fine di questo anno e l’inizio del prossimo".

Nello specifico, la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra è attesa attraverso l’adozione di pratiche agronomiche opportune di gestione del suolo e dell’acqua, come ad esempio le sommersioni invernali. Inoltre, il miglioramento della fertilità del suolo può essere ottenuto attraverso l’adozione della pratica del sovescio, cioè della tecnica che si basa sulla semina di una coltura in successione alla raccolta del riso e poi del suo interramento prima della coltivazione di un nuovo ciclo di riso.
L’aumento della biodiversità nell’ambiente della risaia sarà raggiunto attraverso una serie di interventi che permettano di incrementare la presenza di insetti impollinatori, di anfibi e di uccelli, in particolare degli uccelli acquatici. "A questo riguardo, è fondamentale la corretta gestione della vegetazione presente sugli argini delle risaie insieme alla presenza costante di acqua, in alcuni solchi della risaia, durante la stagione vegetativa. Il principale obiettivo, in questo caso, è quello di favorire lo sviluppo dei cicli naturali, in modo da consentire alla natura stessa di sostenere e migliorare la produzione risicola" ha commentato Edoardo Saluzzo, responsabile R&D di Innova-tech, partner del progetto.
Il miglioramento della qualità dell’acqua può essere ottenuto grazie ad una significativa riduzione dei residui dei prodotti utilizzati per la difesa del riso. Fondamentale per il raggiungimento del risultato sarà una meticolosa scelta ed uso dei prodotti stessi e un’adeguata gestione dell’acqua di risaia.

"Aderire a questo progetto di agricoltura rigenerativa - spiega Marco Baino, della Baino Martino E Marco Società Agricola di Ottobiano, Pavia, aderente al progetto - permetterà alla mia azienda di migliorare l’efficienza produttiva e la sostenibilità ambientale della produzione del riso. Con l’adozione di processi innovativi come ad esempio l’introduzione delle colture da sovescio[1] e di sistemi di precision farming [2]  mi sarà possibile contenere i costi di produzione e limitare i possibili effetti sfavorevoli sulla natura, migliorando anche la qualità del riso, che è ovviamente una delle nostre priorità".

[1] Questo per aumentare la produzione nell’anno, migliorare la sostanza organica, quindi la fertilità del terreno, e ridurre i costi di produzione, come per esempio i costi per la difesa e quelli per la fertilizzazione.

[2] I sistemi di precision farming funzionano con dei sistemi satellitari che guidano le macchine agricole; questo permette di ridurre gli eccessi di fertilizzazione per evitare un inquinamento delle acque. L’utilizzo di queste pratiche agisce migliorando l’efficenza delle concimazioni, ed in particolare di quella azotata, riducendo i costi e l’inquinamento delle falde.

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